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La Città di Barletta è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Barletta è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il Pubblicato il 17/07/2014

Il Sindaco della Città di Barletta (BAT), Dott. Pasquale Cascella, comunica con Delibera consiliare n. 18 del 10/06/2014 l'adesione della Città di Barletta agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

I SUD SOUND SYSTEM sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I SUD SOUND SYSTEM sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 08/07/2014

I salentini SUD SOUND SYSTEM, pionieri del raggamuffin italiano, una carriera pluriventennale caratterizzata da ambitissimi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Una musica del Sud, per il Sud... e per il mondo intero. I Sud Sound System, membri Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dicono :" "Auspichiamo quanto prima che venga raso al suolo e che al suo posto sorga una biblioteca orientata allo studio dell’antropologia moderna, affinché si oltrepassino le orrende aberrazioni proposte da quel bipede (poco umano) del Lombroso!" Fernando Blasi (Nandu Popu)
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Maria Franchini è Testimonial del Comitato No Lombroso

Maria Franchini è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/07/2014

Maria Franchini è nata e vissuta a Napoli dove esercitava la professione di guida quadrilingue dei monumenti della Campania. Nel 1979 si trasferisce con il marito francese a Parigi. Occupa vari impieghi prima di cominciare a scrivere articoli e libri dal 1994. Dal 2005, tiene corsi e conferenze presso il Centro Culturale Italiano di Parigi (CCI Paris). Autrice di : « Les Indiens d’Amérique et le Cheval » – Zulma 2001 (recensioni in più di dieci quotidiani e riviste fra i quali “Le Monde) « Jeanne Reine des Ecuries » nell’antologia « Le Cheval est une femme comme les autres » - Pauvert 2001 « Comment la Femme vient vers le Cheval » nel collettivo « Hippos et Eros » Internationale de l’Imaginaire 2001 « Au pays des Moi-Je », nel collettivo « C’est pas con un cheval, c’est pas con… » Editions du Rocher 2003. « Les recettes des Chuchoteurs. Foutaise ou panacée ? » Favre 2004 « La Danseuse et le Cheval » nel collettivo « Histoires d’amour et de chevaux » Editions du Rocher 2005 « De l’intelligence des chevaux » Zulma 2009 (tradotto in italiano con il titolo “L’intelligenza dei cavalli”, ed. Equitare 2012. “Dictionnaire insolite de Naples” ed. Cosmopolite (pubblicazione prevista per aprile 2015) Coautrice di : « La Méthode Gentili » – Zulma 1997 « La fabuleuse aventure du Cheval Napolitain, à l’origine de l’art équestre », Zulma 2003. « Sommes-nous cruels avec les chevaux ? » Zulma 2007 (tradotto in italiano con il titolo “ita da Cavalli”, ed Equitare 2013. « Le Cheval du Vésuve » (roman jeunesse) mars Zulma 2010. “Napoli Insolita e segreta” ed. Thomas Jonglez 2014 (tradotto in quattro lingue) E' molto attiva in ambito anche giornalistico dove si impagna in particolare con articoli di etologia, storia, storia dell’arte, arte e mitologia inerenti al cavallo in varie riviste specializzate e non, fra le quali “Cheval Magazine”, la rivista ippica più importante d’Europa 1994 – 2005. Poliglotta fin da giovane età ha al suo attivo diverse traduzioni dall’inglese e dall’italiano quali: Henry Blake « Penser Cheval » Zulma - 1998 Marthe Kiley-Worthington « Le Comportement des Chevaux » Zulma 1999 Maria-Natale Orsini « Francesca e Nunziata » - Phébus 2004 (titolo francese : La main à la pâte). Maria Natale Orsini « La favola del Cavallo » (titolo francese « Napolitano l’Immortel ») Editions du Rocher juin 2009. Non sono rare le sue partecipazioni a trasmissioni radio-televisive quali: 1998 – France Culture - AGORA – per la traduzione di « Penser Cheval « . 2002 – chaîne Equidia – per la pubblicazione di « Les Indiens d’Amérique et le Cheval ». 2004 – France Culture – Carnets Nomades)– (Naples, Pompéi et la Côte Amalfitaine), 2005 – France-Info – LE MONDE DU CHEVAL– per la pubblicazione di 2008 – RFI – « Visiteurs du jour » per la pubblicazione di “Les Indiens d’Amérique et le cheval” 2009 – Radio Canada – per la pubblicazione di « De l’intelligence des chevaux ». Maria Franchini Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: "Anche se trapiantata in Francia, rimango napoletana col cuore, con la testa e anche con il corpo, perché da Napoli non manco mai più di sei mesi. Come non essere umiliata, ferita da chi ha allestito questo museo che perpetua le atrocità commesse contro i miei ? Che con molta probabilità sono lì fra i tanti vergognosamente esposti agli sguardi dei curiosi. Che obbrobrio, mi viene la pelle d’oca! Ed io dovrei girare le spalle, fingere di non vedere ? Davvero non me la sento. L’Italia per me non esiste, perché nessuno non mi (ci) ha mai dato voglia di appartenervi. Quelli che ci hanno conquistati o traditi continuano a fare “a chi figli e a chi figliastri”, come si dice nella mia bella lingua (che insegno ai francesi). Nel momento in cui questi cinici op-portunisti si decideranno a dimostrarmi che, una volta per tutte e con i FATTI, gli Italiani sono tutti uguali da Aosta a Trapani, solo allora quando me lo chiederanno, io risponderò senza arrossire “sono italiana”. Per ora, a chi mi chiede “è italiana?” ribatto : “no, sono del Sud”. “E non è la stessa cosa?”, ribattono loro, “assolutamente no” rispondo ’a copp’ ’a mano. Biografia



 




 

La Città di Terlizzi (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Terlizzi (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 01/07/2014

Il Sindaco della Città di Terlizzi (BA), Dott. Nicola Gemmato, comunica con Delibera n. 92 del 26/06/2014 l'adesione della Città di Terlizzi agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Alessandra Lucini è Testimonial del Comitato No Lombroso

Alessandra Lucini è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 30/06/2014

Alessandra Lucini (cremonese di nascita e piemontese di adozione), pensionata/lavoratrice per "campare", volontaria presso le carceri italiane per "vivere", è membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso. Alessandra ci dice: Avevo poco più di vent'anni quando un libraio mi consigliò dei libri scritti da un condannato a morte in America negli anni cinquanta. E sono stati proprio quei libri che mi invogliarono ad approfondire l'argomento carceri e a far nascere in me il desiderio di avvicinarmi a quel mondo. Gli impegni familiari di allora fecero sì che il sogno rimanesse in un cassetto che ogni tanto aprivo per poi richiuderlo, tanti problemi e tanti cambiamenti non mi consentivano di realizzarlo.rnMa quando vogliamo realmente qualcosa non riusciamo mai a chiudere definitivamente quel cassetto che se ne rimane lì, aperto quel tanto da lasciare una fessura ben visibile ti ricorda che quel mondo esiste.rnI sogni si avverano prima o poi e quando non te l'aspetti più, come per miracolo, l'occasione arriva e tu la prendi al volo senza indugiare. Il mio sogno ha preso forma grazie ad Alfredo Cosco e al suo blog "Le urla dal silenzio", la porta si è aperta e quindi ho varcato quella soglia piena di emozione e di interesse. Ho cominciato a comunicare con alcuni detenuti, poi ho attraversato cortili, varcato cancelli e superato muri e porte blindate e mi sono resa conto dell'incoerenza e dell'assurdità che regna dietro a quelle mura. E' civiltà murare vive delle persone? E' civiltà stipare da quattro a sette persone in pochi metri quadrati? E' civiltà negare la seconda opportunità ad un uomo che è destinato a morire in carcere?rnRieducazione, riabilitazione, reinserimento diventano parole che sono pura utopia. Non si può rispondere a dei reati con vendetta e costrizione, oppressione e repressione non possono essere la giusta risposta per chi ha sbagliato. Non ho mai creduto che il carcere fosse la risposta giusta per chi, per mancanza di opportunità e di alternative ha imboccato una strada sbagliata, e sento tutt'ora che l'intera società ha una grande responsabilità nei confronti di chi ha commesso un reato.rnLa mia tenacia ha fatto sì che riuscissi a prestare volontariato nel carcere più vicino al luogo in cui vivo, volontariato che svolgo tutt'ora. E più frequento quel mondo e più mi rendo conto che si tengono prigionieri molti grandi talenti, si toglie la voce a chi avrebbe tanto da insegnare ai nostri giovani. L'odio genera odio e la vendetta genera vendetta, l'aggressività genera altra aggressività.rnPrendere le distanze da quel mondo crea l'illusione di essere migliori di loro, dovremmo invece pensare che è soltanto per un caso fortunato che ci troviamo al di fuori, il filo che ci separa da quelle mura è sottile, potenzialmente noi siamo loro e loro sono noi. L'essere umano è incline all'errore, non mi sento diversa da chi è ristretto nè tanto meno migliore, sono soltanto una piccola persona che davanti a sè ha trovato strade diverse e fatto incontri diversi, praticamente, soltanto più fortunata.rnE questo percorso mi ha fatto conoscere epistolarmente persone come Pasquale, che con le sue lettere e con i suoi scritti sul blog mi ha insegnato tantissimo. Mi ha fatto aprire gli occhi su una storia che ignoravo, quella scritta dai vinti, mai credere nella storia che raccontano i vincitori, esaltano eroi che in realtà erano carnefici e idealizzano nefandezze inconcepibili.rnCorrispondo con lui e con tanti altri che dimostrano un'intelligenza viva e un grande rispetto nei miei confronti.rnGrazie ad un social network che molti demonizzano, (a torto), sono arrivata a BRIGANTI e a DOMENICO IANNANTUONI con il suo comitato NO LOMBROSO al quale ho subito aderito con molta convinzione.rnTenere aperto il museo Lombroso significa tenere vivo un pregiudizio di cui ci dobbiamo liberare se vogliamo davvero crescere e liberarci dai luoghi comuni che ci incatenano e ci fanno implodere. rnMi auguro che la sua chiusura avvenga presto e che sia un opportunità per far conoscere la vera storia, quella che non ci hanno insegnato.rnCi sono scuole costruite sulle ossa delle vittime dell'unità d'Italia, scuole dove si insegna una storia errata ai discendenti di quei morti, e questo che mi fa molta rabbia. rnSe vogliano dare un segno di civiltà facciamo chiudere quel museo che racchiude i resti di persone uccise ingiustamente, persone che combattevano per una causa in cui credevano, praticamente eroi presentati come criminali. rnBasta con queste bugie portate avanti per un secolo e mezzo, dicendo la verità si restituisce la dignità che quelle ossa meritano.rnVoglio aggiungere un brano che la dice lunga su quanto siamo incivili e su quanto avremmo da imparare da popoli che consideriamo selvaggi:rnNABAJYOTISAIKIA rnc'è una tribù africana che ha un costume molto bello.rnQuando qualcuno fa qualcosa di sbagliato e nocivo, prendono la persona al centro del villaggio, arriva tutta la tribù e lo circonda. Per due giorni, dicono all'uomo, tutte le cose buone che ha fatto.rnLa tribù crede che ogni essere umano viene al mondo come un bene. Ognuno è desideroso di amore, pace, sicurezza, felicità. Ma a volte, nel perseguimento di queste cose, commettiamo degli errori.rnLa comunità vede quegli errori come un grido di aiuto. Essi si uniscono per sollevarlo e per ricollegarlo con la sua vera natura, per ricordargli fino a quando non si ricorda pienamente la verità dalla quale era stato temporaneamente disconnesso, rnNabajyotisaikia! MidorirnNABAJYOTISAIKIA, è un complimento utilizzato in Sud Africa e significa: "io ti rispetto, ti nutro. Importa a me " --in risposta dicono Midori, che è--: " così, esisto per te "rnrnAlessandra Lucini



 




 

Raffaele Vitagliano è Testimonial del Comitato No Lombroso

Raffaele Vitagliano è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/06/2014

Raffaele Vitagliano, medico in costa d’Amalfi è un ex-alunno dell’istituto Bartolo Longo, una struttura, ancora operativa, realizzata nel 1893 dal Beato Bartolo Longo per l’accoglienza dei Figli dei Carcerati che è in netto contrasto con le concezioni lombrosiane della delinquenza atavica e ravvisabile anche nella morfologia delle strutture corporee. In oltre cent’anni di attività l’istituto ha fornito istruzione e formazione civile e morale a tanti ragazzi che provenivano da realtà degradate dando loro l’opportunità di un sereno e proficuo inserimento nella vita civile raggiungendo traguardi anche di prestigio nelle diverse realtà, civili ed anche religiose. Dopo i primi anni di formazione nell’istituto Bartolo Longo di Pompei, Raffaele Vitagliano, completa i suoi studi a Napoli ove si laurea in Medicina e Chirurgia con interessi rivolti sia alle moderne acquisizioni occidentali con approccio all’informatica medica che a quelle della tradizionale medicina orientale divenendo docente di tecniche di Agopuntura e di shiatsu, nonché promotore di ben dieci edizioni di convegni sulle tecniche di Agopuntura. Nel 2012 Raffaele Vitagliano partendo dalla riflessione che una smisurata moltitudine di fedeli nel mondo conoscono il Santuario di Pompei, ma in pochi conoscano la storia del suo fondatore, il Beato Bartolo Longo, ed ancor meno la sua grande intuizione pedagogica e morale che nei fatti e nel tempo ha smentito clamorosamente le teorie del Lombroso realizza unitamente ad altri ex-alunni un film, attualmente distribuito in DVD e allegato al testo BARTOLO LONGO-Il Rosario e la Carità –Presentazione dei primi figli dei carcerati accolti dal Bartolo Longo a Pompei. (Edizioni Associazione Lux in Midia) Nei primi mesi del 2014, casualmente intercetta il Comitato No Lombroso venendo a conoscenza del loro impegno per impedire che le nefaste teorie siano ancora pubblicizzate anche in maniera subdola attraverso l’apertura di un museo a lui dedicato. Per queste ragioni ed anche a testimonianza della giusta intuizione di chi, non si lascia condizionare dalle presunte teorie scientifiche del Lombroso, il dott. Raffaele Vitagliano entusiasta aderisce al comitato proponendosi anche come testimonial allegando questa videoclip della sua partecipazione alla trasmissione RAI Unomattina caffè
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La Città di Giovinazzo (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Giovinazzo (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 21/06/2014

Il Sindaco della Città di Giovinazzo (BA), Sig. Tommaso Depalma, comunica con Delibera n. 84 del 27/05/2014 l'adesione della Città di Giovinazzo agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Mimmo Crudo è Testimonial del Comitato No Lombroso

Mimmo Crudo è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/06/2014

assista e co-autore del gruppo Il Parto delle Nuvole Pesanti 1995 al novembre 2013 Dopo PRISTAFORA e QUATTRO BATTUTE DI POVERTA' terzo disco del Parto, prende parte al progetto di Teresa De Sio "La Notte del Dio che Balla". Partecipa al concerto romano del 1° Maggio. Sempre nello stesso anno partecipo al Premio Tenco, dove tornerò nel 1999 e 2001, e l'anno successivo al P.I.M., Premio Italiano della Musica. Seguiranno altri dischi, progetti di musica-teatro e film documentari. Torno a suonare nel concerto romano del primo Maggio nel 2005 e parto in una lunga tournee che mi porta in diversi paesi europei, tra i quali Spagna, Germania, Austria, Bosnia, Svizzera, Repubblica Ceka e infine Brasile. Ha collaborato con Claudio Lolli, Mirco Menna, Roy Paci, Les Anarchistes, Francesco e Francesca Salerno, Edoardo Marraffa, Pasquale Morgante, Sacha Ricci (99 Posse), Claudia Crabuzza, Gennaro De Rosa, Giuseppe Gagliardi, Martin Renders, Raul Colosimo, Zita Petho, Roberta Carrieri, Mimmo Mellace, Sandro Boscolo, Pasqualino Nigro, Enrico Guerzoni, Amy Denio. Dopo l'uscita dal "Parto" (2013) il suo nuovo percorso musicale inizia con "onda Anomala" progetto musicale che mescolerà rivisitazioni di storici brani del "Parto" a nuove e vecchie canzoni, molte delle quali nate dalla storica collaborazione con Francesca Salerno in arte "Lady U". Già insieme nel progetto "Uvistra" e dopo diverse collaborazioni le strade di Mimmo Crudo & Lady U riprendono un percorso iniziato da giovanissimi quando Mimmo Crudo incontrava Francesco e Francesca Salerno (Lady U) dando inizio a una profonda amicizia sempre indissolubilmente legata alla musica. Mimmo Crudo, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: "Più volte nell’ateneo di Bologna, nel corso dei miei studi universitari, ho incontrato il nome di Cesare Lombroso e fortunatamente ho sempre verificato che questo triste personaggio è sempre definito come studioso nutrito di pregiudizio, figlio di una pseudo-scienza che è giustamente tramontata. E’ stata grande la sorpresa e la disapprovazione, quando ho avuto notizia del tentativo di fondare un museo a lui intitolato, e per nostra fortuna le reazioni indignate della società civile si oppongono fermamente, per questo motivo sono riconoscente al comitato No Lombroso e a quanti partecipano e danno voce a questo movimento. Video YouTube



 




 

La Città di Settingiano (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Settingiano (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 18/06/2014

l Sindaco della Città di Settingiano (CZ), Sig. Rodolfo Iozzo, comunica con Delibera n. 44 del 16/06/2014 l'adesione della Città di Settingiano agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Bitonto (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Bitonto (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 17/06/2014

Il Sindaco della Città di Bitonto (BA), Dott. Michele Abbaticchio, comunica con Delibera n. 179 del 05/06/2014 l'adesione della Città di Bitonto agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

La Città di Domusnovas (Carbonia Iglesias) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Domusnovas (Carbonia Iglesias) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il Pubblicato il 16/06/2014

Il Sindaco della Città di Domusnovas (CI), Sig. Angelo Deidda e l'Assessore Matteo Moi, comunicano con Delibera n. 80 del 04/06/2014 l'adesione della Città di Domusnovas agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

La Città di Casole Bruzio (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Casole Bruzio (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 12/06/2014

Il Sindaco della Città di Casole Bruzio (CS), Dott. Salvatore Iazzolino, comunica con Delibera n. 19 del 08/05/2014 l'adesione della Città di Casole Bruzio agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Formia (LT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Formia (LT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il Pubblicato il 11/06/2014

Il Sindaco della Città di Formia (LT), Dott. Sandro Bartolomeo, comunica con Delibera n. 150 del 29/05/2014 l'adesione della Città di Formia agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonialrn



 




 

La Band Parafonè è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Band Parafonè è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 05/06/2014

I Parafonè, rappresentano al meglio una tradizione consolidata che, memore del proprio passato, è capace di rinnovarsi allargando intenti e prospettive. Formatisi nel 2002, i Parafonè festeggiano il loro primo decennale con "Disperanza", il nuovo disco che ne riassume appieno le orgogliose e vibranti tematiche che verrà presentato oggi, domenica, 29 luglio, presso il "Teatro Impero" di Chiaravalle alle ore 18. Decidere di confrontarsi con le tematiche popolari per i componenti del gruppo, rappresenta un' esigenza precisa che ha radici profonde nella cultura popolare calabrese, della quale il gruppo si sente figlio e naturale espressione. I Parafonè lo fanno in modo solare e leggero, riproponendo, con arrangiamenti originali e coerenti, gli antichi temi e canti della tradizione orale-musicale della Calabria. L'impegno dei Parafonè è quello di riproporre la musica senza variarne l'essenza, utilizzando gli strumenti tramandati di padre in figlio come chitarra battente, zampogna, lira, organetto, tamburello, fischiotti e quant'altro. Strumenti antichi che lasciano intravedere una straordinaria attualità soprattutto in una società che tende a smarrire le proprie identità culturali. Per i Parafonè questo è un metodo di lavoro che favorisce il confronto e la crescita, sia essa musicale e culturale, del singolo individuo come della "koinè" di appartenenza, tramite il messaggio implicito che esprime la musica stessa, capace di suscitare pacifici sentimenti di tolleranza e armonia. Negli anni il gruppo ha sviluppato una propria identità precisa correlata a una crescita musicale entusiasmante, originatasi non solo dalle esperienze dirette sui palchi di tutta la Calabria, ma soprattutto da un lavoro di ricerca e di sperimentazione costante, il cui approccio è stato rigoroso e attento ad ogni minimo dettaglio. I Parafonè Membri del Comitato No Lombroso ci dicono: Che ancora oggi venga data la possibilità di esistere ad un museo che rappresenta il razzismo scientifico e la folle idea del meridionale "delinquente per natura", mentre si festeggiano i 150 anni dall’unità d’Italia, è semplicemente vergognoso. Gli spunti che lo pseudoscenziato Lombroso ha dato alla scienza per affermare la superiorità di un popolo sull’altro, erano un insulto allora e lo sono ancora oggi.
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La Città di Serrastretta (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Serrastretta (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 04/06/2014

Il Sindaco della Città di Serrastretta (CZ), Ing. Felice Maria Molinaro, comunica con Delibera n. 20 del 12/05/2014 l'adesione della Città di Serrastretta agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial



 




 

I Radioaut sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I Radioaut sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 04/06/2014

I 'Radioaut' nascono con l'intento di creare una sorta di genere 'ibrido' tra i ritmi pieni e 'terroni' del Dub e le sonorità del rock britannico '70/80. I testi trattano temi sociali, vivi, attenti alla realtà e alla situzione attuale in cui viviamo. I RadioAut membri Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dicono: "Siamo veramente felici di poter abbracciare una giusta causa dopo tanti anni di retorica anti meridionalista, con la speranza che un tale progetto possa portare ai risultati sperati e con la consapevolezza che, la nostra storia è una, la nostra terra è una e il nostro passato lo difendiamo con l'orgoglio e la fierezza che contraddistingue il popolo meridionale! w il regno delle 2 sicilie, w la calabria, w il sud!"
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Tiziana Pizzi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Tiziana Pizzi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 03/06/2014

Presidente Associazione Musicale Reggina Domenico ScarlattirnrnDiplomata in Canto, Pianoforte e Didattica della Musica, si è perfezionata con Margaret Baker e nel repertorio barocco con Aris Christofellis.rnLa M° Tiziana Pizzi Ha collaborato con direttori quali Fasolis ( Juditha Triumphans, Vivaldi - Lugano), Biondi ( Agrippina, Handel Festspiele, Halle - Messa dell’Incoronazione di Mozart, Accademia S. Cecilia ), Panni ( Stabat Mater, Cafaro –Montecarlo ), Webb ( Falstaff, Verdi- Pisa, Ravenna, Lucca, Livorno ), Gabbiani ( Deutsche Motette, Strauss - Les Noces, Stravinskij - Accademia S. Cecilia) , Ashkenazy ( Fantasia Corale, Beethoven - Accademia S. Cecilia ), Pappano ( Concerto di gospel e spirituals, Accademia S. Cecilia ), Bacalov ( Concerto grosso, Perugia ), Marshall ( West Side Story, Bernstein - registrato per ’ La Musica’ di Rai Tre ), Visco ( Stabat Mater, Dvorak - Accademia S. Cecilia), Rizzari ( Nona Sinfonia, Beethoven - Cavea Parco della Musica ,Roma ), Denève ( Les Dialogues des Carmèlites, Accademia S. Cecilia ), incidendo per la Radio Svizzera Italiana ( Juditha Triumphans, Vivaldi), per la Neapolitan Music Society di NY ( Messa Solenne in Re maggiore, Jommelli ), per Rai Radio Tre ( Liebeslieder, Brahms, Palazzo del Quirinale ). Il suo repertorio spazia dalla musica del XVII secolo fino a quella contemporanea. Il M° Tiziana Pizzi Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: "Noi Calabresi abbiamo il diritto ed il dovere di conoscere la nostra storia ed il nostro passato; il diritto ed il dovere di pretendere la diffusione ed il riconoscimento delle verità storiche;abbiamo il diritto ed il dovere di essere consapevoli di ciò che fummo e che siamo ; il diritto ed il dovere di avere, finalmente, la dignità storica e umana che ci spetta.La chiusura del Museo Lombroso significherà tutto ciò per noi, ma sarà anche motivo per l'Italia di orgoglio civile e umano, nonchè di vera Unità. Mi auguro che,in un tempo futuro non lontano, potremo guardare a tutto ciò come un 'errore' di percorso di certa parte del paese,che ha saputo riflettere sui suoi sbagli rimediando in meglio . La strada è lunga,ma il sentiero tracciato dalla consapevolezza è quello che porta alla giusta destinazione'. Tiziana Pizzi, Presidente Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlattirntizi@fastwebnet.it



 




 

Alberto Vitolo è Testimonial del Comitato No Lombroso

Alberto Vitolo è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 03/06/2014

M° Alberto Vitolo,violinista e ricercatore Si è diplomato al Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli con A.Gaudino (allievo di A. Curci); ha frequentato i corsi di musica da camera ed orchestra di Fiesole e Palermo, perfezionandosi con G. Prencipe, A.Faja per l’orchestra, C.Pozzi, G.Caramia ed il Trio di Trieste per la musica da camera. Ha seguito i corsi di musica da camera tenuti da D. Gaj e il Corso Internazionale di Perfezionamento di Sulmona con il Trio Tchaikovskij. Ha registrato per la Rai il Trio in sol minore di B. Smetana ed in formazione di trio e duo ha vinto numerosi concorsi nazionali svolgendo un’intensa attività concertistica da solista in Italia e all’estero. Si dedica da anni allo studio e alla ricerca di brani inediti o poco eseguiti del 700 Musicale Napoletano, curandone la trascrizione e la revisione: Il Requiem di N. Jommelli; la Sinfonia ‘Venezia’ di P. Anfossi nel cui andante s’evince il “Plagio Mozartiano” di cui ha riferito ‘La Stampa’ di Torino, il ‘The Times’ di Londra e tutta la stampa nazionale ed estera; ‘I Pittagorici’ di G. Paisiello e V. Monti; il concerto per flauto e archi di N. Logroscino e il 3° coro dal “Sacrificio di Abramo” di D. Cimarosa; una Sinfonia per due Lire e orchestra, attribuita a W. A. Mozart. Ha revisionato e inciso, in qualità di primo violino dell’ Orchestra da Camera di Napoli, il CD ‘Sinfonie Napolitane’, sinfonie inedite del ‘700 musicale napoletano (Antes Concerto); la Messa Solenne in Re Maggiore di N. Jommelli con l’Orchestra del Festival di Sofia in qualità di primo violino e maestro concertatore. Nel 2007 ha revisionato ed eseguito sonate e arie di D. Scarlatti in duo con il M° R. Gabbiani nella sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli. Dal 2007 è il ConcertMaster dell'Orchestra della Neapolitan Music Society di New York, nonchè Artistic Director della società americana. Gli ultimi prestigiosi impegni l'hanno visto esibirsi, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della NY University, e allo 'J. Skirball Center for the Performing Arts' at NY come primo violino della Neapolitan Symphony Orchestra. Tiene masterclass a diverse orchestre giovanili americane ( Austin,Saratoga,Albany) sul repertorio del ‘700 musicale Napoletano. Insegna violino alla scuola Winckelman di Roma. Alberto Vitolo, Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice:"Da partenopeo quale sono, aderisco moralmente a questa causa auspicando a breve una risoluzione della stessa che possa restituire dignità non solo ai calabresi, ma a tutti noi meridionali ed al nostro paese." Alberto Vitolo, Direttore artistico Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti
a.vitolo@fastwebnet.it



 




 

La Città di Rodi Garganico (FG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Rodi Garganico (FG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 02/06/2014

Il Sindaco della Città di Rodi Garganico (FG), Dott. Nicola Pinto, comunica con Delibera n. 112 del 24/04/2014 l'adesione della Città di Rodi Garganico agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

L’Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti

L’Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti

Pubblicato il 01/06/2014

L’Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti* nasce nel 2006 con lo scopo di diffondere e valorizzare il repertorio musicale della scuola italiana,attraverso il lavoro di rnrncantanti e strumentisti,docenti di canto e storici musicali,attori e registi(di volta in volta denominati i Solisti dell’AMRDS) che si dedicano a questo scopo con la realizzazione di concerti,seminari,master,spettacoli ed eventi. Inaugura le sue attività con la prima edizione dei Corsi Internazionali di Perfezionamento “Sonorità Italiana nel mondo”, incentrati sullo studio della scuola musicale italiana e, appunto,della “sonorità italiana ”. Ai corsi sono stati affiancati,sin dal primo anno,i ‘Concerti Sonorità Italiana’ tenuti dai docenti.Il progetto si è consolidato negli anni grazie alla crescente qualità dell’offerta formativa promossa attraverso l’alto valore artistico dei docenti coinvolti e alla varietà di corsi musicali:giunti alla quinta edizione con grande apprezzamento di pubblico e partecipanti,sono ormai una realtà prestigiosa rivolta a tutti i musicisti che intendono migliorare la loro preparazione artistica.rnL’associazione nasce nella città di Reggio Calabria per volere del suo presidente,M°Tiziana Pizzi,che è nata e cresciuta musicalmente in questa splendida terra per poi portare testimonianza di essa e del suo calore ovunque l’abbia condotta il proseguimento della sua carriera artistica.rnPer il perseguimento dei fini istituzionali, l’associazione si articola su tre sedi: Reggio Calabria,Roma e New York,con attività proprie ma strettamente coordinate,sotto la guida dei rispettivi responsabili.Si avvale inoltre della collaborazione della Neapolitan Music Society di New York,con la quale in comunione d’intenti organizza eventi,concerti,masterclasses. Il responsabile artistico della sede di Roma,M°Alberto Vitolo,collabora dal 2007 con la società americana in qualità di Artistic Director:fra gli ultimi prestigiosi impegni che hanno visto i solisti dell’AMRDS esibirsi a New York,la conferenza-concerto alla Casa Italiana della NY University,con la partecipazione del Prof.Robert O.Gjerdingen,collaboratore della society, docente della NorthWestern University,considerato uno dei maggiori studiosi ed esperti del ‘700 Napoletano;Il Concerto inaugurale della Neapolitan Symphony Orchestra allo Jack.H.Skirball Center of New York, Concertmaster Alberto Vitolo,Contralto solista Tiziana Pizzi,diretti dal M°Gioacchino Longobardi in brani inediti e in prima mondiale dei maestri del ‘700 Napoletano. L’associazione collabora inoltre con il Laboratorium Teatro di Roma,con il quale ha coprodotto e rappresentato diversi spettacoli(l’ultimo premiato dalla critica specializzata al 34° festival di Montepulciano,’Stabat Mater Action’,regia di Sergio Sivori e musiche di Alberto Vitolo, luglio 2009),avvalendosi della preziosa collaborazione dell’attrice Cristina Giordana e dell’attore-regista Sergio Sivori. *Domenico Scarlatti, nacque a Napoli nel 1685. Fu il più grande clavicembalista del suo tempo, ancor oggi il “Modo” con cui egli suonava èdetto “scarlattiano”, proprio per la specificità del tocco e del fraseggio.rnrnL'associazione Musicale Reggina "Domenico Scarlatti" Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: 'La negazione dell'evidenza è la prima radice, la più profonda, dell'immoralità collettiva'. U. GalimbertirnrnAssociazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti - Reggio Calabria
www.amrds.it



 




 

I Rione Junno sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I Rione Junno sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 28/05/2014

RIONE JUNNO “Lontano dalle insidie del folklorismo deteriore ma inserito nell’onda alternativa e contemporanea della musica etnica Rione Junno è riconosciuto come uno tra i massimi rappresentanti della nuova proposta musicale radicata nella tradizione ma rivolta al futuro…” La Band "Rione Junno", Membro Testimonial del Comitato No LOmbroso ci dice:"Contro ogni forma passata e presente di 'razzismo', di qualsiasi natura esso sia."
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La Città di Miglierina (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Miglierina (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 27/05/2014

Il Sindaco della Città di Miglierina (CZ), Sig. Gregorio Guzzo, comunica con Delibera n. 19 del 29/04/2014 l'adesione della Città di Miglierina agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Il Gruppo Musicale AMASUD è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Gruppo Musicale AMASUD è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/05/2014

AMASUD è un progetto nato nel 2010 da un'idea del polistrumentista Giuliano Campoli insegnante di zampogna e ciaramella, costruttore di ciaramelle e ance, 1°classificato alla 3° edizione del premio “Cesare Perilli” del 2009 (miglior zampognista di Abruzzo Lazio e Molise) con l'intento di unire i suoni della tradizione a quelli della musica pop, blues, reggae, ska...Nel 2011 gli AMASUD vincono il premio "La canzone del Sole" città di Castel di Sangro premiati direttamente dal maestro Giulio Rapetti in arte MOGOL per il brano inedito "LIBERA". Tuttora prosegue il loro viaggio attraverso la musica etno-pop. Il progetto “AMASUD” nasce dall’intento di valorizzare la funzione di strumenti quali zampogna, ciaramella, lira calabrese, chitarra battente, organetto e tamburi a cornice che, seppur impiegati nella musica popolare, sono spesso relegati a ruoli marginali. Il lavoro di ricerca tende a dimostrare che l’impiego di questi antichi strumenti, può benissimo aggiungere colore, significato e armonia a ritmi già noti, moderni e inseriti nel panorama della musica internazionale. Otto musicisti che affrontano un viaggio attraverso le sonorità tradizionali del Centro Sud Italia ed i ritmi che caratterizzano le diverse zone del mondo. Il 28 aprile 2011 gli AMASUD vincono il premio della canzone popolare italiana "La canzone del sole". Il maestro MOGOL motiva la sua scelta con queste parole:"Ho premiato coloro che sono diversi, che fanno la musica che viene dal popolo, la musica della gente, che è stata creata senza pensarci, che viene fuori dal cuore, dall'anima"... Gli AMASUD Membri Testimonial del Comitato No Lombroso ci dicono:"Siamo lieti di essere testimonial di questa campagna del Comitato tecnico scientifico per la rimozione ufficiale delle teorie criminologiche di Cesare Lombroso dai libri di testo e la soppressione della commemorazione odonomastica e museale a nome Cesare Lombroso. Aderiamo alla vostra causa in quanto siamo contro ogni forma di razzismo e di teorie pseudoscientifiche sulla fisiognomica, che abbiano ad oggetto la discriminazione di alcuni soggetti, sulla base di caratteristiche etnologiche od antropologiche. E' vergognoso che, ad oggi, esistano luoghi simili in cui sia possibile "profanare" senza scrupoli, i resti di alcuni soggetti a ragione od a torto ritenuti criminali, presi in esame da un sedicente scienziato che ne ha deliberatamente violato i corpi e che ancora oggi le sue teorie vengano diffuse e ritenute giuste senza alcun tipo di logica e morale. AMASUD"

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La Città di Sannicandro di Bari (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Sannicandro di Bari (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 24/05/2014

Il Sindaco della Città di Sannicandro di Bari (BA), Dott. Vito Michele Domenico Novielli, comunica con protocollo n. 4984 del 2/05/2014 la propria personale adesione e quella della Città di Sannicandro di Bari (BA) agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Pino Cariati ed i Coram Populo sono Testimonial del Comitato No LOmbroso

Pino Cariati ed i Coram Populo sono Testimonial del Comitato No LOmbroso

Pubblicato il 23/05/2014

Pino Cariati è l’ideatore e la voce dei coram populo e ci dice: "Piuttosto che proporre la propria biografia, suggerisco, semplicemente, di cercare su YouTube Pino Cariati o coram populo come antidoto contro la pseudoscienza del Lombroso."

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La Città di Assisi (PG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Assisi (PG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 22/05/2014

Il Sindaco della Città di Assisi (PG), Dott.Ing. Claudio Ricci, comunica che con delibera n. 108 del 16/05/2014 la Città di Assisi (PG) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial. Assisi è la 100esima Città!



 




 

La Compagnia Popolare ARIACORTE è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Compagnia Popolare ARIACORTE è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 21/05/2014

Compagnia Popolare ARIACORTE: Voci di popoli, echi di gente, suoni raccolti come frutta matura nei campi dalla terra rossa. Richiami polverosi di terra e graffianti di salsedine. Suoni che si muovono tra tradizione e innovazione, musiche antiche per lungo tempo tramandate oralmente, versi oggi ritrovati, riarrangiati per un pubblico nuovo che ha voglia di conoscere la millenaria cultura di questo popolo. Sonorità arcaiche si fondono con melodie moderne composte dalla "Compagnia Popolare ARIACORTE", che, nata negli anni ’90, propone con successo, in Italia e all’Estero, la musica della tradizione salentina. Lo spettacolo spazia su temi diversi ma sempre accomunati da un sentire comune e caratterizzanti la semplice vita di tutti i giorni: dalla festosa pizzica-pizzica ai coinvolgenti canti d’amore, di gioco, di passione, d’ironia e di sogno, dalle filastrocche alle serenate, dai canti di lavoro a quelli alla “stisa”. Un dilagare di energia, scandita dal ritmo trascinante del tamburello salentino, il tutto incorniciato dall’affascinante e coreografica danza popolare. Il gruppo è composto da affermati musicisti del panorama musicale nazionale, con esperienze musicali diverse e questo rende il sound affascinante, coinvolgente e colorito di sfumature sonore originali. Due importanti voci, Emanuela Gabrieli e Lucia Passaseo, dal timbro intenso e carismatico si fondono in unico suono che rievoca ancestrali memorie. Il ritmo ostinato del tamburello è affidato ai virtuosismi di Carlo “Canaglia” De Pascali, storico tamburellista dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. La chitarra di Giovanni Arbace, liutaio e chitarrista dona sonorità sapienti e delicate; il violino e la mandola di Cristiano "Chicco" Costantini, strumentista poliedrico; l’organetto del giovane e promettente Salvatore Corvaglia e alla danza la ballerina popolare Moana Casciaro completano la formazione. Gli Ariacorte hanno all'attivo circa 1000 concerti in Italia e all’Estero.......... queste alcune tappe fondamentali: 1999 - pubblicano il primo e omonimo cd “Ariacorte”, autoprodotto 2003 - pubblicano il secondo cd “Taranzando” coprodotto dalla Blond Records di E. Capuano 2005 - a San Paolo del Brasile per la “Mostra delle Arti del Mediterrano” con il progetto “Santu Paulu” con appuntamenti e concerti a Mauà, Diadema, Osasco, Sao Caetano e Sao Bernardo;Belfort (Fr) al Festival Internazionale di Musica Universitaria; a Londra presso il Centro fieristico di Earls Court2; 2006 - a Cracovia (Polonia) con il Treno della Memoria organizzato dalla Associazione “Terra del Fuoco” 2007 - a Torino presso il Museo della Montagna per il festival “Voci Alte” con Agricantus 2008 - a Foggia presso il Teatro del Fuoco ricevono il Premio Andrea Sacco per il continuo impegno nella ricerca della tradizione popolare 2009 - partecipano al “Tarantafest” di Milo (CT) direz. artist. F.Battiato, festival “Paesaggi di suoni” a Tuscania dirett. artist. M.Crispi; a Terra e Mare festival di Nuvolera (Bs); 2010 - sono presenti nei più importanti festival nazionali legati alla musica di tradizione: Ernica Etnica a Veroli (Fr), Cassino Multietnica (Fr), Summonte (Av), Boville Ernica (Fr), Osimo, ecc. 2011 - sono protagonisti a Mantova, Soverato (Cz), Morcone (Bn) per il festival della Pizzica nel Sannio; in quest’anno una citazione particolare per il memorabile ed indimenticabile concerto a Roccapipirozzi Alta (Is); 2012 - pubblicano il 3° cd “De Sira”, partecipano al Festival Internazionale della Zampogna di Scapoli con M. Epifani e Hevia, e all’’evento “Ballati” a Muro Leccese. 2013 - sono tra gli artisti della Notte di San Rocco a Torrepaduli con Vinicio Capossela e aprono il concerto degli Africa Unites a Melendugno; 2014 - il 16 gennaio aprono la serata dei concerti del “Focara Festival” di Novoli, sul palco anche Alpha Blondy, Omar Souleyman e Tinariwen -Partecipano ininterrottamente dal 1999 ai concerti a ragnatela per l’evento Notte della Taranta e in 4 occasioni 2006/2007/2008/2009 realizzano dei progetti speciali coinvolgendo artisti come: Lou Dalfin, P. Ricci e M. Crispi, Uaragniaun e L. Cannavacciuolo, Fiamma Fumana, il Coro delle Mondine di Novi, “Cisco” S. Bellotti L. Lai e T. Chessa.Da 14 anni sono gli organizzatori a Diso (Le), il proprio paese, di un grande evento legato alla musica etnica nazionale ed internazionale dal titolo “Etnica Diso Folk Festival” che negli anni ha visto esibirsi artisti del calibro di: Agricantus, Opa Cupa, Enzo Avitabile, Carlo Faiello, Riccardo Tesi, Eugenio Finardi, Modena City Ramblers, Roberto Ottaviano, Lou Dalfin, Raffaello Simeoni, la capoverdiana Lura, il serbo Boban Markovic, il gruppo ciadiano Pyramydes, l’artista ivoriana Dobet Gnahorè, gli argentini La Zurda, il gruppo del Mali Gangbè Brass Band, oltre allo stesso gruppo organizzatore “Compagnia Popolare Ariacorte. (Francesco Corvaglia – responsabile gruppo) Gi Ariacorte, membri Testimonial del Comitato No LOmbroso ci dicono:"LE IMBECILLITA' DI UN IMBECILLE.........la Compagnia Popolare ARIACORTE (salento) aderisce al Comitato NO LOMBROSO"
www.ariacorte.net
www.compagniapopolareariacorte.it
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FRANCESCO CORVAGLIA (Band Manager)(+39.389.4228949 / +39.342.5936456 /+39.0836.922297) ----------------------------------

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Notte della Taranta 2013 - "Sogliano Cavour"
Tarantella concentrata" a "Velletri (Rm)"
Serata a "Melendugno(LE)" - Apertura Concerto Africa Unite
Assolo Carlo "Canaglia" Notte della Taranta , direttore : L.Einaudi



 




 

Ciccio Nucera è Testimonial del Comitato No Lombroso

Ciccio Nucera è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 19/05/2014

Ciccio Nucera aderisce al comitato no lombroso e ci dice: "Contro ogni forma di razzismo quale esso sia! Come musicista dico sempre: "Che la musica dia un messaggio di pace e aggregazione, quale essa sia, ogni nota è un emozione e una passione espressa dal cuore e che... la tarantella crea dipendenza!" Biografia la vita! vivila ogni attimo xchè ciò che non vivi non lo vivrai mai piu lo stesso. .....................I ZOI ENE OREA "LA VITA E BELLA" (insegnare e facile.... trasmettere l'amore, la passione, il valore per la musica è difficile) PER COLORO A CUI PIACE LA MUSICA TRADIZIONALE CALABRESE, IL MODO IN CUI CICCIO LA TRASMETTE, IL MODO IN CUI LA INSEGNA, LE MOVENZE NELL'INSEGNARE IL BALLO DELLA TARANTELA, LE TECNICHE CHE USA PER L'INSEGNAMENTO DEL TAMBURELLO...DELL' ORGANETTO E PER TUTTO QUELLO CHE RIESCE A TRASMETTERE....Ciccio Nucera, ha sempre mantenuto un ruolo attivo nella promozione e valorizzazione della propria cultura. Da... circa 20 anni fa parte dell’Associazione CUMELCA: “Cumunia tos Ellenofono tis Calavria”, impegnata da diversi anni nella salvaguardia della lingua, delle tradizioni, usi e costumi della propria comunità. La CUMELCA, ha sollecitato i sindaci, ad intraprendere iniziative concrete in difesa dei Greci di Calabria, ha avuto contatti con la Grecia, con Circoli Culturali, con Enti pubblici (Università, Comuni…). Lo stesso Ciccio Nucera è stato una figura chiave nello stabilire e mantenere contatti con la Grecia, e favorire i gemellaggi culturali tra i Comuni, dove spesso si è recato personalmente. Ha partecipato alla realizzazione di un cd dal titolo “La Risorsa della Memoria. Viaggio nella cultura grecanica” prodotto dalla collaborazione di “Med Media” e Gal. Negli anni passati ha collaborato insieme ad alcuni giovani del paese alla gestione di una piccola “Taverna Grecanica” a Gallicianò. Partecipa, come suonatore di tamburello, alla prima audiocassetta grecanica di tarantella alla zampogna e all’organetto del 1990, e poi nel 1993 alla realizzazione della prima audiocassetta di canzoni grecaniche. Da diversi anni è membro attivo del gruppo musicale Cumelca.it, che si auspica il recupero e il mantenimento delle tradizioni attraverso l’attività musicale, con strumenti tipici, canti tradizionali e grecanici, suonate… Dalla collaborazione con il gruppo, viene prodotto nel 2002 un cd di musica e canti tradizionali dal titolo “Cumelca.it” Con i Cumelca, ricca e intensa è la partecipazione a numerosi festival di musica etnica come ad esempio il Paleariza alcuni anni fa, Joggi Avant Folk Festival, Cardinale Folk Festival…ed ancora concerti in piazza in Italia e all’Estero, partecipazione al BIT di Milano, Notte bianca a Roma e a Reggio Calabria COLUMBUS DAY NOW JORK ed altre importanti Città. Nel 2003, assieme ad alcuni componenti del gruppo Cumelca.it, partecipa come artista, alla seconda “Carovana della Solidarietà”che si colloca nell’ambito del progetto Mediterraneo 2000 - per un Futuro Sostenibile nel Mediterraneo, un progetto di Educazione allo Sviluppo di 3 anni, coordinato dal CRIC – Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione (Italia) e DECEP - European Perspective (Grecia). Il progetto è stato co-finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero degli Affari Esteri Italiano. Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica euro-mediterranea rispetto alle sfide legate alla creazione di un’area di libero scambio nel Mediterraneo e rispetto agli strumenti ed alle nuove pratiche sociali della società civile organizzata, elaborati per rispondere alle esigenze di uno sviluppo locale autosostenibile a scala locale. Partecipa a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive, sia in Italia che in Grecia (“Linea verde”, Geo e geo”, “La vita in diretta”, “Festa italiana”…). Negli ultimi anni ha condotto, sia solo sia in collaborazione con altri esperti, parecchi seminari e lezioni sulla musica e il ballo tradizionale in collaborazione conla Regione e la Provincia, in numerose scuole elementari e medie di Reggio Calabria. Ricca è anche la partecipazione di Ciccio Nucera a diversi Convegni, Seminari, Manifestazioni… sulla musica etnica sia su scala nazionale che internazionale. Ricordiamo alcuni festival internazionali a cui Ciccio ha partecipato con grande successo che si sono svolti a Bruxelles, Finlandia Grecia… Da 12 anni partecipa attivamente al “Tarantella Power “ di Caulonia CHE ADESSO E CAULONIA TARANTELLA FESTIVAL dove, durante il festival tiene i corsi di organetto e tamburello E negli anni precedenti assieme ad antonio critelli i corsi di danza(viddanedda) . Assidua è ormai la sua presenza al dopo festival, dove il divertimento è assicurato. Dall’esperienza del “Tarantella Power”, nasce a Caulonia la scuola di organetto e tamburello tenuta da Ciccio Nucera, sede corsi "tarantella mania ". Da 12 anni numerosi sono i giovani (e non solo), di Caulonia e dintorni che vi aderiscono. Anche a Lamezia Terme, un paio di anni fa Ciccio Nucera ha svolto dei corsi di organetto e tamburello. Da poco tempo sono attivi i corsi di organetto tamburello e ballo, presso la sede dell’Associazione Musicale Parafonè DI SERRA SAN BRUNO(VV)..san vito sullo jonio,cenedi, satriano, olivali,soverato,petrizzi,martelletto,spadola, mileto,sant andrea sullo jonio cardinale,chiaravalle centrale,(CZ) reggio calabria... 2007-2010 joggi folk festival. seminari 2005-2008 alessandria del carretto (cs) radicazioni festival. dal 1990al 95\ palearizza festival area grecanica. nel 2008\9 etno festival radici sonore tiriolo(cz) corsi di strumenti a danza. Nel 2009\10\11 a la direzione artistica del SATRIANTARANTELLA FESTIVAL. NEL 2010\11 CORSI DI STRUMENTI ALLO SPADOLA LOVES FOLK FESTIVAL.Nel 2011 corsi di tamburello e danza all tradizionandu etnofest l di cittanova(rc) NEL 2011 partecipa al festiva Lamezia Terme (taranta bella ) come ospite e a la direzione dei corsi di strumenti e danza tradizionale (gli viene attribuito il premio ) divulgatore nel mondo della musica tradizionale calabrese. Nel 2011 dalla collaborazione con molti gruppi etnici popolari nasce il gruppo ciccio nucera band nel arco del anno con circa 60 serate il calabria e oltre Nel 2011 assieme al agenzia Marasco fonda la prima banda comica giangurgolo (maschera calabrese) a la direzione artistica del gruppo 30 elementi danzatori e strumentisti della calabria (zampogne,organetti,chitarre ,tamburelli ecc) Il nuovo proggeto 2012 di ciccio nucera kalabrian orkestra nasce dalle tante esperienze musicali con la collabborazione di tanti altri musicisti provenienti da alcune delle migliori esperienze della musica etnica calabrese e non solo. Una big band di 25 elementi ,dalle sonorita moderne ,con un forte ipatto ritmico,ma con l 'immancabile segno distintivo dei suoni tradizionali calabresi:la lira calabrese ,le zampogne.chitarre battenti,organettietc... L orchestra che in quest anno e negli anni futuri si prospetta a molte serate e al progetto di un cd ma comincia una nuova produzione della musica calabrese ,con l'intento di farla conoscere sempre di piu,e di far ballare ancora iresistibilmente. Il maestro concertatore e Ciccio Nucera. Nel 2013 nasce ciccio nucera quartet etno jazz blous nel 2013 direzione artistica taranta bella 2013 etno folk festival lamezia terme (nicastro quartiere bella), nel 2013 collaborazioni musicali ,con Tony Esposito,Carlo Canaglia,Simone Coratenuto,Sandro Sottilee tantissimime le partecipazione a festival.nazionali. Nel 2013 il cd live "La tarantella crea dipendenza ciccio nucera. (insegnare è facile.... trasmettere l'amore la passione il valore per la musica e difficile) Interessi del gruppo IL VALORE DELLA MUSICA LA PORTI NEL CUORE CON UMILTA'

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Claudio Metallo e' Testimonial del Comitato No Lombroso

Claudio Metallo e' Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 18/05/2014

Claudio Metallo è nato a Campora S.G.(Cs). Ha lavorato per Al Jazeera documentary, Al Jazeera Children Channel e ha collaborato alla prima serie della trasmissione di Raitre "Presa Diretta" di Riccardo Iacona. Ha realizzato più di trenta video tra cortometraggi e documentari. Collabora con la telestreet di Bologna, Teleimmagini. Ha scritto, montato e diretto la prima sit com del circuito telestreet (Brutti, sporchi e cattivi) in 42 puntate e la trilogia di "Rotsuma". Collabora con varie riviste, tra cui Cultura Calabrese, terrelibere.org e La voce delle voci. E` autore dei documentari Fratelli di Tav (2008), vincitore di numerosi premi, di Paisà-Storie di migranti in Campania (2009) e 'Un pagamu-la tassa sulla paura (2011) vincitore del Film festival di Ghedi e del Val Bormida Film Festival. Il documentario ha ricevuto anche la Menzione speciale al Trani Film Festival. Nel 2012 ha scritto, diretto e montato "L'avvelenata - cronaca di una deriva" sulla questione delle navi dei veleni e nel 2013 "Joggi Avant Folk:15 anni suonati". Nel 2013 gli viene assegnato il premio Gialuca Congiusta con questa motivazione: per l'impegno mostrato nel raccontare la Calabria positiva, la Calabria che resiste. Claudio Metallo Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: "La decisione di appoggiare la chiusura di un museo è molto difficile. Penso che i musei siano luoghi dove si possa imparare molto anche sugli errori commessi dall'uomo, ma nel caso del museo Lombroso penso che vi siano luoghi più idonei dove poter eventualmente dare la possibilità di studiare le sue terribili teorie, senza bisogno delle salme delle persone passate sotto le mani del presunto scienziato veronese"

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Gli Aenigma sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Gli Aenigma sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 17/05/2014

Gli "AeNigma" sono una band di Professionisti (con esperienza ventennale) che lavorano nel campo del intrattenimento offrendo musica dal vivo con sede a Sant' Andrea Frius (Cagliari) Si tratta di una band di numero 6 elementi, una band giovane come presenza sulla scena, ma di provata esperienza presa singolarmente per ogni elemento. Gli Aenigma si pregiano di essere la musica nel cuore dell' Associazione 16 Novembre Onlus a sostegno deigli affetti di SLA, gli "SLALEONI". Chi sono: Paolo Cannas, (solista, cori) Un musicista di giovane età, allievo pupillo del maestro Roberto Massa, noto session man nella scena musicale sarda, chitarrista solista della Band Nominata Pink Rabbits KillrnRaffaele Cannas, (ritmico, cori) Musicista di esperienza più che ventennale, conosciuto anche per la sua eterna presenza nel Gruppo Cesio 137 Riccardo Marcis, (tastiere, synth, programming e cori) Musicista con competenze di hard disk recording e fonia, laureato in informaticarnLuigi Loi, (batteria) Musicista di provata esperienza ventennale nel ambito pop rock, sua peculiarità è l'utilizzo costante del metronomo e nei veloci cambi di tempo. Alessio Scanu (basso) Insegnate privato di basso negli stili pop rock blues e leggera, ha studiato con Bruno Camedda il violoncello, e alla NAMM con Silvano Lobina il basso moderno nelle diverse chiavi e stili.. Riccardo Cuccu (voce) cantante carismatico e trascinatore, ha studiato tecnica vocale ed ha al suo attivo numerosi stage & clinics con artisti anche di livello nazionale. Gli Aenigma Membro Testimonial del Comitato No LOmbroso ci dicono: "aderiamo pienamente alla causa del comitato "No Lombroso" affinchè si chiuda il museo che porta il suo nome e che diventi, in futuro, il simbolo della follia razzista di un visionario senza coscienza."

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Gli OFFICINA KALABRA sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Gli OFFICINA KALABRA sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/05/2014

Officina Kalabra è un giovane gruppo di musica popolare calabrese nato nel 2011 dall’incontro del liutaio Francesco Braccio e Gerry Rombolà giovane cantautore e amante di musica popolare che spinti dalla stessa passione si organizzano e si mettono alla ricerca di giovani musicisti componendo pian piano quello che oggi è l’attuale gruppo... A breve avverrà l'uscita ufficiale del primo lavoro discografico autoprodotto dal titolo E FU DESTINU.

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Il Gruppo musicale folk

Il Gruppo musicale folk "Lucanìa" è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/05/2014

Musica che fa da sfondo ad un folclore contraddistinto dal legame tra l’universo del sacro, con la sua aura di ignoto e trascendentale, e sfera del profano, legato all’ebbrezza della festa e all’abbandono al “corpo” come atto emblematico di dionisiaca memoria. “Ci proponiamo di rappresentare il presente esplorando il passato” Massimo Donà in: “Filosofia della Musica”. Le sonorità che proponiamo, hanno origine in questa terra, “Lucania”, di antica fusione di usi e costumi, accomunanti le popolazioni che la abitano, e cha hanno scandito per secoli momenti salienti della realtà quotidiana segnata dal passare del tempo e dall’alternarsi delle stagioni e dai cicli della natura; riti di fertilità e cerimoniali caratterizzanti la storia e l'esistenza di realtà culturali poco conosciute. Musica che fa da sfondo ad un folclore contraddistinto dal legame tra l’universo del sacro, con la sua aura di ignoto e trascendentale, e sfera del profano legato all’ebbrezza della festa e all’abbandono al “corpo” come atto emblematico di dionisiaca memoria! Gesti simbolici, di cui oggi ne è quasi irrintracciabile l'origine: “Lucanìa”... Formazione costituita da Massimo Duino mandolino e voce, Carlo Arvia chitarra e voce, i tamburellisti-percussionisti Marco Massari e Gianfranco Marcontini, il polistrumentista e suonatore di Organetto diatonico Mario De Carlo, il polistrumentista Luca Bannella ed il percussionista Giovanni Guarino. Il Gruppo folk "Lucanìa", membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: "Contro ogni pregiudizio etnocentrico di derivazione Lombrosiana aderiamo alla causa!" Email: duinomassimo@libero.it Tel. 328 80 49 900

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Antonio Malfitano e la Compagnia delle Stringhe sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Antonio Malfitano e la Compagnia delle Stringhe sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/05/2014

Antonio Malfitano eclettico attore e regista, nonchè musicista, è di San Fili (CS), e si occupa di cinema e teatro. Collabora con il Gruppo Musicale "Kalamu" ed ha recentemente ideato e diretto i loro videoclip. In occasione del 150° anniversario dell'unità d'italia ho scritto un musical teatrale utilizzando alcune canzoni dei Kalamu, così da costruire una storia e ricostruire la Storia. Il musical dal nome evocativo "Kalafrica", racconta le vicende risorgimentali e la questione meridionale. Malfitano lo ha messo in scena con una piccola compagnia amatoriale, disponendo di bassissimo budget a dimostrazione che l'Arte, quella vera,è una pura pulsione dell'anima dell'Uomo e può e deve sapersi esplicare anch enelel condizioni più difficili. Lo spettacolo è stato volutamente rso pubblico su YouTube affinchè tutti possano fruirne gratuitamente. Antonio Amalfitano e la Compagnia delle Stringhe, Membri Testimonial del Comitato No Lombroso ci dicono: "Grazie per la Battaglia che state conducendo!"
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I Kalamu sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I Kalamu sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/05/2014

Kalamu ( il cui nome significa “musica calabra”) sono una band calabrese di musica folk- rock. Il progetto iniziale, incentrato sulla rielaborazione della musica tradizionale del Sud Italia attraverso contaminazioni di diversi generi musicali, si è col tempo evoluto in uno stile personale con canzoni proprie. I testi spaziano dai temi sociali a brani di carattere intimistico. Tra impegno (come una costante lotta alle mafie) ed ironia (volta ad esorcizzare il marcio della società) i loro brani prendono vita per parlare a tutti in una costante ricerca di comunicazione. Le musiche abbracciano tutto il mondo e si focalizzano su una propria distintiva timbrica dai ritmi incalzanti e coinvolgenti. Cinque album in attivo fino ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, numerosi i concerti in Italia e all’estero; un’impronta folk underground quella dei Kalamu che non lascia fuori nessuno ed unisce con disinvoltura. Le parole chiave per definire i Kalamu sono certamente energia, impegno e divertimento. Nel 2005 esce il singolo Kalamu che contiene 3 brani e che anticipa l’uscita, dell'album "Calafrica" (SanaRecords/AudioGlobe), . Dodici tracce inedite con sonorità etniche che si mescolano alle più pure e semplici melodie del Sud Italia. Una combinazione che riesce spontanea, quasi naturale. Si parte dalla Calabria per abbracciare tutte le culture. Parte l'omonimo tour con un programma ricco di date che vedono i Kalamu percorrere, affascinare e travolgere tutto il sud Italia, fino ad arrivare all'Italian Gusto Festival al Barbican Centre di Londra, mentre il tour invernale si svolge nel centro e nel nord Italia. Importante l'uscita del Cortometraggio “I am Calabrese” con la regia di Antonio Malfitano, che usa la musica dei Kalamu come colonna sonora e vincitore di moltissimi premi, trasmesso dalla RAI e da altre emittenti televisive. Nel 2006 esce il singolo"Cultura Popolare" , distribuito nelle radio d'Italia e a seguire l'omonimo album (Sana Records/Venus) che contiene 11 tracce tra cui 4 popolari rielaborate e 7 pezzi inediti che rispecchiano l'identità di un gruppo ormai consolidato, un viaggio attraverso i luoghi, la gente, la vita che li circonda. La realtà, a volte cruda, delle terre del Sud viste con gli occhi di chi non smette mai di sperare e di sognare. L'album suscita grande interesse della critica e del pubblico. Il gruppo si esibisce con un mini concerto + intervista su Radio Popolare e molti servizi vengono trasmessi su Radio Onda d’Urto, Controradio, Rai Radio Uno e molte altre emittenti. Diversi i servizi televisivi su RAI Tre, Telespazio Calabria, Tele Italia, Tele Diamante, Tele Molise e TEN dove il brano dei Kalamu "Da mare a mare" viene usato come sigla e come tema portante della trasmissione "Il palio dei Comuni" in onda dall'autunno 2006. Si parte col nuovo tour "Cultura Popolare" per una primavera ed un'estate all'insegna della "…musica calabra". Moltissime le date dei concerti che si susseguono con crescente fervore della gente. Il 2007 si apre con l’uscita del primo videoclip del gruppo sulle note del brano “Cultura Popolare”. I Kalamu, si esibiscono in un concerto a Giessen (Germania) per il 20° Anniversario dell’ATIK (Associazione dei Lavoratori Turchi in Europa). Partecipano inoltre al 60° Anniversario delle Resistenze a Marzabotto (BO), al “Cultura Popolare Festival” alla Cascina Monluè a Milano insieme ad artisti internazionali quali Alpha Blondy, all’Etno-Jazz Festival di Castrovillari (CS), al "Festival dello Stretto" di Reggio Calabria ed altre tappe europee come Basilea in Svizzera e il bellissimo Youth Cultur & Art Festival di Francoforte in Germania. Nel 2008 escono i due singoli “ 1-2-3 Rivoluzione” e “A sud”, trasmessi nelle radio, che anticipano la prossima uscita dell’album. Il nuovo lavoro dal titolo “Bevo alla vita” (Sana Records/Venus) esce nel Maggio del 2008, con dieci brani fra tradizione ed innovazione, in cui l’ormai inconfondibile musicalità dei Kalamu stringe legami sempre nuovi, condendo il tutto di tenacia e dinamicità, allegra e spensierata bizzarria. Nello stesso periodo realizzano il nuovo videoclip “1-2-3 Rivoluzione” confermando il positivo sodalizio con il regista Antonio Malfitano. Il “Bevo alla vita tour” parte con grandi date, tra cui il concerto con Eugenio Bennato presso l’Ex Birrificio Zithum a Milano, registrato per Rai Due andato in onda nel programma “Follia Rotolante”; il concerto allo “Sgrana e (Tra)balla” al CPA FI-Sud di Firenze che ha visto anche la presenza del gruppo corso de L'Arcusgi. La partecipazione al Premio Antimafia "Giannino Lo Sardo" (citato dai Kalamu nel brano “Insieme ce la faremo”) Cetraro (CS). Inoltre il brano “Cammina” viene usato come sigla del programma televisivo “Paese mio” in onda da giugno 2008 su Tele Europa Network. Il tour li vede partecipare ad importanti festival europei il “Fiestizaje Festival” di Leon in Spagna, il “Canti di Settembre” a Bastia in Corsica e ad Oberstenfeld in Germania. La trasmissione televisiva "Un sindaco...una città"in onda su TEN, usa il brano "A Sud" come sigla. Nel 2010 esce “Costruiamo Palazzi”, il quarto album del gruppo, che abbraccia sonorità più rock. Contiene 12 brani tra cui “L’acqua fa male”, il brano del nuovo videoclip girato nel bellissimo Teatro Rendano di Cosenza. Una nuova stagione di concerti in Italia e all’estero: partecipano al “Peperoncino Sud Festival” a Milano con Apres la Classe e Officina Zoe, all’ “UP Festival” a Pavia, al “Notte Rock” a Finale di Pollina (PA),” Sconfinamenti e Contaminazioni” a Genova, “YGD Festival“ Francoforte in Germania e un mini tour in Austria. Moltissime sono le interviste radiofoniche, le recensioni sulla stampa specializzata e non, partecipazioni a convegni e talkshow. Il brano Costruiamo Palazzi fa parte della “BEAT vs LUNATIK compilation vol.4”. Con la loro presenza e la loro musica partecipano al documentario “Necesitas algo, nena?” che racconta la storia di una donna calabrese emigrata in Argentina diventata una “desaparecida”. Nel 2011 dalla mente di Antonio Malfitano prende vita il musical teatrale “Kalafrica” strutturato sulle canzoni dei Kalamu utilizzando versi originali o adattati dal regista. Il 2012 è l’anno della raccolta “ Giro Vago” con 16 tracce di cui tre inedite . La raccolta permette di ripercorrere le tappe musicali fondamentali della vita dei Kalamu attraverso brani che ne hanno fatto la storia, tutti rivestiti di nuovi arrangiamenti pronti a delineare il percorso stilistico attuale del gruppo, sottolineato in pieno dai 3 nuovi brani. Parte in contemporanea all’uscita dell’album il nuovo tour italiano ed europeo. I Kalamu Membri Testimonial del Comitato No LOmbroso ci dicono: "I Kalamu aderiscono e appoggiano il Comitato No Lombroso, affinchè non sia mai esaltata una qualsiasi forma di razzismo, neanche quello scientifico..."

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I SUD FOLK  sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I SUD FOLK sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 09/05/2014

I SUD FOLK sono una "famiglia". Una famiglia di musicisti professionisti, accomunati dalla passione per la musica popolare e dalla volontà di renderla, musicalmente e tecnicamente, piacevole anche a chi la considera parte di un genere musicale “minore”. Infatti la loro particolarità, è proprio l’essere riusciti a combinare la musica popolare con le competenze musicali, dando vita ad un progetto che recupera e valorizza le tradizioni offrendo al pubblico uno spettacolo di alta qualità musicale. Sono stati capaci di creare un repertorio in grado di far letteralmente scatenare qualunque pubblico, di qualunque età, senza però mai trascurare quelli che sono i parametri della musica tradizionale. Infatti, sono riusciti a rendere il sound trascinante, coinvolgente e soprattutto a mettere d’accordo pubblico e critica, che come si sa, non hanno mai la stessa opinione. Nati nel 2002, dopo qualche anno di "gavetta" nei locali, alberghi e strutture turistiche del Gargano, dopo i primi concerti in piazza, già dal 2005, cominciano a partecipare a Festival di musica popolare molto importanti e in pochi anni, diventano protagonisti del panorama folk italiano. Nel 2009 vincono il "Festival nazionale della canzone popolare”, concorso organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, a Sgurgola (FR).Nel 2010, sono stati scelti come unico gruppo di musica popolare tra tutti i gruppi italiani per la registrazione di un cd dal titolo "INVITO ALL'ASCOLTO", uscito a gennaio 2011, per un progetto dello stesso Ministero, sulle tradizioni popolari, che è stato mandato a tutti i sindaci italiani in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia; hanno preso parte al cd anche una banda e una corale. Già da qualche anno girano l’Italia con un numero impressionante di concerti che continuano a riscuotere successo ovunque. Oggi sono tra i gruppi pugliesi più conosciuti d’Italia. I SUD FOLK sono: Bernardo Bisceglia - voce e mandola; Angela Bisceglia - voce; Peppe di Iasio - voce e chitarra battente; Luigi Pagliara - chitarra classica, chitarra acustica 12 corde e chitarra elettrica; Marco Tricarico - chitarra francese; Peppe Rignanese - basso elettrico; Michelino Bisceglia - tammorra; Maria Chiara Bisceglia - cori; Raffaele Carlo Antonio Guerra - fonico e "varie ed eventuali". Le "LENZUOLINE": Ilaria Rignanese - ballerina; Antonia Ricucci - ballerina; Maria di Iasio - ballerina. I Sud Folk, Membri Testimonial del Comitato No Lombroso ci dicono: "Diventiamo Testimonial del Comitato No Lombroso e appoggiamo in pieno la causa"
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Gli AMAKORA' sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Gli AMAKORA' sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 08/05/2014

Il nome, "Amakorà", letteralmente amore per la propria terra, è un richiamo alle origini calabre del gruppo. Un amore, per il proprio paese, Vazzano <> o che <>. Ed è da Vazzano, che nascono nel 2011 i "Subsicinum", il cui progetto musicale-culturale nel 2013 si tramuta in “AmaKorà” fino a produrre il primo lavoro discografico “Sognu”. Album composto da musiche fatte esclusivamente dall’emergente gruppo, con i testi in parte tramandati per via orale dagli anziani del piccolo paese, in parte auto elaborati. Nel 2013 gli AmaKorà, sono stati ospiti in diverse Radio e trasmissioni tv, riscuotendo successo nel popolo terzinato calabrese, inoltre prendono parte all’apertura dell’ imponente circuito “CalabriaSona” a Locri e diversi Festival del circuito stesso tra i quali: Scialuarti Festival, Spadola Loves Folk, Gran Premio Manente 2013. Attraverso la musica anche molte le iniziative volte al sociale: prendono parte ad un progetto del carcere di Locri “estate senza barriere” regalando ai detenuti momenti di gioia e presenziando con entusiasmo il campus regionale dell’ U.N.I.T.A.L.S.I. La consacrazione avviene però con il trionfo del Kaulonia Tarantella Future 2013, contest musicale rivolto ad artisti che compongano ed eseguano brani di musica popolare contaminata da qualsiasi altro genere musicale, con questa vittoria gli Amakorà si sono aggiudicati la presenza sul palco di uno dei maggiori festival del meridione, il Kaulonia Tarantella Festival 2014 e ottenendo inoltre il premio “qualità” consistente in una proposta di contratto di Management della durata di due anni con la Compagnia Nuove Indye.
Sito web: www.amakora.it
Video Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=ST-d4L8seaU



 




 

La Città di Calitri (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Calitri (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 07/05/2014

Il Sindaco della Città di Calitri (AV), Sig. Antonio Gerardo Rubinetti, comunica che con delibera n. 36 del 28/04/2014 la Città di Calitri (AV) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Lucera (FG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Lucera (FG) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/05/2014

Il Sindaco della Città di Lucera (FG), Dott. Dotoli Pasquale, comunica che con delibera n. 144 del 17/04/2014 la Città di Lucera (FG) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Biagio Accardi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Biagio Accardi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 29/04/2014

Biagio Accardi originario di Tortora. Artista, suonatore, viaggiatore e studioso della società rnrntradizionale e moderna dei luoghi in cui vive. Da sempre promotore, insieme alla sua associazione rnrnculturale CattivoTeatro ( costituita nel 2002), di eventi artistico-culturali votati a valorizzare il rnrnSud e le sue tradizioni. Nel 2007 crea il progetto Nagrù con il quale partecipa a diversi festival di rnrnrilevanza nazionale. Dal 2010, alla maniera dei vecchi cantastorie, Accardi è ideatore ed interprete rnrndello spettacolo “Cantu e Cuntu …e mi ni fricu”, nel quale propone leggende, filastrocche, serenate e rnrncanti che un tempo scandivano il quotidiano. Completa questa visione romantica del cantastorie rnrnproponendo da qualche anno Viaggiolento, un cammino insieme all’asinella Cometa Libera che lo porta rnrnad esibirsi nei caratteristici borghi del Parco Nazionale del Pollino. Biagio Accardi, membro rnrnTestimonial del Comitato No Lombroso ci dice: rnrn rn"Il museo Cesare Lombroso è un insulto all'umanità tutta, deve chiudere" rnrn rnrnhttp://assculturalecattivot.wix.com/biagioaccardi, http://www.viaggiolento.it/ Associazione di rnrnPromozione Sociale “ CATTIVOTEATRO ” VIA FILIPPO TURATI 87020 TORTORA (CS)



 




 

La Città di Valenzano (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Valenzano (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/04/2014

Il Sindaco della Città di Valenzano (BA), Sig. LOMORO ANTONIO, comunica che con delibera n. 32 del 04/04/2014 la Città di Valenzano (BA) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Umbriatico (KR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Umbriatico (KR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/04/2014

Il Sindaco della Città di Umbriatico (KR), Dott. Rosario Pasquale Abenante, comunica che con delibera n. 13 del 17/02/2014 la Città di Umbriatico (KR) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Grumo Appula (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Grumo Appula (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 24/04/2014

Il Sindaco della Città di Grumo Appula (BA), Sig. Michele D'Atri, comunica che con delibera n. 113 del 15/04/2014 la Città di Grumo Appula (BA) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Opera (MI) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Opera (MI) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/04/2014

Il Sindaco della Città di Opera (MI), Sig. Ettore Fusco, comunica che con delibera n. 65 del 17/04/2014 la Città di Opera (MI) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Nino Forestieri è Testimonial del Comitato No Lombroso

Nino Forestieri è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 18/04/2014

NINO FORESTIERI rappresenta una delle realtà più significative dell'attuale panorama musicale regionale della canzone d'autore. Nelle sue composizioni racconta di emozioni e ricordi, paesaggi e nostalgie e canta la storia e le bellezze della su aterra contrastata e difficile. Nei testi rivivono autentici fotogrammi delle meraviglie e delle contraddizioni del Sud, in una perfetta tessitura tra le sonorità e i ritmi della tradizione calabrese, accostati con sobrietà al pop attraverso arrangiamenti moderni ed equilibrati.Di lui Red Canziani, bassista dei Pooh, dice: "...nelle sue canzoni cìè l'equilibrio che il Sud dovrebbe trovare e attuare nella quotidianità, rispettando l'innovazione, senza dimenticare oil valore del passato, ma senza esserne soffocati. Nino Forestieri scrive con il suo cuore e ci regala, condito d aun suono etno-pop, la calda e ruvida carezza della sua terra. Nino Forestieri, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice:" La nostra gente...ha estremo bisogno di un riscatto morale,di riconquistare con umiltà e coraggio la dignità perduta.Per rialzare la testa dovrà combattere la rassegnazione e l'indifferenza,c'è ancora tempo per ritornare a credere e certo non le giovano le paranoiche teorie di un folle e le attuali iniziative di chi ancora le sostiene e divulga." Nino Forestieri
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La Scuola di Calcio ASD Cantera Ribolla è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Scuola di Calcio ASD Cantera Ribolla è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 15/04/2014

La Scuola di Calcio ASD Cantera Ribolla (PA) condotta dal Mr. De Domenico e fondata dal grande Salvatore Schillaci (Totò Schillaci)è con noi!
http://www.canteraribolla.it



 




 

Gli Operai della Fiat 1100 sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Gli Operai della Fiat 1100 sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/04/2014

Quando gli Operai della Fiat 1100 iniziarono la loro avventura musicale nel 2002, Rino Gaetano era purtroppo chiuso da anni in una cortina di silenzio proprio come i suoi vecchi dischi in vinile magari impolverati e dimenticati in un baule di una soffitta o dentro una cantina.La necessita' era quella di svelare ad una nuova generazione (quella degli anni '0), il repertorio di un cantautore “figlio unico” della canzone italiana, scegliendo come strada principale da percorrere la riproposizione in chiave totalmente originaledel canzoniere gaetaniano. L'intuizione fu quella di capire anzitempo che la carica totalmente innovativa della comunicazione di Rino, avrebbe prima o poi goduto dei dovuti riconoscimenti, arrivando in modo trasversale ad un pubblico ampissimo. Gli ODF1100 hanno percorso cosi' un decennio di musica densissima, visitando in lungo e in largo il Belpaese e arrivando a portare spesso Oltralpe, la voce appassionata e l'ironia graffiante di Gaetano. Hanno raccontato l'Italia surreale popolata di santi che salgono sul rogo “vestiti d'amianto” e carica di contraddizioni sociali; narrato di amabili puttane, di cieli blu e di anarchico pensiero. Parallelamente al pubblico che sempre piu' numeroso, seguiva il loro viaggio, anno dopo anno la riscoperta dell'autore calabrese raggiungeva vertici altissimi. Gaetano diventa cantautore di culto. A lui si dedicano fiction televisive, remix, libri, i suoi brani vengono utilizzati ovunque anche da quell'Italia grottesca che lo stesso denuncio' in modo visionario nella sua poetica. La politica piccolissima sbeffeggiata nel suo testamento musicale “Nuntereggae piu'”, lo utilizza strumentalmente come inno delle loro campagne, le parole disarmanti de “Ma il Cielo e' sempre piu' Blu”, iniziano ad accompagnare come spot pubblicitario, banche e multinazionali. La conoscenza di Gaetano viene sempre piu' spesso saccheggiata senza ritegno e da qui la decisione di tagliare il cordone ombelicale e non essere complici di un'operazione illegittima. Un desiderio che diventa forte tanto quanto la necessita' di misurarsi con materiale inedito, ormeggiare verso nuovi lidi, tenendo ancora presente la lezione di Gaetano, il cui spirito i ragazzi decidono di portare sempre nel nome, ma cercando la propria cifra stilistica. Ad inaugurare il nuovo corso musicale e' “Joe Lee Rosso”, brano inedito dedicato alla oscura vicenda dell'omonima nave incagliatesi davanti le coste dell'Alto Tirreno cosentino con il suo carico di rifiuti tossici, che arriva fra le canzoni finaliste di “Musica contro le mafie”, rassegna promossa da Mk Records e dal Meeting delle etichette indipendenti (MEI) nata con l'obiettivo di diffondere nel territorio la cultura della legalita'. Appaiono chiare fin da subito le nuove coordinate musicali: guardare alla tradizione del migliore cantautorato italiano e dunque raccontare con lucidita' il proprio tempo con il gusto dell' ironia sottile, combinando con freschezza e ritrovata leggerezza un vero e proprio melting pot sonoro in cui il pop, il jazz e la canzone d'autore si innestano a vicenda. Gli Operai della FIAT 1100, Gruppo musicale Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dicono in merito al Museo Cesare Lombroso tutto ciò che Rino Gaetano ci ha fatto capire della sofferenza del SUD, della mala politica italiana, dell'ipocrisia delle istituzioni e ce lo dicono con un sound prorompente e con nuova poesia canora che partendo dal "maestro" Rino, evolve verso nuovi orizzonti di impressionante bellezza. Gli Operai sono: Carlo Caligiuri (Voce e chitarra acustica) Giuseppe Scarpelli(Pianoforte, tastiere e cori)Enrico Caligiuri (Batteria).
Visita il sito: http://www.odf1100.it
Ascolta il brano "Te e caffè": https://www.youtube.com/watch?v=4e9NP0xDhHU



 




 

La Città di Rionero in Vulture (PZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Rionero in Vulture (PZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 11/04/2014

Il Sindaco della Città di Rionero in Vulture (PZ), Sig- Antonio Placido, comunica che con delibera n. 66 del 24/03/2014 la Città di Rionero in Vulture (PZ) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

I Musicanti del Vento sono Testimonial del Comitato No Lombroso

I Musicanti del Vento sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/04/2014

I Musicanti del Vento nascono nell’inverno del 2008 come gruppo di riproposizione di brani della tradizione meridionale. Da subito però, inseriscono nel repertorio delle loro composizioni inedite, che nel 2009 danno vita al primo album: “Anime Deserte”, album in cui ancora si evince un forte richiamo all’etnicità calabrese. In questo stesso anno ottengono le prime soddisfazioni nazionali, partecipando prima alle finali del “Biella Festival” e poi al “Musicultura Festival”.Le conferme sono tante, così come l’esigenza di ricercare nuove espressioni artistiche; è così che nel 2010, viene edito il secondo album :“L’Isola dei Burattini”, una prospettiva ed una dimensione decisamente a carattere più nazionale,uno sguardo da occhio esterno sul mondo, su i suoi meccanismi assuefacenti ed indolori attraverso i quali ci si costringe la vita in una piatta favola già scritta. Proprio con un brano di questo disco (La cacca) gli MdV ottengono il 3° posto ed il premio miglior performance al “Lennon Festival”. Le soddisfazioni di questo album non finiscono qui, infatti nel 2011 il videoclip estratto dall’omonimo singolo, riscuote molti consensi che conducono i musicanti alla realizzazione del terzo album :“Al circo del poeta matto” , che esce nell’estate del 2012. Quest’ultimo è un disco introspettivo,è un viaggio intimo attraverso le più svariate angolazioni, è l’affermazione in piena coscienza dell’individuo che fa comunità ,pur mantenendo integro e riconoscibile il suo volto, il suo senso critico. Nel 2013 esce il singolo/videoclip “Le chiavi della città” ed il videoclip del brano “Zappo la terra” , con il quale vincono il Gran Premio Manente nell’agosto del 2013. Nell’autunno seguente, gli MdV approdano alle fasi finali del Premio De Andrè. Il Gruppo musicale I Musicanti del Vento, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dicono: "Quella di Lombroso probabilmente è una delle tante teorie, senza alcuna dimostrazione scientifica, create per giustificare le ingiustizie dei carnefici ai danni delle vittime e come tale deve fungere da esempio per le nuove generazioni vittime di ingiustizie non meno gravi benchè causa non di morte fisica ma intellettuale. www.imusicantidelvento.it



 




 

La Città di Roccasecca dei Volsci (LT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Roccasecca dei Volsci (LT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 09/04/2014

Il Sindaco della Città di Roccasecca dei Volsci (LT), Dott.ssa Barbara Petroni, comunica che con delibera n. 15 del 27/02/2014 la Città di Roccasecca dei Volsci (LT) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Sirignano (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Sirignano (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 31/03/2014

Il Sindaco della Città di Sirignano (AV), Sig. Raffaele Colucci, comunica che con delibera n. 23 del 25/03/2014 la Città di Sirignano (AV) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Locri (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Locri (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/03/2014

Il Sindaco della Città di LOcri (RC), Avv. Giovanni Calabrese e l'Assessore alla Cultura Avv.Anna Rosa Sofia, comunicano che con delibera n. 34 del 24/03/2014 la Città di Locri (RC) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Leon Vulpitta Pantarei e' Testimonial del Comitato No LOmbroso

Leon Vulpitta Pantarei e' Testimonial del Comitato No LOmbroso

Pubblicato il 18/03/2013

Leon Pantarei(calabrese nato a Cosenza ma con radici sicule e spagnole)è un multi percussionista specializzato nell’uso di strumenti di provenienza mediterranea, mediorientale ed orientale, assemblati in chiave etnojazz in un fascinoso ed originale handpercussion set. Nella sua cospicua carriera ha collaborato con molti artisti sia in ambito Pop,(Pino Daniele, Mango, Teresa De Sio, Mariella Nava), che Jazz,(Antonello Salis, Lutte Berg Ensemble, Paul M.Endless, Luca Pirozzi, M. Siniscalco, Joe Bowie, Luca Aquino, Liza Werkerk, Nanà Vasconcelos, Hakon Kornstad etc..). Leon è stato leader del gruppo etnodub Pantarei, ed è attualmente leader del gruppo etnojazz Omparty, vincitore del M.E.I. 2009, nella sezione Suoni di Confine, con l’opera prima “L’Isola della Pomice”, edita da Picanto/Egea. Ha all’attivo oltre trenta pubblicazioni discografiche, (l’ultima in ordine di tempo, il secondo disco della formazione Omparty “Petrajanca” 2011 Picanto/Egea), tra dischi da solista e collaborazioni. Nel recente referendum JazzItAwards, promosso dall’omonima rivista italiana, Leon si è piazzato tra i dieci migliori strumentisti italiani nella categoria “altri strumenti”, primo fra i percussionisti. Leon Pantarei può essere definito il portabandiera dell’idea stessa di contaminazione fra linguaggi e stili. Inesausto inventore di linguaggi di sintesi, produce una grande espressività percussiva facendo in modo che le varie tecniche riassunte nel suo drumming convergano sull’impianto metodologico fornitogli dal jazz e dall’ etnojazz. Per certi versi, in ragione della profonda evocatività mediterranea della sua percussività e delle sue composizioni, la critica specializzata tende a definirlo come un artista Pitagorico, proprio rispetto al climax pan mediterraneo ed iterativo che i suoi ritmi ed il suo canto riescono ad evocare. Allievo di Nanà Vasconcelos per le pulsazioni amazzoniche, di Shalil Ustad Al Shankar per le tablas indopakistane, dei Musicians of Nile per darbouka, tombak, doumbeck Tar e bendìr, muovendo dal modalismo e da Miles Davis, ed assecondando una forte predisposizione al canto dato, Leon ha sviluppato la propria sintesi espressiva lungo la linea di una particolare espressività melodica, (piuttosto rara in un percussionista), piena di riferimenti ed evocazioni mediterranee ed orientali. Il tutto è confluito in un handpercussion set per certi versi sorprendente, sia per la ricchezza dei colori che delle opportunità timbrico - dinamiche. Attualmente Leon Pantarei può essere definito tra gli interpreti maggiori del manifesto stilistico del Folklore Immaginario. Leon Vulpitta Pantarei Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: "NON ESISTE GIUSTIFICAZIONE STORICA, ECONOMICA O POLITICA ALLA DISCRIMINAZIONE. LA STORIA D'ITALIA, DOPO L'UNITA', E' COSTELLATA DI DISCRIMINAZIONI PERPETRATE A DANNO DELLE COMUNITA' MERIDIONALI. ADERIRE COME TESTIMONIAL AL COMITATO , IN TAL SENSO, PER ME EQUIVALE A MANTENERE LA BARRA DRITTA VERSO L'INCLUSIONE ED IL RIMESCOLARSI DELLE CULTURE E DEI PATRIMONI ANTROPOLOGICI. LOMBROSO E' STATO SI BOCCIATO DALLA SCIENZA, MA NON ANCORA E' STATO PARIMENTI STIGMATIZZATO DA CHI HA FORNITO ALLO STESSO ELEMENTI DI APPOGGIO E DI FAVORE. IO SONO METICCIO E SO QUALE SIA LA MERAVIGLIOSA E TREMENDA VIRTU' DI UN MEZZOSANGUE. EGLI CAMMINA SUL CRINALE DI OGNI BELLEZZA PERCHE' PORTA CON SE IL MEGLIO DI TANTE CULTURE. NUNCA MAS UN LOMBROSO A QUESTO MONDO!" Link al video: http://www.youtube.com/watch?v=vGpg8UxUjBo



 




 

L'Orchestra SANITANSAMBLE è Testimonial del Comitato No Lombroso

L'Orchestra SANITANSAMBLE è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 17/03/2014

E' il Presidente della "Sanitansamble" Eusebio Brancatisano in persona a comunicare la convinta adesione al Comitato No Lombroso dell'orchestra giovanile SANITANSAMBLE. Un progetto meraviglioso nato dall'impegno dell'Associazione L'ALTRA NAPOLI ONLUS, oggi reso realtà e che egli ci sintetizza così: "... forse è interessante sapere che fino al 2007 sia il Sottoscritto che gli altri " Compagni di avventura " della nostra Associazione l'Altra Napoli Onlus non sapevamo nulla del " Sistema Abreu" . Un giorno però. la mia terza figlia, che lavora all'università Roma 3 quale esperta in Biblioteconomia mi documentò , anche con un video, sulla straordinaria impresa realizzata in Venezuela nel campo della formazione musicale quale arma di riscatto sociale. Iniziai a studiare e visionare il documentario ,alcune scene del quale dettero ....una svolta alla mia vita! Si vedevano " Musicisti" quali Claudio Abbado, Simon Rattle , Placido Domingo etc. piangere nel guardare ed ascoltare le orchestre dei ragazzi strappati dal grande J.A. Abreu alla criminalità delle "Favelas". A quel punto mi dissi : " ma perchè non dovremmo riuscirci anche noi al "Rione Sanità" ? Spesi circa 8 mesi a tormentare gli amici de l'Altra Napoli "ripagato con una bonaria e scherzosa incredulità oltre che con prese in giro ! Avevano dimenticato che sono ....un "calabrese" , e non mollai, così Oggi l'orchestra Sanitansamble è una realtà ammirata in tutt'Italia ed oltre. IL PROGETTO SANITANSAMBLErn“È l'arte che riesce a riconciliare la volontà e l’anima. Il giovane che diventa artista ottiene un riconoscimento sociale, diventa l'orgoglio della famiglia e ha il suo riscatto”. (Josè Antonio Abreu) “La cultura è un bene comune e primario, come l'acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti”. (Claudio Abbado) L’Arte e la Cultura sono oggi i due assi principali su cui far ripartire la nostra società. In un momento molto critico nel panorama italiano, in cui queste due importanti risorse del nostro patrimonio nazionale sembrano essere relegate allo status di “beni di lusso”, crediamo sia necessario tornare ad investire sulla “formazione” delle giovani generazioni attraverso le diverse forme legate all’arte e alla cultura. Formare i giovani all’arte significa, in particolar modo in contesti difficili come il Rione Sanità, creare una nuova cultura che privilegi la crescita umana, la legalità e le relazioni sociali. L’Altra Napoli Onlus ha finora concentrato i propri sforzi in iniziative e progetti che fossero principalmente basati sulla formazione e sul riscatto sociale delle nuove generazioni e in particolar modo verso le diverse espressioni artistiche presenti sul territorio. Il progetto Sanitansamble si ispira al programma attuato in Venezuela a partire dal 1975 dal Maestro Josè Antonio Abreu (insigne musicista ed economista). “El sistema” nato come strumento per tutelare i bambini venezuelani da un futuro di povertà e crimine si basa su un processo educativo bottom-up in cui gli allievi più grandi ed esperti (che abbiano voglia di far musica insieme) aiutano i piccoli a compiere lo stesso percorso. L‘Altra Napoli ha voluto mettersi nel solco del Sistema Abreu e 6 anni fa ha fondato l’Orchestra Giovanile Sanitansamble che vuole oggi potenziare e rinforzare con rincalzi ancora più giovani per costituire quello che in Venezuela viene definito “Nucleo”. Il Nucleo sarà il luogo dove i bambini ed i ragazzi troveranno strutture e maestri di musica pronti ad accoglierli per insegnare loro la musica con l’obiettivo di “suonare insieme”. L’Orchestra “Sanitansamble” è formata da 42 giovani musicisti del Rione Sanità dai 9 ai 18 anni, tra cui due disabili, che hanno intrapreso a febbraio 2008, grazie alla guida degli insostituibili 12 maestri, lo studio del proprio strumento (l’orchestra è composta da 12 sezioni strumentali). Il progetto Sanitansamble è riuscito a mostrare con dati concreti che la Bellezza aiuta a diventare cittadini migliori. Abbiamo dimostrato a tutti che le cose fatte con cura e con passione suscitano azioni straordinarie anche in contesti molto difficili. Un progetto che presentava all’inizio molte sfide: prima fra tutte, coinvolgere bambini che all’atto della selezione non avevano alcuna conoscenza musicale. Oggi invece, a distanza di soli 6 anni, l’Orchestra ha iniziato ad esibirsi in diversi teatri locali e nazionali, dimostrando come anche in contesti difficili e controversi sia possibile ottenere risultati straordinari. Per i CONCERTI e le apparizioni televisive ormai numerosissimi vedi: http://www.altranapoli.it/?id=107&iniziativa_id=17&page_id=198&limit=&filter=2 Il presidente Eusebio Brancatisano e l'Orchestra "Sanitansamble" Membri Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No LOmbroso ci dicono: "Il Comitato No Lombroso rappresenta un raro esempio contemporaneo di lotta per un ideale e non per un interesse. L’ideale è quello del rispetto della dignità della persona umana e la sua difesa da teorie e filosofie di bassa lega che hanno mirato a distruggerla. Tali sono state quelle propugnate da Lombroso, che non meritava l’istituzione di un “ Museo”, inutile oltreché indegno. L’Attività del Comitato “ No Lombroso” e l’impulso determinante datogli da Domenico Iannatuoni merita l’ammirazione generale." http://www.youtube.com/watch?v=6tPy0Ptm9gs



 




 

La Banda Valle del Savuto è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Banda Valle del Savuto è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/03/2014

L'associazione Banda Valle del Savuto si propone di promuovere, gestire e coordinare attività culturali al fine di favorire la conoscenza e la diffusione della musica e dei valori a carattere storico, letterario, etnico e artistico. L’associazione, costituita ufficialmente nell'estate del 2011, torna alla ribalta del panorama calabrese dopo qualche anno di sospensione e rinnova la tradizione culturale e musicale portata avanti per circa vent'anni dall'Associazione culturale e musicale Valle del Savuto. L'origine di questa banda risale alla seconda metà del Novecento. Il sodalizio si è sviluppato nel corso degli anni grazie al contributo di persone provenienti da diversi paesi della Calabria e si è consolidato nel 1988 con la fondazione del Complesso Bandistico Valle del Savuto, sorto per iniziativa del maestro direttore Alfredo Chieffallo e degli allora presidenti delle Bande Musicali di Bianchi, Malito e Belsito. Così formato, il Complesso bandistico Valle del Savuto ha tenuto concerti a Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Colosimi, Bianchi, Marzi, Martirano, Soveria Mannelli, Dipignano, S. Stefano di Rogliano, Camigliatello, Tiriolo, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Pizzo Calabro, Nocera Terinese, Lorica; ha partecipato ai raduni bandistici di Cittadella del Capo (CS), San Lucido (CS), S. Mango d'Aquino (CZ), Rogliano (CS) e Patti (ME), ottenendo riconoscimenti da parte di artisti come Severino Gazzelloni, Leonardo Leonardi e Rolando Nicolosi; ha sfilato per il corso principale di Cosenza in occasione della Mostra Mercato "Natale a Cosenza". Esso, inoltre, è stato oggetto di attenzione e segnalazione da parte di emittenti televisive come Rai-TG3 Calabria, Telespazio e Cinquestelle e da parte di giornali come Gazzetta del Sud, Giornale di Calabria ed altri periodici locali. La Banda Musicale Valle del Savuto ha contribuito a diffondere la cultura musicale sull'intero territorio regionale. Notevoli risorse finanziarie ed umane sono state impiegate per l'educazione e la preparazione di numerosi allievi. La formazione si è distinta per aver eseguito un vasto programma, dal tradizionale repertorio bandistico ad un più impegnativo programma lirico – sinfonico. I componenti della Banda Musicale provengono da tutto il circondario del Savuto: Mangone, Belsito, Bianchi, Malito, Parenti, Colosimi, Santo Stefano di Rogliano, San Mango d'Aquino. Per la Stagione concertistica 2014 nel gruppo sono stati inseriti ottimi Maestri provenienti dalle regioni Puglia, Campania e Basilicata, e il Complesso è diventato un luogo di aggregazione in grado di superare i campanilismi e proiettarsi verso il futuro. Far parte del Complesso Bandistico diventa così un'opportunità di crescita personale, sociale e culturale, oltre che di divertimento. Il Maestro-direttore-artistico è Alfredo Chieffallo. L'Associazione propone corsi di orientamento musicale per strumenti a fiato, percussioni, di orientamento bandistico, pianoforte, chitarra, canto, fisarmonica, strumenti tipici della cultura musicale calabrese. La formazione è affidata a docenti qualificati che seguono costantemente la crescita musicale, e ogni allievo ha la possibilità di esprimersi nel migliore dei modi. Alfredo Chieffalo, Direttore Artistico della Banda Musicale Valle del Savuto, Membr Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice:" Mortificare e offendere i propri simili è segno di pazzia, mettere in piedi un museo con teschi umani è da vigliacchi, la musica abbatterà queste teorie!" http://www.bandamusicalevalledelsavuto.it/ http://www.youtube.com/watch?v=YPqGsowvU3w



 




 

La band dei Mattanza è Testimonial del Comitato No Lombroso

La band dei Mattanza è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/03/2014

Mattanza, dallo spagnolo matanza, strage, derivato da matar, uccidere. La matanza denunciata dalle note e dai ritmi dei MATTANZA è quella della cultura, della storia, delle tradizioni. Una mattanza che deve essere evitata con ogni mezzo, perché, come recitano a conclusione di ogni concerto “un popolo senza storia è come un albero senza radici. È destinato a morire”. Dal 1976 i musicisti che compongono i MATTANZA (nome ufficiale dal 1997, scelto da Mimmo Martino, cantante e leader del gruppo) lavorano per valorizzare la cultura popolare, attraverso un linguaggio musicale nuovo e accessibile a tutti. La loro strumentazione prevalentemente acustica pone l’accento sull’etnocidio in atto ormai da decenni: i concerti, caldi e pieni come solo il Sud sa essere, trattano tematiche specifiche del Mezzogiorno, riscoprendo testi, filastrocche, proverbi, poesie e ninne nanne altrimenti sconfitte nell’oblio dell’impoverimento culturale. La storia dei MATTANZA è come l’individuazione delle radici: faticosa, fatta di piccole scoperte e di grandi ricerche. L’incontro con il professor Luigi Lombardi Satriani fece concretizzare la costituzione del “Gruppo di Ricerca Popolare Tommaso Campanella”. Paese dopo paese, concerto dopo concerto, la ricerca iniziava a dare i propri frutti: dai ricordi degli anziani prendevano vita altri testi che andavano ad arricchire il repertorio. A caratterizzare i MATTANZA è l’irresistibile crocevia di suoni e liriche che attingono dalla tradizione popolare calabrese con tutta la potenza della saggezza antica, ma con la freschezza di una nuova concezione musicale, solo in parte etnica, molto di più visione ellittica di atmosfere sonore e paesaggi melodici. Dopo l’uscita di “Razza Marranchina” nel 1997, frutto di esperienze diverse legate alla storia non scritta della Calabria, il gruppo inizia un’intensa attività “live” dalla quale scaturirà anche il progetto “Cantu da Passioni”. Nel 2003 i Mattanza tornano in studio per produrre “Nesci Suli”, disco/manifesto di altissimo impatto emotivo, summa dell’originalissimo rapporto con la tradizione popolare e la raffinatezza dei suoni e delle composizioni. Due brani di questo lavoro saranno in seguito inseriti nella compilation “Etno 1”, voluta dagli ideatori della fortunata trasmissione radiofonica Rai Radio1 “Demo”. Si auto producono “Viaggio” nel 2005 e la IWM pubblica una loro raccolta “Il Meglio…” nel 2010. Capaci di performance dal vivo di altissimo spessore, i MATTANZA ricevono diversi riconoscimenti, tra cui il premio Anassilaos 2004 per la musica, già assegnato a Manuel De Sica e Riccardo Muti. Ospiti al “Lamezia Demofest” organizzata da Demo in collaborazione con Ruggero Pegna nel luglio 2006 vengono premiati con l’ “Etnodemo Award” come miglior gruppo etnico della trasmissione “Demo” di Radio1 Rai, ideata e condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo. Questi alcuni dei festival e delle rassegne di cui sono stati protagonisti: “Festival dello Stretto” Reggio Calabria (2002); “Cous Cous Fest” San Vito Lo Capo (TP) (2002); “Suoni dal Mondo Etno-Blues” Canistro (AQ) (2003); “Kalàka Folkfestival” Miskolc (Ungheria) (2004, 2005); “Paleariza” Ammendolea Condofuri (RC (2004); “Emigrantimmigrati” Paola (CS) (2004); “Taranta Power” Caulonia (RC) (2004); “Dombos Fest” kiskunhegyes (Serbia) (2005); “Canti, Cunti e altre Storie” Messina (2005); “Taranta Fest” Milo (CT) (2005); “Musica Etnica dal Mondo” Aci s. Antonio (CT) (2006); “Lamezia Demo Fest” Lamezia Terme (CZ) (2006); "eVenti" Lamezia Terme (CZ) (2007); "1° Festival di Musica Etnica" Montepaone Lido (CZ) (2007); "Taurianova Art Festival" Taurianova (RC) (2007); "1° Maggio" Villongo (BG) (2008); "Etno-Jazz Festival" Castrovillari (CS) (2008); "DeaFest" Vallata del Gallico (RC) (2008); "Phuscos Festival 2008" Santa Severina (KR)(2008); "Kaluria Festival" Cosoleto (RC) (2009); "Invece... Musica" Ardore (RC) (2009); "Tropea Film Festival"(2009); "La Vozza d'Oro" San Nicola da Crissa (VV)(2009); "Demo d'Autore" Oliveto Citra (SA) (2009); "Premio SIAE" Oliveto Citra (AV) (2010); "Fastival Sannio in Folk" (BN) (2010);Premio "Ricordando De Andrè" Mileto (VV)(2010); PubblicoIncanto"ArtheatreFestival" Pagliara (ME)(2011); "Paleariza" Condofuri Sup. (RC) (2011); "PizzoFestival" Pizzo (VV) (2011). Dal 1997 sono diverse le reti radiofoniche e televisive che li hanno voluti ospitare: Radio Capital, Radio Popolare Milano, Radio Onda d’Urto, Radio Touring 104, Radio Energie, Telespazio1 di Catanzaro, 8VideoCalabria di Crotone, RTV di Reggio Calabria e trasmissioni Rai come “Demo”, "RaiNews24", “Il Settimanale”, “Linea Verde”, “L’Una Italiana”, “Ambiente Italia”, “Linea Blu”, “Primo Piano”. Mimmo Martino e i Mattanza, Membri del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" ci dicono ".... il fatto che la mattanza culturale sia avallata da un'istituto universitario è una ulteriore dimostrazione che il "sistema" vuole continuare su questa strada. Si rende necessaria una nuova presa di coscienza per contrapporsi ad essa. Lo pseudoscienziato Lombroso non deve continuare a fare danni ancora oggi! Mimmo Martino & Mattanza!"
http://www.mattanza.org/
Vitti 'na Crozza su Youtube
VITTI ‘NA CROZZA VITTI NA CROZZA SUPRA NU CANNUNI FUI CURIUSU E ‘NCI VOSI SPIARI IDDA MI RISPUNDIU CU GRAN DULURI: MURIA SENZA TOCCU DI CAMPANI. CUNZATIMI, CUNZATIMI NU LETTU CA DA LI VERMI SU MANGIATU TUTTU SI NON LU SCUNTU CÀ LU ME PICCATU LU SCUNTU A CHIDDA VITA SAMMURUTU. SULI CA SPACCHI I PETRI DA CHIANURA, SULI CA BRUCI L’OSSA PA CALURA, SULU LU SCHIANTU DI LA DONNA AMATA PO’ RINFRISCARMI ST’ALMA SCUNSULATA. SINN’IERU, SINN’IERU LI ME ANNI, SINN’IERU, SINN’IERU NON SACCIU AUNNI, ORA CA SU ARRIVATU A OTTANT’ANNI CHIAMU LA VITA E A MORTI M’ARRISPUNNI. C’È NU GIARDINU A MENZU DI LU MARI TUTTU ‘NTESSUTU DI ARANCI E SCIURI TUTTI L’ACEDDI N’CI VANNU A CANTARI PURI I SIRENI N’CI FANNU ALL’AMURI.



 




 

Il Cantautore Claudio Sambiase è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Cantautore Claudio Sambiase è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 09/03/2014

CLAUDIO SAMBIASE artista di "cuore e di testa" ha radici e ali, dimostrando volontà di riaffermare la propria identità culturale e insieme intelligenza strategica che consente di contaminare il patrimonio folk d'origine,reinventandonemelodie e sonorità.rnLa sua è una precisa esigenza sentimentale e stilistica: valendosi di un ensemble che annovera chitarre, violino, fagotto, oboe, violoncello, percussioni e fisarmonica, Claudio Sambiase veste di suoni nuovi e di timbri colti un canto antico, appassionato, lamentoso e gioioso, come un soul o un blues fiorito su distese di Zagare invece che nei campi di cotone.Rappresenta la voce di una Calabria meno folcloristica e “ballerina”,ma immensamente più vera e interiormente più sofferta,impastata del dolore di figli carcerati e di vecchie madri rimaste sole che guardano gli ultimi lupi girovaganti come vecchi suonatori e sognano i figli lontani.Rientra in un filone musicale vasto che interessa l’intero panorama delle culture musicali,dall’Africa,all’Asia,ai paesi dell’Est e del Sud d’Europa,la musica dell’anima.rnClaudio Sambiase è nato a Zagarise, in provincia di Catanzaro. Ha esordito vincendo il concorso "Un'isola da trovare" (RAI 1, 1980); in collaborazione con M. Straniero, F. Madau, M. De Leo e M. Lostumbo ha fondato lo Studio Nazionale di Musica Popolare, con cui ha partecipato a importanti eventi nazionali e internazionali,fra cui la Rassegna della Canzone d'autore (Club Tenco). Ha preso parte al festival "Blues to Bop & Worldmusic" di Lugano, al Festival del Mondo di Moulhouse, la recente rassegna "Chansonnier" (Milano, Teatro Verdi).rnHa realizzato colonne sonore per programmi televisivi (Rai1, Rai3, Radio Rai, RTSI, Capodistria) e film (fra cui "Facciamo Paradiso" di Mario Monicelli), ricevendo tra l'altro importanti riconoscimenti, tra cui la Medaglia d'Oro dell'Ass. Calabrese "Brutium" (Roma, Campidoglio) e il Premio Internazionale dei Due Mari "Pino d'Oro" per la Sezione Musica (1997). Premio "Bronzi di Riace" (Reggio Calabria, 2003).rnPartecipazione al "Sud Sud Festival" (Cascina Monluè-MI) 18/06/06.rnPartecipazione a " LA NOTTE DEGLI ANGELI - SERENATA A MARIA" dedicata a Natuzza Evolo, trasmessa in tutto il mondo da RAI International. Con particolare successo si ripete in tutte le piazze d'italia il suo spettacolo Simu Briganti con musiche di Cladio Sambiase e testi teatrali di Cataldo Russo, che viene rappresentato regolarmente da oltre tre anni. L’esordio della performance, dal titolo Briganti, Brigantaggio e Camicie Rosse, presso l’auditorium di via Natta 11-Mi, alla presenza di circa 500 spettatori, risale al 9 maggio 2009. Claudio Sambiase Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico "NO Lombroso" ci dice: "Lombroso: un e(o)rrore della natura!"
Sito: http://www.claudiosambiase.it/claudio.htm
Video: http://www.youtube.com/watch?v=t5aaQpyqe2g&feature=youtu.be



 




 

La Città di Isola di Capo Rizzuto (KR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Isola di Capo Rizzuto (KR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/03/2014

Il Sindaco della Città di Isola di Capo Rizzuto (KR), Sig. Gianluca Bruno, comunica che con delibera n. 24 del 27/02/2014 la Città di Isola di Capo Rizzuto (KR) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Il Grand'Uff. Avv. Ernesto d'Ippolito è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Grand'Uff. Avv. Ernesto d'Ippolito è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/02/2014

Il Grand.'Uff.Avv. Ernesto d'Ippolito, Grand'Uff. ,Presidente dell'Accademia Cosentina ed Emerito Presidente dell'Unione degli Ordini Forensi della Calabria, ci ha comunicato con lettera personale la sua adesione e quella della "Accademia Cosentina" ed in qualità di Membro del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" ci dice:" Questo soltanto oggi possiamo dirti/quel che non siamo e che non vogliamo (Ossi di Seppia _ E. Montale)". Ecco, "questo" non vogliamo:stare alla finestra in pigra inazione, mentre qualcuno usa il cranio di un vecchio calabrese (che, se calabrese, e se di misure sospette, facilmente di brigante!). Ecco perchè ho l'arroganza di decidere l'adesione altresì della gloriosa "Accademia Cosentina", che da mezzo millennio tenta di rappresentare, non, per carità, la cultura calabrese o meridionale, ma l'attenzione umile e costante alla cultura del mondo, alle scelte di civiltà, agli assalti, soprattutto i più obliqui e dissimulati, al faticoso progredire dell'uomo. E poichè da sempre nel dettaglio si insinua il diavolo (da sempre nascosto in abiti guelfi), in pari data, e sempre a nome dell'Accademia, ho scritto al Museo Lombroso ed all'Università di Torino, per aggiungere, la mia modesta voce a quanti hanno chiesto il doveroso ritorno dei resti mortali di Giuseppe Villella a Motta Santa Lucia, nella mia Regione.- Grand'Uff. Avv. Ernesto d'Ippolito



 




 

L'Accademia Cosentina è Testimonial del Comitato No Lombroso

L'Accademia Cosentina è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/02/2014

L'Accademia Cosentina (CS), prestigiosissima ed antichissima è la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa nel 1511 da Aulo Giano Parrasio . L'accademia ha lo scopo di diffondere con ogni mezzo e verso ogni direzione, la cultura; valorizzare artisti e scienziati; difendere i grandi valori umani, artistici, scientifici, culturali della società nazionale; essere presente nei dibattiti culturali della città; incoraggiare i giovani sulla via dello sviluppo e della riforma culturale. Il suo presidente Grand'Uff. Avv. Ernesto d'Ippolito ci ha comunicato con lettera personale la sua adesione e quella della "Accademia Cosentina" ed in qualità di Membro del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" ci dice:" Questo soltanto oggi possiamo dirti/quel che non siamo e che non vogliamo (Ossi di Seppia _ E. Montale)". Ecco, "questo" non vogliamo:stare alla finestra in pigra inazione, mentre qualcuno usa il cranio di un vecchio calabrese (che, se calabrese, e se di misure sospette, facilmente di brigante!). Ecco perchè ho l'arroganza di decidere l'adesione altresì della gloriosa "Accademia Cosentina", che da mezzo millennio tenta di rappresentare, non, per carità, la cultura calabrese o meridionale, ma l'attenzione umile e costante alla cultura del mondo, alle scelte di civiltà, agli assalti, soprattutto i più obliqui e dissimulati, al faticoso progredire dell'uomo. E poichè da sempre nel dettaglio si insinua il diavolo (da sempre nascosto in abiti guelfi), in pari data, e sempre a nome dell'Accademia, ho scritto al Museo Lombroso ed all'Università di Torino, per aggiungere, la mia modesta voce a quanti hanno chiesto il doveroso ritorno dei resti mortali di Giuseppe Villella a Motta Santa Lucia, nella mia Regione.- Grand'Uff. Avv. Ernesto d'Ippolito



 




 

La Pro-Loco Santo Spirito (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Pro-Loco Santo Spirito (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/02/2014

Il Prof. Vincenzo Colonna, Direttore della Pro-Loco Santo Spirito ci comunica in data 25/02/2014, l'avvenuta adesione dell''Associazione Turistica agli scopi del Comitato no Lombroso.



 




 

Mario Furlan ed i City Angels sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Mario Furlan ed i City Angels sono Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 24/02/2014

Mario Furlan, è il primo docente docente universitario di Motivazione e crescita personale in Europa. Life coach iscritto all’American Psychological Association, ha scritto vari libri, tra cui i best- seller Risveglia il campione in te! e Tu puoi! Ha creato l'Alfacoaching, il coaching del benessere. Mario è molto presente sui mezzi di comunicazione con i suoi programmi motivazionali. Tiene rubriche fisse di motivazione e autostima sui quotidiani Metro e Il Giorno; sul settimanale Vero; sul mensile For Men Magazine e Natural Style; e su TgCom24 e Huffington Post. Mario è direttore responsabile di due testate sportive: Olympians, il mensile leader in Italia nel campo del fitness e del bodybuilding; e Kettlebell Mag e allenamento funzionale, l'unica rivista sull'allenamento con i kettlebell. Mario è soprattutto noto come fondatore dei City Angels, i volontari di strada d’emergenza in basco blu e giubba rossa che in 18 città italiane e in Svizzera aiutano i senzatetto e contrastano la criminalità. Esperto di arti marziali, ha fondato il Wilding, l'autodifesa istintiva adatta soprattutto alle donne, agli anziani e a chi non ha preparazione fisica.rnHa ricevuto vari riconoscimenti per il suo impegno sociale, tra cui l'Ambrogino d'oro, la qualifica di membro onorario del Rotary Club, il Paul Harris Fellow e il premio Carlo Porta. Mario Furlan, con i suoi City Angels che operano, oltre che a Milano, anche a Roma, Torino, Firenze, Palermo, Venezia, Messina, Rimini, Brescia, Cagliari, Monza, Novara, Lecce, Parma, Varese, Bergamo, Como e Campomarino (Campobasso), è Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e ci dice: "Un museo su Cesare Lombroso, padre dell’Eugenetica negativa? Mi sembra sbagliato, diseducativo e razzista. Come è assurdo giudicare le persone dal colore della loro pelle, lo è altrettanto giudicarle dai loro tratti somatici. Le persone non vanno valutate dal loro viso, ma dal loro cervello. E dal loro cuore."
Mario Furlan su WikiPedia



 




 

Il Campione del mondo Alessandro  Altobelli è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Campione del mondo Alessandro Altobelli è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/02/2014

Di lui l'esperto calcistico avv. Giancarlo De Peppo ci dice: Alessandro Altobelli nasce a Sonnino (Latina) il 28 novembre 1955. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Latina, a metà degli anni settanta viene notato e apprezzato dagli osservatori del Brescia, squadra in cui approda e comincia a farsi notare a livello nazionale. Il giovane Altobelli, per i compagni e gli amici Sandro, diviene in poco tempo popolare con il soprannome di “Spillo”, per il suo fisico longilineo e solo apparentemente esile, oltre che per la capacità di “pungere” le reti avversarie. Dopo tre stagioni a suondi gol con la maglia delle “rondinelle” bresciane, nell’estate del 1977 passa all’Internazionale, ed in maglia nerazzurra rimane per ben undici stagioni, con all’attivo nel complesso 446 partite disputate e 209 reti realizzate. Dopo questa lunga militanza interista passa nel 1988 ai rivali storici della Juventus, dove in una sola stagione riesce comunque, come sempre, a farsi apprezzare in campo e fuori.rn Infine termina la propria carriera al Brescia in serie B, dove si ritira a 34 anni dopo un’apprezzabile stagione condita da sette realizzazioni.rnIn nazionale Altobelli inizia a trovar spazio nell’Europeo del 1980, esperienza poco fortunata per tutta la squadra azzurra. Ma Altobelli e gli altri azzurri si rifanno con gli interessi nei mondiali di Spagna del 1982, dove sotto la guida di Enzo Bearzot conquistano un’indimenticabile Coppa del Mondo e nella finale contro i tedeschi Altobelli segna il gol dell’apoteosi, mettendo in rete di giustezza su cross dello scatenato Bruno Conti, dopo aver evitato con un abile doppio tocco il disperato tentativo del portiere avversario.rnAlessandro Altobelli rappresenta, nel calcio della fine anni settanta- inizio anni ottanta, il prototipo dell’attaccante ideale per un football moderno. Alle doti realizzative, indispensabili per il ruolo, associa una intelligenza tattica e una capacità di mettersi al servizio della squadra che ne fanno il beniamino di compagni e tifosi. Ed anche gli avversari lo apprezzano e lo rispettano per la lealtà e la positività sempre mostrata. Alessandro Altobelli è Membro Testimonial del Comitato No Lombroso. "La nobiltà dello Sport demolirà le mura del Museo Cesare Lombroso"



 




 

La Band musicale

La Band musicale "INVECE" è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/02/2014

Giuseppe De Luca, General Manager Band musicale "INVECE", nato a San luca da Bruno, musicista di Soriano Calabro e Maria Stranges nobildonna di San Luca, famiglia storicamnte anti Savoia. Dopo aver passato l'infanzia e l'adolescenza nel piccolo paese aspromontano, si trasferisce a Bologna, dove si iscrive alla facoltà di scienze politiche, qui passa cinque anni, impegnato attivamente nel movimento degli studenti. La sua conoscenza di Lombroso e delle sue teorie avviene proprio all'università durante lo studio per gli esami di Criminologia... "Non nego che la mia prima impressione sulle sue teorie mi fece morire dalle risate, tanto era assurda, poi scopri che le sue farneticazioni erano state prese sul serio e usate da governi dell'epoca,e le risa cessarono nel 1985 con il mio ritorno in Calabria con la laurea in scienze politiche indirizzo politico-sociale in tasca, e qui decido di stabilirmi e di lottare per aiutare la mia regione in qualche modo, sia per l'amore che mi lega alla mia terra, sia per lottare contro le ingiustizie e la povertà cronicizzata da oltre un secolo di emigrazioni e sottosviluppo." A bovalino insieme ad altri quattro ragazzi anche loro vogliosi di lottare, forma una band musicale e la chiama-' Invece'-,nome scelto proprio per raccontare l'altra faccia della medaglia quella che non si vede e della quale non si parla nei media, le bugie della storia scritta,l'americanizzazione e la perdita di valore della nostra civiltà a favore di un mondo di consumismo guerre e bugie. I testi delle loro canzoni parlano della nostra terra , dei nostri problemi storici, e di come tutto sia legato ad un progetto mondiale di : Pensiero Unico capitalista, una società ingiusta e controllata e indirizzata dai media attraverso un costante lavaggio di cervelli. Giuseppe De Luca, gli "INVECE" Membri Testimonial del Comitato No Lombroso ci dicono: "Che dire di Lombroso, un pazzo totale, che sosteneva che i criminali sono dei soggetti con particolari caratteristiche fisiologiche , genetiche, su tutte il cranio e la sua forma, che guarda caso corrispondevano ai crani di briganti meridionali, e altri poveri sventurati che si videro condannati anche a morte a causa della forma del loro cranio. Lombroso a cui è stato pure dedicato un Museo(degli orrori), non può essere in nessun modo considerato uno scienziato, in quanto le sue teorie sono prive di qualsiasi fondamento o valore scientifico." VIDEO



 




 

L'Associazione Turistica PRO-LOCO Sonnino è Testimonial del Comitato No Lombroso

L'Associazione Turistica PRO-LOCO Sonnino è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/02(2014

Il Direttore della PRO-LOCO di SONNINO Sig. Innocenzo Ventre, comunica con lettera del 17/02/2014 : Condivisione e Sostegno alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso"



 




 

La Città di San Bartolomeo in Galdo (BN) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di San Bartolomeo in Galdo (BN) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 19/02/2014

Il Sindaco della Città di San Bartolomeo in Galdo (BN), Ing.Vincenzo Sangregorio, comunica che con delibera Consiliare Unanime ed in seduta Pubblica. n. 4 del 12/02/2014, la Città di San Bartolomeo in Galdo (BN) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonia e segnatamente: "Di aderire all’invito del Comitato Tecnico Scientifico “ No Lombroso” affinchè l’intera Amministrazione assuma il ruolo di qualificato testimonial del Comitato stesso, contribuendo a dare efficacia all’azione di quest’ultimo e forte impulso alla realizzazione dei propri scopi , tesi alla difesa dei più alti valori umani, avverso qualsiasi forma di discriminazione, sollecitando altresì un Disegno di Legge che metta al bando la memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo."



 




 

La Città di Verbicaro (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Verbicaro (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 19/02/2014

Il Sindaco della Città di Verbicaro (CS), Dott. Felice Spingola, comunica che con delibera n. 13 del 30/01/2014 la Città di Verbicaro (CS) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Cataldo Perri è Testimonial del Comitato No Lombroso

Cataldo Perri è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/02/2014

Cataldo Perri, nato a Cariati(CS) ,medico per mangiare musicista per vivere. Suona la chitarra battente con una tecnica personalissima che lo ha reso uno dei più prestigiosi virtuosi di questo nobile strumento della tradizione popolare calabrese. Autore di testo e musiche dello spettacolo “ Laura e il sultano”, rappresentato al teatro Rendano di Cosenza e poi nei teatri tedeschi di Norimberga e di Waiblingen. Le musiche dell’opera arrangiate da Gigi De Rienzo , vengono distribuite su cd dal titolo “Rotte saracene”(ed Rai trade) e vengono spesso utilizzate dalla Rai quale commento di varie trasmissioni televisive(Sereno variabile, Mediterraneo, Linea blu. Geo e geo……). La sua Tarantella di Cariati è stato un refrain di successo sulle reti televisive Rai per lo spot di una nota marca di pasta che apriva il servizio meteo. Autore dello spettacolo “Bastimenti”, ispirato alla vicenda esistenziale del nonno partito per l’Argentina nel 1924 e mai più ritornato,rappresentato il 16-09-01 al teatro Rendano di Cosenza con la regia di Daniele Abbado, la Philarmonia Mediterranea diretta da Luigi De Filippi ,un organico di straordinari musicisti tradizionali calabresi e grandi ospiti come : Mario Arcari, Beppe Quirici, Armando Corsi,già collaboratori di Ivano Fossati e Fabrizio De Andrè e che hanno prestato anche la loro arte raffinata al disco omonimo di Perri .“Bastimenti” è stato ospitato nei teatri Pavone di Perugia, nel teatro “Coliseo” di Buenos Aires, prologo di una memorabile tournèe in Argentina e poi in Germania, a Singapore, e in forma ridotta a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo. Perri ha fatto concerti : alla “Fiera del libro di Torino”,negli Stati Uniti (Columbus day 2002) all’Italian Center di Stanford ed alla Peace University, a Liverpool , al Barden Treffen di Norimberga, in Svizzera , in Australia, al Festival dei due Mondi di Spoleto. E’ stato ospite di alcune trasmissioni Rai(Demo, Sereno Variabile ecc..) Nel giugno 92 è stato invitato alla York University di Toronto per delle lezioni concerto sulla battente. Ha ideato e scritto le musiche dello spettacolo “La zampogna e il violoncello” rappresentato a Copenaghen nell’agosto del 2000. Ha scritto alcune delle musiche della fiction Rai “L’uomo che sognava con le aquile” con Terence Hill. Nel 2005 ha avuto il prestigioso riconoscimento Demo award da Pergolani e Marengo (radio Rai uno demo) al Mei di Faenza. Attualmente collabora con lo scrittore calabrese Carmine Abate (vincitore del premio Campiello 2012)per dei reading di musica e letture. Con Abate è stato ospite , fra l’altro al teatro Silvestrianum di Milano, al festival “Adriatico mediterraneo” di Ancona e la “Festa del Ritorno”, selezionato fra 1500 opere dal Ministero dei beni culturali, è stato rappresentato a Roma nella sede dello stesso Ministero nel febbraio2008. Ha ideato e promosso la rassegna”La battente nei luoghi della memoria”.Ha partecipato col suo brano Il mio sud alla compilation di artisti calabresi i cui proventi vanno alla cooperativa del Marro della Locride che gestisce insieme all’associazione Libera di don Ciotti alcuni terreni confiscati alla Ndrangheta. Nel maggio 2011 è uscito il suo ultimo disco “Guellarè”(award come migliore etnodisco 2011per Demo radio rai uno) oggetto della puntata monotematica Radio rai uno (02/03/2011) condotta da Pergolani e Marengo- Guellarè è uscito con l’etichetta MK Records e registrato con Lo Squintetto:Piero Gallina,Enzo Naccarato, Nicola Pisani, Carlo Cimino, Checco Pallone che accompagnano Perri in concerto. Nell’aprile del 2013 esce il suo primo libro Ohi Dottò(Iride- Rubbettino). www.cataldoperri.com Cataldo Perri, membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: "No laurea disonoris causa! Credo che come si concedono le laureee Honoris Causa si dovrebbe istituire anche la formula delle abolizioni delle lauree per Disonoris causa per quei medici che hanno dimostrato ampiamente le loro sciocche e immorali pseudo teorie scientifiche - L'unica fossetta criminale della teoria del Lombroso è solo ed esclusivamente quella dell'ignoranza , del pregiudizio e del razzismo che è albergata nella sua mente - Si chiuda il farneticante museo Lombroso, solo così si restituisce dignità ai morti esposti ingiustamente come trofei del male e si eviterebbe che il confuso Lombroso possa essere additato dai posteri come campione dì profonda ignoranza e di sconfinato razzismo"



 




 

Emanuela Rocca è Testimonial del Comitato No Lombroso

Emanuela Rocca è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 15/02/2014

Emanuela Rocca, nata a Roma il 03 febbraio del 1953, imprenditrice nel settore servizi. Scrittrice di Romanzi, poesie, racconti brevi e saggi politici sito www.emanuelaroccascrittrice.com- libri pubblicati IL SOLE E LA LUNA - BIANCO E NERO - OFLE TRA I DUE MONDI- vinti 16 concorsi letterari di poesia, uno di racconti brevi- due di saggi politici - Redattrice capo di Agorà News on line - www.agoranewsonline.com - Attiva per far conoscere le verità che i mass media nascondono. Giornalista libera da bavagli - "Odio il genere umano che fa del male ai suoi simili e lotterò sempre per la giustizia e per la pace" Emanuela Rocca, membro Testimonial del nostro Comitato ci dice: "Già LOMBROSO... DI NOME E DI FATTO...OMBROSO. Quel museo mi sembra una stanza degli orrori, ma quello che mi fa più male è l'esplicito razzismo contro il popolo del sud e in special modo a quello dei calabresi. Io sono per metà calabrese e la cosa mi tocca profondamente, primo perchè conosco i calabresi e la loro bontà, secondo perchè mi sento offesa nel mio profondo come essere umano di origini del sud. Gli studi fatti dal prof. Cesare Lombroso sono solo sue teorie, per altro neanche accertate scientificamente. Convengo con voi nel voler chiudere il museo degli orrori e ridare degna sepoltura a quelle povere persone messe lì come cimeli da ripudiare..." Emanuela Rocca



 




 

La Città di Cropalati (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cropalati (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/02/2014

Il Sindaco della Città di Cropalati (CS), Sig. Fabrizio Grillo, comunica che con delibera n. 10 del 11/02/2014 la Città di Cropalati (CS) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Mad Simon è Testimonial del Comitato No Lombroso

Mad Simon è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 29/01/2014

MAD SIMON, artista classe ’87 nato a Reggio Calabria, cresciuto sotto l’influenza della black music, dal 2006 è membro del gruppo musicale Kalafro con il quale pubblica due album: Briganti (Honiro.it, 2009), Resistenza Sonora (Relief Records EU, 2011). Cantautore Rap/Reggae/Funk, Mad Simon nel 2010 compone il suo primo disco solista, Schizophrenic, ottenendo oltre 5000 download. Numerosi sono i concerti in tutt’Italia e le partecipazioni radiofoniche e televisive. Dal 2013 collabora con il Centro Studi Quasimodo e la Compagnia Teatrale "Scena Nuda" in scena dalla presentazione di libri a spettacoli per ragazzi e nella composizione di musiche e colonne sonore per spettacoli. È stato ospite del Salone Internazionale del Libro di Torino, del Taobuk - Festival Internazionale del libro di Taormina e del Medimex di Bari ed è artista sostenitore del progetto "Musica contro le mafie". All'interno della discografia di Mad Simon sono ricorrenti le tematiche del Sud e del Brigantaggio, come nel caso dell'ultimo EP pubblicato nell'estate 2013 insieme ai soci Kento e Shiva dei Kalafro dal titolo 89100 che include i brani Stare in piedi e Carmine Crocco. MAD SIMON, membro Testimonial del nostro Comitato ci dice: "Troppo ignoriamo della nostra storia, della nostra terra, delle persone che ci sono nate, quelle che sono partite, quelle che l'hanno fatta grande e quelle che l'hanno calpestata. Noi meridionali. La nostra identità, il nostro essere derivano da migliaia di anni di guerre, di conquiste, di scoperte, di opere d'arte. Le cicatrici che portiamo sono l'unica cosa che ci contraddistigue. Alcune si sono rimarginate, altre non si rimargineranno mai e ne portiamo ancora i segni. Quei segni che Lombroso cercava nell'aspetto, nell'apparenza, nella struttura è ciò che di più banale non ci si poteva aspettare, di sicuro non da uno scenziato. Eppure i segni più evidenti sono nello sguardo della mia gente, che ha sempre dovuto dimostrare, ha sempre dovuto dare di più, che ha voglia di rivalsa, di riscatto, di riconoscenza. Sì, perchè ciò che avevamo ce l'hanno tolto e ce ne faremmo pure una ragione se i libri di storia raccontassero la realtà dei fatti, troveremmo la pace se chi ha perso la vita per difendere la propria e la nostra libertà adesso non fosse esposto come un trofeo e avesse degna sepoltura. In fin dei conti se l'Italia ancora esiste è perchè, nel succedersi dei tempi, l'abbiamo difesa e l'abbiamo sostenuta e ne facciamo parte. E avevamo il dovere di lottare e di non cedere. Così come i nostri predecessori nel Regno delle Due Sicilie. Siamo tutti criminali?"



 




 

Il gruppo musicale ARANGARA è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il gruppo musicale ARANGARA è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/01/2013

Arangara è un gruppo musicale di musica d'autore fondato a Bologna nel 2005 da Gianfranco Riccelli chernha saputo raccogliere attorno a sè musicisti calabresi di raro talento e particolarmente amanti del canto popolare del Sud Italia e della più ampia realtà cantautorale italiana. La loro proiezione nazionale li vede quindi parimenti impegnati in un repertorio poetico in dialetto calabrese e in lingua italiana accompagnata da sonorità in cui gli strumenti tipici dell'area mediterranea si aprono a contaminazioni dal sapore antico e moderno, evocando paesaggi incantevoli e aspri come la vita delle genti di Calabria e di ampie zone del Sud quali: Asprumunti, dedicata alla vita del pastore, Canzuni da Zappa, ispirata alla miseria dei contadini a mezzadria e da rivisitazioni di brani tradizionali quali Rinnina. La loro narrazione affonda le radici nella memoria orale del meridione, fatta di piccole storie di vita quotidiana e favole raccontate ai bambini nelle lunghe sere d'inverno intorno al camino e che ha dato vita a insigni poeti, narratori antichi (Basile, 'Lu cuntu de li cunti', ispiratore del teatro-canzone di Peppe Barra e Roberto de Simone) e moderni. Ma anche a quella tradizione di cantastorie quali Rosa Balistreri, Otello Profazio, Ignazio Buttitta la cui influenza sulla poetica degli Arangara è evidente, al pari di quella autorale di Francesco Guccini, Fabrizio De André, Pierangelo Bertoli e, naturalmente, Claudio Lolli. Le "povertà" del Sud, narrate dagli Arangara, diventano tesori inestimabili. Per i bambini di quelle terre i chiodi, bottoni, ciottoli del fiume, palline di vetro diventano oggetti di valore immenso perchè giocati in luoghi incantati, dove la fantasia ti permette di possedere tutto ciò che vuoi, senza togliere niente a nessuno, condividendo la gioia dell'amicizia ed immersi nell'essenza della natura: "Un campo arato da poco, i germogli di grano accarezzati dal vento, l’ombra delle grandi querce, le siepi di more, gli ulivi, i fichi d’india, gli aranceti, il canto delle cicale, il suono del mare, le lucciole nella notte quieta, le masserie, le povere case e le persone del borgo. Tutto sentivo che mi apparteneva e che era dentro di me” (Gianfranco Riccelli). Il repertorio italiano degli Arangara è arricchito da brani (testi) di altri autori quali Claudio LOLLI , Pierangelo BERTOLI, Ernesto BASSIGNANO, Gianfranco MANFREDI. Il gruppo ottiene ampi consensi già dal suo esordio attraverso il sapiente intreccio di voci e suoni, la vitalità degli arrangiamenti e la forte presenza scenica dei musicisti e della danzatrice capace di dar vita nei movimenti alle note musicali. Gli Arangara vantano partecipazioni a varie ‘compilation’ di: Teresa De Sio, Cristicchi, Finardi, Mau Mau, Ginevra di Marco e altri. Accompagnano il cantautore Claudio LOLLI e partecipano al Teatro-Canzone finalizzato alla raccolta fondi per la costruzione di un asilo nido a Lakka, in Sierra Leone con un tour in Italia ed in Europa assieme a Carlo LUCARELLI nel 2010. Con lo stesso scrittore/regista collaborano allo spettacolo Giornata della Memoria. Il Nuovo CD dal titolo 'Grazia in punta di piedi...' è stato prodotto da Francesco GUCCINI e supervisionato artisticamente da Flaco BIONDINI. Il gruppo Arangara, Membro Testimonial del Comittao No Lombroso ci dice: " Colui che classifica l'uomo...colui che disprezza l'uomo...non sarà mai un grande uomo!" www.arangara.it



 




 

La Città di Valverde (CT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Valverde (CT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/01/2014

Il Sindaco della Città di Valverde (CT), Dott. Rosario Giuseppe D'Agata, comunica che con delibera n. 108 del 24/12/2013 la Città di Valverde (CT) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Colosimi (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Colosimi (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 02/01/2014

Il Sindaco della Città di Colosimi (CS), Geom. Raffaele Rizzuto, comunica che con delibera n. 99 del 18/12/2013 la Città di Colosimi (CS) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Fuscaldo (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Fuscaldo (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 29/12/2013

Il Sindaco della Città di Fuscaldo (CS), Arch. Gianfranco Ramundo, comunica che con delibera n. 75 del 18/12/2013 la Città di Fuscaldo (CS) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Solofra (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Solofra (AV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 28/12/2013

Il Sindaco della Città di Solofra (AV), Sig. Michele Vignola, comunica che con delibera n. 219 del 19/12/2013 la Città di Solofra (AV) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Annone di Brianza è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Annone di Brianza è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 27/12/2013

Il Sindaco della Città di Annone di Brianza (LC), Dott. Carlo Pasquale Colombo, comunica che con delibera n. 86 del 03/12/2013 la Città di Annone di Brianza (LC) ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Soveria Simeri è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Soveria Simeri è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/12/2013

Il Sindaco della Città di Soveria Simeri (CZ), Prof. Aldo Carmine Olivo, comunica che con delibera n. 101 dell' 11/12/2013 la Città di Soveria Simeri ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

L'attrice Annalisa Insardà è Testimonial del Comitato No Lombroso

L'attrice Annalisa Insardà è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 15/12/2013

Annalisa Insardà, attrice e umorista, nasce a Polistena (RC) e si forma artisticamente presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria di Palmi e l’Accademia Nazionale di Varsavia. Le sue prime esperienze professionali sono all’estero: partecipa al Festival Internazionale del Teatro di Amsterdam e al “Bertold Brecht - il centenario” in Germania. Successivamente si dedica in modo prevalente al teatro classico, recitando in diverse tragedie della stagione teatrale siracusana: Medea, le Eumenidi, I sette contro Tebe (vincendo nel 2005 il premio Asso-stampa come migliore attrice emergente), Edipo e la Sfinge, diretta rispettivamente da maestri del calibro di Peter Stein, Antonio Calenda, Jean Pierre Vincente, Manuel Giliberti. Torna spesso all’estero (Grecia, Austria) in spettacoli diretti dal Peter Stein. Per il Premio internazionale “Salvo Randone” recita testi di Shakespeare, Goldoni, Pessoa, Mori. Approda al cinema recitando nei film: L’ospite segreto di Paolo Modugno, Lettere dalla Sicilia di Manuel Giliberti (film vincitore del Golden Globe 2007, del Miami film festival 2007, del Festival internazionale di Salerno 2007), Un battito di vita di Virginia Barrett, E’ tempo di cambiare di Fernando Muraca col quale vince il Tropea Film Festival 2008 come migliore attrice, Pochi giorni per capire di Carlo Fusco, Grigioscuro di Enzo Carone, con il quale vince il premio come migliore attrice al Festival Internazionale del Corto di Mendicino 2010, “Piacere io sono Piero” sempre di Carone, “Alberi al vento”, “L'isola che non c'è” e “Tienimi stretto” di Luca Fortino. Recita ancora in fiction televisive di successo: Vivere, Ricominciare, Carabinieri, Un caso di coscienza. E’ attiva inoltre come doppiatrice, insegnante di recitazione, presentatrice e autrice di numerosi soggetti cinematografici. Attualmente è in tournée con “Reality shock”, uno spettacolo da lei scritto (con il contributo di altri drammaturghi contemporanei) diretto e interpretato. Spettacolo che parla delle diverse forme di privazione della libertà. Annalisa Insardà, artista di rara poliedricità e bravura è la prima attrice ad accogliere la nostra Istanza di Adesione e divenire Membro Testimonial del Comitato No Lombroso. Desideriamo anche per questo identificarla, nell’imperscrutabile nemesi storica che sta caratterizzando questa lunga e vittoriosa marcia del Comitato, come la nostra novella “Antigone” che affronta con fiera ed imbattibile forza femminile “Creonte” … Antigone (Sofocle V secolo A.C.) “Creonte" ( Re di Tebe alias Museo Lombroso, Università di Torino) Hai potuto spezzare norme mie? ( cioè provvedere alla sepoltura di Polinice condannato a restare invece insepolto per ordine di Creonte) “Antigone” (Annalisa Insardà) Ah sì. Quest'ordine non l'ha gridato Zeus, a me; né fu Diritto, che divide con gli dèi l'abisso, ordinatore di norme come quelle, per il mondo. Ero convinta: gli ordini che tu gridi non hanno tanto nerbo da far violare a chi ha morte in sé regole sovrumane, non mai scritte, senza cedimenti. Regole non d'un'ora, non d'un giorno fa. Hanno vita misteriosamente eterna. Nessuno sa radice della loro luce. E in nome d'esse non volevo colpe, io, nel tribunale degli dèi, intimidita da ragioni umane. Il mio futuro è morte, lo sapevo, è naturale: anche se tu non proclamavi nulla. Se prima del mio giorno morirò, è mio interesse, dico: uno che vive come me, tanto in basso, e soffre, non ha interesse nella fine? E così tocca a me: fortuna, di quest'ora di morte, non dolore. Lasciassi senza fossa, per obbligo, la salma, quel frutto di mia madre spento, quello era dolore: ma il mio presente caso, ah no, non m'addolora. Logica idiota, penserai. Chissà. Forse è l'accusa d'idiozia idiota”. " Coro" (Comitato No Lombroso) “Ragionevolezza è base, base prima di buona vita. E’ obbligo evitare sacrilegio. Altera lingua di sfrontati paga prezzo d’altissima rovina. Poi riconosce, nell’età vecchia, la ragione”. Annalisa Insardà, in perfetta simbiosi di pensiero con quello di Sofocle ci dice: “Credo che ognuno di noi abbia in embrione infinite personalità. Si svilupperanno poi quelle che la società e le convenzioni, di cui siamo inesorabilmente figli, imporranno. Interverranno anche le inclinazioni personali, lo stile di vita, le necessità ambientali, la cultura sociale e personale, l’ educazione. E’ inoltre ufficialmente infondata la dottrina posta in essere da Lombroso. Ed è, di conseguenza, ingiustificata la macabra esposizione di vittime sacrificate allo sciacallaggio medico. Spoglie umane esposte come retaggio di scienza scellerata, come trofei di una medicina più propensa alla tortura che alla ricerca. Scene (quelle di resti umani privati della sacra sepoltura e messi in mostra per nessun utile motivo) che appaiono solo celebrative di memorie storiche di cui non dover andare affatto fieri. A nulla ha portato la pseudo scienza del Lombroso. Non un assassino in meno è stato prodotto. Si spenga dunque la squalificante vetrina museale che vìola la più elementare forma di dignità umana.”



 




 

La Città di Cammarata è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cammarata è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 15/12/2013

Il Sindaco della Città di Cammarata (AG) Sig. Vito Mangiapane ed il Consigliere Dott. Nicolò Gabriele Madonia, comunica che con deliberazione unanime del Consiglio Comunale del 21/11/2013 n. 33 la Città di Cammarata ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

L'Associazione

L'Associazione "Radici" è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 13/12/2013

L’Associazione "RADICI" ha sede sede legale in via Mazzini s.n.c. Cirò Marina (KR). L'Associazione, senza fini di lucro, opera senza discriminazione di nazionalità. Si propone di sostenere oltrernai più alti fini sociali nel rispetto della Costituzione, quello di promuovere in particolare "la ricostruzione storico-politica del sud che parte dal risorgimento. Solo conoscendo le nostre radici potremo volare verso il futuro, fare in modo che queste radici storiche, queste verità storiche, arrivino sui banchi di scuola e presentate nei testi scolastici. Se è vero che il cittadino ha diritto allo studio è anche vero che ha diritto di conoscere verità che appartengono non solo ai vincitori marnanche ai vinti, e lo Stato ha il dovere di informare e valorizzare" L'associazione Radici ha un significativo motto "Voleremo più in alto, legati alle nostre radici" segno di un impegno di rinnovamento legato al rispetto delle tradizioni di origine. L'associazione, Membro Testimonial del Comitato No Lombroso, attraverso il suo presidente Francesca Gallello ci dice: "Il MuseornLombroso è un offesa non solo al popolo meridionale ma all'intera umanità. L'impegno per la chiusura del museo Lombroso è parte integrante del programma della nostra Associazione. Con l'augurio che si possa presto dare degna sepoltura a quei resti umani che macabramente sono esposti nel museo Lombroso." Francesca Gallello



 




 

La Città di Crotone è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Crotone è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/12/2013

Il Sindaco della Città di Crotone, Avv. Peppino Vallone, comunica che con delibera n. 336 del 6/12/2013 la Città di Crotone ha aderito agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso diventandone Testimonial



 




 

Luciano Baietti, l’uomo più laureato del mondo,  è Testimonial del Comitato No Lombroso

Luciano Baietti, l’uomo più laureato del mondo, è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/12/2013

Luciano Baietti nasce a Roma il 9 gennaio 1947. Già Dirigente scolastico, Magnifico Rettore della LUSEC è l’uomo più laureato del mondo con ben 14 titoli accademici: Diplomato ISEF, Laureato in Pedagogia, Lettere, Sociologia, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Geografia, Filosofia, Scienze Motorie, Scienze Strategiche, Scienze Investigative e Sicurezza, Comunicazione Sociale , Ricerca Sociale per la Sicurezza Interna ed Esterna; specializzato in Criminologia Clinica e Psichiatria Forense; ha al suo attivo una lunga carriera di insegnamento in Educazione Fisica, Materie Letterarie e Giuridiche. Pubblicista e giornalista ha prestato servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, UNIEF, SNALS e RSPP presso le Istituzioni Scolastiche. Ufficiale Superiore dell’Esercito (Maggiore Paracadutisti della Folgore) e Colonnello della Croce Rossa Italiana ed ancora attualmente in servizio. Cavaliere della Repubblica, Ufficiale, Commendatore, Medaglia d’Argento MPI, degli Eserciti Alleati, nonché Funzionario Delegato Prefettizio C.R.I..rn Luciano Baietti attraverso l’etimo “libreo” dice di sentirsi veramente libero. Infatti dietro la sua poliedrica preparazione accademica sempre in itinere ed in crescendo fino a raggiungere il Guinness dei Primati in tal senso, egli ha sempre mantenuto ritmi altrettanto serrati di lavoro in ambito professionale, guadagnandosi la sincera stima di intere generazioni di studenti. Il saper passare da una disciplina all’altra, con semplicità e soprattutto con l’umiltà di voler sempre imparare ogni giorno qualcosa di più per poterlo giosamente trasferire agli altri, è stato ed è tuttora il suo stile di vita. Egli, instancabile, si dedica ancora oggi, assiduamente, alle attività Sociali soprattutto nell’ambito dell’attività della Croce Rossa Italiana. Luciano Baietti, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: “Non spetta a me dare un giudizio storico-legale su un personaggio così al di fuori della norma e con un pensiero costante sull’uomo delinquente o creduto tale per studio o per convenienza filo governativo regionale. Posso però esprimere un pensiero del tutto personale sullo scienziato(?) Lombroso. I tempi e le persone di allora, i loro obiettivi, le loro aspettative, il loro modo di confabulare e lo stare sempre dalla parte del vincitore non sono cambiati affatto. Lombroso è lo specchio del tempo di allora come di oggi. L’interesse personale, il proprio tornaconto e la visibilità a qualsiasi costo rende l’uomo pronto a tutto. Certo, parlare oggi di fisiognomica è del tutto superato e privo di ogni connotazione scientifica, dire che alcune regioni hanno una maggiore rappresentanza di criminalità vuol dire non voler riconoscere lo scorrere dei fenomeni sociali e le caratteristiche della criminalità odierna dei colletti bianchi. Per quanto attiene il Museo è chiaro che non ha più ragione di essere ed è solo un’esposizione di macabri reperti. Detto questo auspichiamo che l’Autorità preposte pongano fine a tutto ciò e quello che resta dei miseri resti venga consegnato finalmente ai propri congiunti per la sepoltura e soprattutto venga restituita quella dignità che gli era stata negata e non gli è stata mai riconosciuta ma anche e soprattutto per la normativa vigente.”



 




 

La Città di Scigliano (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Scigliano (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 9/12/2013

Il Sindaco della Città di Scigliano (CS), Dott. Carlo Arcuri, comunica che con delibera n. 91 del 25/11/2013 la Città di Scigliano ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Villa San Giovanni (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Villa San Giovanni (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 05/12/2013

Ne danno l'annuncio il Sindaco Dott. Rocco La Valle e l'Assessore alla Cultura dott. Giovanni Siclari. Delibera n.ro 155 del 2/10/2013



 




 

La Città di Mandatoriccio (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Mandatoriccio (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 05/12/2013

Il Sindaco della Città di Mandatoriccio (CS), Dott. Angelo Donnici, comunica che con delibera Consiliare n. 33 del 25/11/2013 la Città di Mandatoriccio ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

La Città di Pentone (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Pentone (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/11/2013

Il Sindaco della Città di Pentone (CZ), Sig.Raffaele Mirenzi, comunica che con delibera n. 67 del 12/11/2013 la Città di Pentone ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

Antonio Nicoletta è Testimonial del Comitato No Lombroso

Antonio Nicoletta è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 01/11/2013

Antonio Nicoletta nasce a Crotone, si laurea presso l'Università di Catania in Chimica impegnandosi ancora giovanissimo nella più grande azienda italiana del settore petrolchimico in qualità di tecnologo-ricercatore nonché responsabile di formulazione dei prodotti di raffineria e di assistenza ai processi produttivi. E’ relatore in svariati simposi internazionali inerenti agli studi dei nuovi prodotti derivati dal petrolio per frazionamento termico o chimico e coautore di numerose pubblicazioni di carattere accademico e industriale quali “Pyrolysis of petroleum heay cuts and heavy ends”. E’ estensore di oltre 150 “Crude Assay” (rapporti di valutazione in laboratorio di petroli grezzi, frazioni e prodotti effettuate al fine di fornire alla tecnologia ed alla produzione indicazioni utili alla migliore lavorazione del petrolio in carica), oggetto di pubblicazioni tecniche; specialista indiscusso su additivi, catalizzatori, chemicals, formulazione prodotti e trooble shoting di raffineria con oltre 120 relazioni di merito. E’ presidente fondatore del Club Kiwanis di Floridia e della Confraternita di Misericordia. Accademico di “Greci-Marino”, “Tiberina”, “ProPace”; membro della “Unione della Legion d’Oro”, della “Noble Compania de Balletsreros Hujsdalgo de San Felipe y Santiago” e dell’ “Accademia delle Scienze di San Marino”. Per il suo impegno nel mondo del Lavoro e del “Terzo Settore” è stato insignito di diverse onorificenze quali: Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica, Cavaliere della “Stella al merito del lavoro”-Maestro del Lavoro, Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Cavaliere di Malta ad Honorem. Antonio Nicoletta è anche per passione ricercatore storico quindi scrittore. Pubblica in qualità di coautore “Xiridia Dilecta” (un saggio di indagine storica), “e furono detti briganti” (prima edizione come antologia della storia del Regno delle Due Sicilie) ed un secondo testo dallo stesso titolo ma con approfondimenti sui miti e realtà della conquista del Sud, in età matura scrive l’autobiografia “Ero bambino nel ‘47”con l’intento di diffondere gli usi e le tradizioni della sua terra calabrese colta con gli occhi di un bambino durante il suo più importante periodo di metamorfosi socio-culturale, quello del secondo dopoguerra. Il suo revisionismo storico del periodo risorgimentale è costantemente volto alla doverosa emersione della Dignità del Sud che egli vede soffocata ignominiosamente da una pervasiva e permanente “Damnatio Memoriae”, anacronistica quanto offensiva per le popolazioni meridionali e sicuramente autolesionista per l’intero “Sistema Italia”; è questa la battaglia permanente che emerge dai suoi saggi storici. La sua narrazione è sempre rigorosa e precisa mentre i fatti, i protagonisti e le cause sono sempre legati con maestria “chimica” e secondo forze sapientemente distribuite al fine di restituire al lettore un quadro storico strutturato, convincente e soprattutto di piacevole lettura. Antonio Nicoletta, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso sul Museo Cesare Lombroso ci dice: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza. Questa era la domanda che Manzoni si poneva su Napoleone. No! Non fu vera gloria, rispondiamo noi traponendo la domanda su Lombroso. La sua parentesi di notorietà basata sugli studi svolti, ed in ispecie quelli sulle cause delle pellagra e sulle corrispondenze fisiognomiche del carattere, per quanto suggestive, nel tempo già brevissimo si rivelarono non vere. Per la pellagra si scoprì che non era la farina di granturco la causa della malattia, ma il fatto che essa non era supportata da altri alimenti che avrebbero fornito gli enzimi necessari ad evitarne l’insorgenza. Per le correlazioni fisiche con il carattere, gli studi dei suoi colleghi coevi e poi quelli immediatamente successivi ne smentirono in maniera definitiva ogni possibilità. D’altra parte, sdrammatizzando un po’ l’argomento, anche Totò in un suo film in parte ambientato in un tribunale, al pubblico ministero che l’aveva definito “ladro con la faccia di ladro”, rispose argomentando che proprio perché aveva la faccia di ladro non poteva essere ladro, dicendo al giudice “ ve lo figurate un ladro con la faccia di ladro? Morirebbe di fame perché nessuno l’avrebbe fatto avvicinare e si sarebbero ben difesi da possibili furti”. Ebbene Totò aveva, in un certo modo, a suo modo, anch’egli smentito la teoria dell’uomo delinquente in quanto tale rappresentato dal suo aspetto. E ci fa specie che si continui a celebrare ed onorare la memoria di questo pseudo scienziato “Lombroso” intitolandogli strade ed istituti, e facendo del “Suo” museo non più un tempio della scienza, ma semplicemente un ossario, un’esposizione alla morbosa curiosità dei visitatori (?) dei resti di giovani rei soprattutto di aver combattuto, in difesa della propria dignità, della fedeltà alla propria Patria e al proprio Re, e quindi per i vincitori, dalla parte sbagliata. Furono per questo definiti delinquenti e briganti, elementi deviati e buoni solo per rappresentare il male. Decaduta, dicevo, questa pseudo teoria scientifica, in questo luogo non sono più esposti reperti scientifici, che essendo resti umani avrebbero comunque diritto ad essere trattati da tali, ma una orrenda e macabra esibizione resa anacronistica anche dal fatto che altre società, di cui alcuni componenti hanno i loro resti mortali (per esempio i maori) esposti in musei che esibiscono parti del loro corpo dipinte o tatuate, hanno richiesto ed ottenuto la restituzione di tali resti destinandoli ad una decorosa sepoltura in luoghi che ne perpetuano ed onorano la loro passata vita ed il loro ricordo. Si vergogni chi resiste ancora a restituire alla terra ed ad un doveroso e pietoso ricordo i resti di questi nostri morti consentendo finalmente il raggiungimento della pace che è loro dovuta.



 




 

La Città di Baselice (BN) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Baselice (BN) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 30/10/2013

Il Sindaco della Città di Baselice (BN), Dott. Domenico Canonico, comunica che con delibera di Consiglio, con voto unanime, N. 36 del 02/10/2013 , la Città di Baselice ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Suello (LC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Suello (LC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/10/2013

Il Sindaco della Città di Suello (LC), Sig. Carlo Valsecchi, comunica personalmente con lettera Prot. 3807 del 19/10/2013 che la Città di Suello ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Longobardi (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Longobardi (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 22/10/2013

Il Sindaco della Città di Longobardi (CS), Sig. Giacinto Mannarino, comunica che con delibera 86 del 17/10/2013 la Città di Longobardi ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

La Città di Casteldaccia (PA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Casteldaccia (PA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 22/10/2013

Il Sindaco della Città di Casteldaccia (PA), Ing. Fabio Spatafora, comunica che con lettera personale Prot. 16584 dell' 11/10/2013 che la Città di Casteldaccia ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

Tonino Filomena è Testimonial del Comitato No LOmbroso

Tonino Filomena è Testimonial del Comitato No LOmbroso

Pubblicato il 19/10/2013

Antonio Paolo Filomena, detto Tonino, si laurea presso l'Università di Bari in Scienze Politiche (indirizzo politico-sociale) e successivamente si specializza in Finanza e Contabilità degli Enti Locali per dedicare la sua attività professionale nel settore giuridico-amministrativo ove ancora oggi è impegnato nel Comune di Maruggio (Taranto). E' relatore, riconosciuto a livello nazionale, in numerosi convegni di carattere culturale con particolare predilezione per il territorio della provincia di Taranto per la quale ricopre anche l'incarico di Direttore dell'Osservatorio sui Beni Culturali per conto del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Scrittore per insopprimibile passione, oltre ad innumerevoli saggi che confermano la sua poliedrica preparazione culturale, artistica e in ambito delle scienze sociali, scrive diversi libri particolarmente apprezzati tra i quali ricordiamo: "Sindacalismo Fascista - Dalle origini alla Carta del Lavoro", "Maruggesi nel primo Novecento", "Il relitto della Madonnina", "Guida a Maruggio, dentro e oltre la storia", "Maruggio: la tua Terra, il tuo mare", "Paese nostro povero ma bello (Gli anni Cinquanta),"Attacco a Maruggio: 13 giugno 1637", "Viaggio sentimentale nella Maruggio degli anni '60", "Nel ventre della Balena Bianca".rnLa sua narrativa è particolare: mai lontana dalle verità storiche oggettive, mai lontana dai sentimenti della gente, mai lontana dai giudizi di chi osserva gli eventi, mai lontana dagli attori che li generano. Conoscenza ed approfondimento per riconoscere la necessità di un successivo approfondimento è il "laminatoio" che forgia l'anima del racconto di Tonino Filomena. Il suo persistente riferimento alla Città di Maruggio, nei suoi lavori, non è inviluppo di pensieri di quel microcosmo bensì area di contatto con il mondo circostante e viatico per la comprensione dei FATTI UNIVERSALI; un abbraccio sinergico tra micro e macrocosmo attraverso il quale egli trasmette, anche con "sentimento" il senso della Storia dell'individuo e della Comunità cui egli appartiene. Tonino Filomena, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: «E’ stato un caso che mi ha portato al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino. Ci sono entrato senza pregiudizio alcuno… con l’idea di farmi più tardi un’idea. L’idea che mi sono fatta è questa: quel museo non è un museo. Cinque euro per “visitare” – come è scritto sulla Guida alla visita – un museo “unico al mondo”, un museo che “non è una raccolta di strumenti di punizione”, un museo che “non è un museo dell’orrore”. Cinque euro per sentirsi dire (dall’oltretomba) che il museo Lombroso “è un museo storico per comprendere l’atavismo criminale” e quindi per “formar(si) la propria opinione”. Non c’è nulla di più geniale che aver allestito un museo per prendere in giro quei visitatori che vogliono iniziare “un viaggio nel tempo” per domandarsi (si legge nella Guida): Chi è il criminale? Chi è il genio? Chi è il folle?rnIo, che non sono un genio né un folle e nemmeno un criminale, un’opinione me la son fatta: è vero, il museo Lombroso è “unico al mondo”. Unico perché è l’esatto contrario di ciò che non vuole apparire. Esso è – appunto – la “meta agognata” del suo fondatore: un museo dell’orrore, un cimitero a cielo aperto. Il Lombroso, che ha partecipato alla lotta contro il “brigantaggio” con solerzia e devozione, non poteva che fondare il “suo” museo per “dimostrare” all’Umanità che l’Uomo Delinquente non è altro che il “Brigante”, vale a dire l’Uomo Meridionale. La “fossetta” individuata nel cranio del brigante Villella sarebbe la prova di fatto che “delinquente si nasce”, non si diventa. E’ stato bravo il buon Lombroso, ombroso consigliere comunale socialista al servizio dei savoiardi per aver mentito, sapendo di mentire, sulla real Casa Savoia che, per non inimicarsi la nuova borghesia, ignorò la “questione meridionale” da cui esplose il così detto “brigantaggio”, vale a dire quel vasto e incontenibile movimento politico e sociale, nato e alimentato dalla miseria e dalla sfiducia nella giustizia… che ebbe come protagonisti migliaia di contadini meridionali. rnIeri come oggi, delinquente non si nasce, si può diventare… per la miseria, la fame, l’ingiustizia, l’indifferenza dei potenti e dei governi e degli odierni Lombroso. rnIo, che non sono un genio né un folle e nemmeno un criminale, ma solo un po’ “brigante” meridionale, mi rivolgo ai giusti e ai tanti “nuovi” socialisti che governano la Nuova Italia per urlare: chiudete ‘sto macello di museo e buonanotte a tutti. Ai tanti morti e ai pochi vivi che vivono nella Verità.»



 




 

La Città di Maruggio (TA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Maruggio (TA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/10/2013

Il Sindaco della Città di Maruggio (TA), Dott. Alberto Chimienti, comunica che con Delibera 180 del 11/10/2013 la Città di Maruggio ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.rn



 




 

La Città di Fossato Serralta (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Fossato Serralta (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 15/10/2013

Il Sindaco della Città di Fossato Serralta (CZ), Geom. Fratto Francesco Fiorino, comunica che con Delibera 45 del 3/10/2013 la Città di Fossato Serralta ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial.



 




 

La Città di Amato (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Amato (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 13/10/2013

Il Sindaco della Città di Amato (CZ), Sig. Giuseppe Masi, comunica che con Delibera 47 del 23/09/2013 la Città di Amato ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonialrn



 




 

La Città di Aquara è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Aquara è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 11/10/2013

Il Sindaco della Città di Aquara (SA), Dott. Pasquale Brenca, ci comunica personalmente che con Delibera 72 dell'11/10/2013 la Città di Aquara ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial



 




 

Il Comune di Falerna (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Falerna (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/10/2010

Il Sindaco di Falerna (CZ), Sig. Costanzo Giovanni, comunica con DELIBERA N.175 del 23/09/2013 l'adesione del Comune Di Falerna al Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” assumendo il ruolo di testimonial e l'impegno a contribuire, dare efficacia all'azione del Comitato nonchérnimpulso per la realizzazione dei propri scopi;



 




 

La Città di Acquappesa (CS), è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Acquappesa (CS), è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 01/10/2013

Il Sindaco della Città di Acquappesa, Sig. Giovanni Saverio Capua, ci comunica l'avvenuta Delibera n. 74 adottata il 26/09/2013 relativa all'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendo gli scopi del Comune di Motta S. Lucia e del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", legati alla difesa di irrinunciabili principi etici, religiosi, morali e giuridici e così di supportarne l'Iniziativa assumendone il ruolo di Testimonial.rn



 




 

Il Comune di Galbiate è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Galbiate è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/09/2013

Il Sindaco della Città di Galbiate (LC), Sig. Livio Bonacina, ci comunica l'adesione della Giunta Comunale alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso". In particolare per quanto riguarda le modifiche che si vorrebbero apportare al Museo Cesare Lombroso, recuperando i resti ivi collocati anche a difesa di irrinunciabili principi umani e sociali.



 




 

Il Dott. Gianfranco Nassisi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Dott. Gianfranco Nassisi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 24/09/2013

Gianfranco Nassisi, 63 anni nato a Foggia, medico ospedaliero e Dirigente Cardiologo di lungo corso presso l'Azienda Sanitaria di Foggia, coautore di numerose pubblicazioni,e relatore /docente in oltre 60 convegni scientifici nazionali ed internazionali, specialista di storia della medicina con particolare riguardo a quella dello Stato preuniatrio delle Due Sicilie (1754/1861), Presidente del Lions Club, del Club Unesco e dell'Associazione Culturale due Sicilie della Città Lucera, Commendatore di Grazia Magistrale dell'Ordine Militare del S.S. Salvatore e di S. Brigida di Svezia, Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano e medaglia di bronzo della Protezione Civile per i soccorsi portati alla popolazione di Casalnuovo Monterotaro durante il terremoto del 2002; è Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e ci dice: "Cesare Lombroso? Come medico era molto ignorante ed ha imbarazzato non poco la nostra categoria. Le sue ridicole teorie sono state sempre contestate dal mondo della medicina ed infatti morì allontanato da tutti i suoi colleghi già molto prima che si desse allo spiritismo. Nessun medico al mondo, tranne Cesare Lombroso, credo sia stato uno "spiritista", eppure hanno avuto il coraggio di intitolargli un museo, a Torino e nel 2009! La sua discriminazione sul Sud Italia, culminata con l'invenzione della "stimmate" della fossetta occipitale nei crani doligocefali, tra l'altro presente ovunque nel mondo, fu e resta una grave offesa all'Umanità. No, Cesare Lombroso non fu un vero medico. Basta vedere il diverso spessore scientifico di ciò che scrivevano i medici meridionali, per non scomodare quelli settentrionali altrettanto bravi, e suoi coevi... per buona parte figli di povera gente, come il ruvese Cotugno e il rosetano Lanza che erano figli di contadini o il monopolitano Palasciano, figlio di un impiegato comunale. No, Cesare Lombroso non merita intitolazioni museali né stradali, parola di medico."



 




 

L'Associazione

L'Associazione "Fuori Sede" è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 21/09/2013

Il presidente dell'Associazione Culturale e di Promozione Sociale Fuori Sede, Giovanni Obligato,ci comunica l'adesione al Comitato No Lombroso in qualità di Testimonial. L'Associazione Fuori Sede di Perugia è particolarmente impegnata nella coadiuzione degli studenti universitari provenienti da tutte le parti del mondo e conta oltre unicimila iscritti. http://www.fuorisedeperugia.it Il Comitato No Lombroso ringrazia l'Associazione Fuori Sede ed il presidente Giovanni Obligato per il prezioso sostegno



 




 

L'Associazione

L'Associazione "Terre di ACI" è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 21/09/2013

L’Associazione Terre di Aci con sede in Via Marchese di Casalotto n° 120 -Aci Sant’Antonio (CT). L'Associazione, senza fini di lucro, opera senza discriminazione di nazionalità. Si propone di promuovere e valorizzare il territorio delle Aci attraverso la sua promozione sociale, culturale, etica, morale, artistica, storica, etnica e sportiva, nel solco della sua secolare tradizione. Inoltre, nel considerare la trascendente dignità della persona e sostenendo processi volti alla maturazione di una coscienza critica e all’esercizio di responsabilità in una coerente testimonianza di vita cristiana, si propone inoltre di promuovere la legalità, la tutela dei diritti delle fasce deboli della popolazione, la conservazione e valorizzazione dei fondamenti cristiani del territorio, la valorizzazione della persona e della famiglia come nucleo fondamentale della società.rn Il Suo Presidente, Avv. Carmelo Sardella, nel sancire l'adesione dell'Associazione "Terre di Aci al Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso, in qualità di Testimonial, ci ha espresso il seguente pensiero: "Celebrare con un museo un criminale che ha legittimato con le sue teorie il genocidio delle popolazioni dell'ex Regno delle Due Sicilie (ora c.d. Meridionali) rende ancora più diviso un paese che chiamiamo Italia che non è stato mai unito veramente."rn Il Comitato No Lombroso ringrazia l'Associazione Terre di Aci ed il suo presidente Avv. Carmelo Sardella per il prezioso sostegno.



 




 

La Città di Badolato (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Badolato (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 11/09/2013

Il Sindaco della Città di Badolato (CZ), Giuseppe Nicola Parretta, ci ha comunicato personalmente l'avvenuta Delibera (del 10/09/2013) relativa all'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial. Ringraziamo di cuore Pasquale Rudi, membro del nostro Comitato, che ha curato la procedura istituzionale dell'Istanza nonchè Cesare Stranges per il suo instancabile lavoro di coordinamento territoriale in terra di Calabria. A breve sarà pubblicata la Delibera integrale su www.nolombroso.org



 




 

La Città di Borgia (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Borgia (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 08/09/2013

Il Sindaco della Città di Borgia, Ing. Francesco Fusto, ci comunica l'avvenuta Delibera n. 126 adottata il 05/09/2013 relativa all'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial.rn



 




 

La Città di Cosenza è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cosenza è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 04/09/2013

Per un disguido postale, comunichiamo con ritardo che Il Sindaco della Città di Cosenza, Arch. Mario Occhiuto, con personale lettera del 22 maggio 2013 ci informava dell'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial.rnrnrn



 




 

La Città di San Chirico Raparo (PZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di San Chirico Raparo (PZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 03/09/2013

Il Sindaco della Città di San Chirico Raparo (PZ), Dott. Claudio Borneo, ci ha comunicato personalmente l'avvenuta Delibera relativa all'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial.rnrnRingraziamo di cuore Nicola Manfredelli, membro del nostro Comitato, che ha curato la procedura istituzionale dell'Istanza. rnrnA breve sarà pubblicata la Delibera integrale su www.nolombroso.org



 




 

La Città di Marcellinara (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Marcellinara (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 02/09/2013

Il Sindaco della Città di Marcellinara, Sig. Giacomo Scerbo, ci comunica l'avvenuta Delibera n. 57 adottata il 08/08/2013 relativa 'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial.rn



 




 

La Città di Grosseto (GR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Grosseto (GR) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/08/2013

Il Sindaco, Dott. Emilio Bonifazi della Città di Grosseto ci comunica l'avvenuta Delibera n. 269 adottata il 16/07/2013 relativa 'adesione dell’Amministrazione comunale al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettvi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scirntifico "No Lombroso" e assumendone il ruolo di Testimonial.



 




 

La Città di Panettieri (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Panettieri (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/10/2013

Il Sindaco, Sig. Salvatore Parrotta della Città di Panettieri ci comunica con protocollo n. 35 dell'31/07/2013 l'adesione dell’Amministrazione comunale “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone l'attività e gli obiettvi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No LOmbroso", In modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta,o che la faranno, nonchè al paese di origine ai fini di una degna e cristiana sepoltura.



 




 

La Città di Binetto (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Binetto (BA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 08/08/2013

Il Sindaco Vito Siciliano della Città di Binetto ci comunica con protocollo n. 4033 dell'8/08/2013 :In qualità di sindaco del Comune di Binetto, sono a manifestare la volontà dell’Amministrazione comunale da me presieduta di aderire al “Comitato tecnico scientifico No Lombroso”, condividendone gli scopi statutari, ed in particolare di contribuire all’iniziativa di cui in oggetto.rnLa palese assurdità scientifica, con evidenti basi razziste, delle teorie del medico Lombroso, non merita di essere tramandata, neanche come falsa teoria, alle future generazioni. I valori che abbiamo il dovere di trasmettere, impiegando il tempo della nostra limitata esistenza, sono di tutt’altra e opposta natura. Augurandomi che gli scopi del Comitato possano presto realizzarsi, porgo i miei cordiali saluti.



 




 

La Città di Catanzaro è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Catanzaro è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/08/2013

Il Sindaco Dott. Sergio Abramo della Città di Catanzaro ci comunica a nome della Giunta Comunale la condivisione delle iniziative e degli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico “No Lombroso” al fine di ottenere i resti di Giuseppe Villella dal Museo “Cesare Lombroso” di Torino, affinché abbiano degna sepoltura presso Motta Santa Lucia, nonché la restituzione delle residue, numerose spoglie ancora esposte presso il sopraccitato Museo, anche al fine della tutela e del rispetto dei fondamentali diritti umani, nel rifiuto di qualsiasi atteggiamento discriminatorio, razzista ed offensivo nei riguardi della dignità dell’uomo;rnrnrn



 




 

La Città di Cerveteri (RM) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cerveteri (RM) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 02/08/2013

Il Sindaco Prof. Alessio Pascucci della Città di Cerveteri (RM) con lettera del 22/07/2013 e a nome dell'intera Amminstrazione Comunale, esprime sostegno al Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", in qualità di Testimonial, volendo contribuire a dare efficacia ed impulso all'azione ed alla realizzazione degli scopi da esso perseguiti, confermando anche la completa disponibilità a concedere spazi per eventuali attività convegnistiche che il nostro Comitato vorrà proporre.



 




 

La Città di Scanzano Ionico (MT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Scanzano Ionico (MT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 30/07/2013

Il Sindaco Arch. Salvatore Iacobellis della Città di Scanzano Ionico (MT) con deliberazione n.ro 43 del 17/07/2013, ha aderito al Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", in qualità di Testimonial, volendo contribuire a dare efficacia ed impulso all'azione ed alla realizzazione degli scopi da esso perseguiti.



 




 

La Città di Brancaleone (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Brancaleone (RC) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 22/07/2013

Il Sindaco Avv. Francesco Moio della Città di Brancaleone (RC) con deliberazione n.ro 4866 del 19/07/2013, accolglie l'invito di adesione al Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" esprimendo condivisione,all'attività e agli obiettivi legati alla difesa di irrinunciabili principi etici, religiosi, morali e giuridici.



 




 

La Città di Altavilla Milicia (PA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Altavilla Milicia (PA) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 19/07/2013

Il Sindaco Parisi Antonio e la Giunta di Altavilal Milicia comunicano con delibera 77, in Data 18/06/2013 LA CONDIVISIONE E SOSTEGNO DEL COMUNE DI ALTAVILLA MILICIA ALLE INIZIATIVE E AGLI SCOPI DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO " NO LOMBROSO" rnSegretario Verbalizzante Fragale Francesco,PARISI ANTONINO SINDACO, PETRANCOSTA GIUSEPPE VICE SINDACO, LO BOSCO VINCENZO ASSESSORE, ROMANO ALESSIA ASSESSORE, PINELLO ROSALIA ASSESSORE



 




 

...E Patria e Legge hanno diritti e non doveri e vogliono il sangue dei figli della miseria...

...E Patria e Legge hanno diritti e non doveri e vogliono il sangue dei figli della miseria...

Pubblicato il 15/07/2013

Il gruppo Ars di Taranto e il suo presidente Raffaele Sabino, nella veste di regista, sono attualmente impegnati nella realizzazione di un film ambientato negli anni 1860-1864 e che racconta la storia del «brigante» Angelo Catanese di Carosino. Nel considerare come l'attività di Ars e il suo impegno siano attualmente vicini ai motivi e ai presupposti storici e sociali che fanno da sfondo anche all'iniziativa intrapresa dal Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", l'associazione Ars ha deciso di aderire e divenire testimonial del Comitato, facendo propria un'amara riflessione di uno dei cosiddetti «briganti» protagonisti della pellicola oggi in fase di promozione e divulgazione: "...E Patria e Legge hanno diritti e non doveri e vogliono il sangue dei figli della miseria..."



 




 

La Città di Ferrazzano (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Ferrazzano (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/07/2013

Il Sindaco Prof. Vincenzo Fratianni e la Giunta della Città di Ferrazzano (CB) con deliberazione n.ro 62 del 01/07/2013 accolgono l'invito di adesione al Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" esprimendo condivisione, all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "Ne Lombroso" in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese di origine ai fini di una degna e cristiana sepoltura;



 




 

La Città di Montecilfone (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Montecilfone (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 11/07/2013

Il Sindaco Rag. Franco Pallotta e la Giunta della Città di Montecilfone (CB) con deliberazione n.ro 84 del 08/07/2013 accolgono l'invito di adesione al Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" esprimendo condivisione, all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "Ne Lombroso" in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese di origine ai fini di una degna e cristiana sepoltura;rn



 




 

La Città di Jacurso (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Jacurso (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 05/07/2013

Il Sindaco Arch. Gianfranco De Vito e la Giunta della Città di Jacurso (CZ) con deliberazione n.ro 32 del 01/07/2013 accolgono l'invito del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" rendendosi testimonial del Comitato tecnico-scientifico “No Lombroso” e formalizzando l’adesione, al fine di dare sostegno ad ogni e qualsiasi iniziativa che si prefigga il perseguimento degli scopi meglio descritti nella parte motivazioni del deliberato;rn



 




 

La Città di Tiriolo (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Tiriolo (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 05/07/2013

Il Sindaco Giuseppe Lucente e la Giunta della Città di Tiriolo (CZ) con deliberazione n.ro 88 del 25/06/2013 accolgono l'invito del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" rendendosi testimonial del Comitato tecnico-scientifico “No Lombroso” condividendone le teorie e gli scopi;



 




 

La Città di Feroleto Antico (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Feroleto Antico (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/06/2013

Il Sindaco Geom. Pietro Fazio e la Giunta della Città di Feroleto Antico (CZ) con deliberazione n.ro 52 del 20/06/2013 accolgono l'invito del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", condividendo e sostenendo le iniziative e gli scopi.



 




 

La Città di Girifalco (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Girifalco (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/06/2013

Il Sindaco dott. Mario Deonofrio e la Giunta della Città di Girifalco (CZ) con deliberazione n.ro 50 del 06/06/2013 hanno aderito algli scopi del Comitato Scientifico “No Lombroso”, all'attività e agli obiettivi che ne animano l'origine, in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese di origine ai fini di una degna e cristiana sepoltura; Di incaricare il Sindaco a partecipare il presente deliberato al succitato Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”.rn



 




 

La Città di Cicala (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cicala (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 22/06/2013

Il Sindaco Geom.Alessandro Falvo ci comunica che la Città di Cicala ha deliberato l'adesione agli scopi del Comitato No Lombroso.



 




 

La Città di Mirabello Sannitico (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Mirabello Sannitico (CB) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/06/2013

Il Sindaco dott. Luciano Di Biase e la Giunta della Città di Mirabello Sannitico (CB) con deliberazione n.ro 39 del 03/06/2013 hanno aderito algli scopi del Comitato Scientifico “no Lombroso” in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese di origine ai fini di una degna e cristiana sepoltura; Di incaricare il Sindaco a partecipare il presente deliberato al succitato Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”.



 




 

La Città di Gerocarne (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Gerocarne (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/06/2013

Il Sindaco Vitaliano Papillo e la Giunta della Città di Gerocarne (VV) con deliberazione n.ro 24 del 18/06/2013 hanno condiviso la difesa degli irrinunciabili principi etici, religiosi, morali giuridici, aderendo all'iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", accettando di asssumere il ruolo di "Testimonial" dello Stesso;rn



 




 

La Città di Aversa (CE) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Aversa (CE) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 18/06/2013

Il Sindaco Avv.Giuseppe Sagliocco e la Giunta della Città di Aversa (CE) con deliberazione n.ro 197 del 14/06/2013 hanno confermato di condividere gli scopi del Comune di Motta S. Lucia e del Comitato tecnico Scientifico" No Lombroso, e in particolare le azioni promosse dagli stessi al fine di ottenere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella, cittadino di Motta S. Lucia, dal Museo " Cesare Lombroso" di Torino, affinchè abbiano degna sepoltura nel proprio paese natale, nonché per la restituzione delle residue , numerosissime spoglie ancora esposte presso il citato museo in quanto rivolto alla tutela ed al rispetto dei diritti umani, nel rifiuto di qualsiasi atteggiamento di discriminazione, razzismo ed offesa alla dignità umana; Di assumere il ruolo di " testimoniai" del Comitato, contribuendo a dare efficacia all'azione di quest'ultimo e forte impulso alla realizzazione dei propri scopi;



 




 

La Città di Gizzeria (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Gizzeria (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 18/06/2013

Il Sindaco Ing. Pietro Raso e la Giunta della Città di Gizzeria (CZ) con deliberazione n.ro 62 del 13/06/2013 hanno dato adesione, esprimendo condivisione e sostegno all'iniziativa del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso".rn



 




 

La Città di Stefanaconi (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Stefanaconi (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 12/06/2013

Il Sindaco Dott. Salvatore Di Sì, il Vicesindaco e la Giunta della Città di Stefanaconi con deliberazione n.ro 34 del 10/06/2013 hanno dato adesione, esprimendo condivisione, all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese diorigine ai fini di una degna e cristiana sepoltura;rnDi incaricare il Sindaco a partecipare il presente deliberato al succitatornComitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" .



 




 

La Città di San Giuliano del Sannio (CB)) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di San Giuliano del Sannio (CB)) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 09/06/2013

Il Sindaco Dott. Angelo Codagnone, il Vicesindaco e la Giunta della Città di San Giuliano del Sannio(CB) rncon deliberazione n.ro 40 del 23/05/2013 hanno dato adesione, esprimendo condivisione, all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatto richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese dirnorigine ai fini di una degna e cristiana sepoltura;



 




 

La Città di Martirano Lombardo (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Martirano Lombardo (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/06/2013

Il Sindaco Dott. Eugenio Gallo, il Vicesindaco e la Giunta della Città di Martirano Lombardorncon delibera 38 del 3/06/2013, hanno assunto il ruolo di Testimonial del Comitato No Lombroso condividendo gli scopi del Comune di Motta S. Lucia e del Comitato Tecnico Scientifico “NornLombroso”, e in particolare le azioni promosse dagli stessi al fine di ottenere la restituzione dei restirndi Giuseppe Villella, cittadino di Motta S. Lucia, dal Museo “Cesare Lombroso” di Torino affinché abbiano degna sepoltura nel proprio paese natale, nonché per la restituzione delle residue, numerosissime, spoglie ancora esposte presso il citato museo in quanto rivolto alla tutela e alrnrispetto dei diritti umani, nel rifiuto di qualsiasi atteggiamento di discriminazione, razzismo ed offesarndella dignità dell’uomo;



 




 

La Città di Conflenti (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Conflenti (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/06/2013

Il Sindaco Dott. Giovanni Paola, il Vicesindaco e la Giunta della Città di Conflenti con delibera 37 del 13/05/2013, hanno assunto il ruolo di Testimonial del Comitato No Lombroso condividendo e sostenendo l'attività e gli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" ed in particolar modo l'iniziativa volta alla restituzione dei resti mortali del cittadino di Motta S. Lucia Giuseppe Villella...



 




 

La Città di Platania (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Platania (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/06/2013

Il Sindaco Michele Rizzo e la Giunta della Città di Platania con delibera 42 del 30/05/2013, hanno assunto il ruolo di Testimonial del Comitato No Lombroso condividendo gli scopi del Comune di Motta S. Lucia e del Comitato medesimo al fine di ottenere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella, cittadino di Motta S. Lucia, dal museo "Cesare Lombroso" di Torino affinchè abbiano degna sepoltura nel proprio paese natale, nonchè l arestituzione delle residue, numerosissime, spoglie ancora esposte presso il citato museo in quanto rivolto a tutela e al rispetto dei diritti umani, nel rifiuto di qualsiasi atteggiamento di discriminazione, razzismo ed offesa della dignità dell'uomo...



 




 

La Città di Craco (MT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Craco (MT) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 30/05/2013

Il Sindaco Dr. Giuseppe Lacicerchia e la La Giunta della Città di Craco (MT), rncon deliberazione n.ro 39 del 28 Maggio 2013,hanno Approvato: Condivisione ernsostegno all'iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso",rnaccettando di assumere il ruolo di Testimonial del Comitato.



 




 

La Città di San Basile (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di San Basile (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/05/2013

Il Sindaco Vincenzo Tamburi e la La Giunta della Città di San Basile, con deliberazione n.ro 45 del 30 Aprile 2013,hanno Approvato: Condivisione e sostegno all'iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e del Comune di Santa Lucia e di assumere il ruolo di Testimonial del Comitato, contribuendo a dare efficacia all'azione di quest'ultimo e forte impulso alla realizzazione dei propri scopi.



 




 

La Città di Cetraro (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Cetraro (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 08/05/2013

Il Sindaco Dott. Giuseppe Aieta e la La Giunta della Città di Cetraro, con deliberazione n.ro 54 del 8 Maggio 2013,hanno Approvato: Condivisione e sostegno alle iniziative del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" Considerato che la Città di Cetraro promuove, per Statuto, ogni iniziativa a difesa della dignitàdell'uomo e contro ogni forma di razzismo o discriminazione; Che la Giunta Comunale condivide gli obiettivi che animano l'origine e l'attività del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", in particolar modo l'iniziativa volta alla restituzione dei resti mortali, trattenuti presso il Museo Cesare Lombroso con sede in Torino, del cittadino calabrese di Motta Santa Lucia, Giuseppe Villella, il cui cranio è esposto con evidenza nel suddetto Museo "Lombroso" , additato quale prototipo del «delinquente per natura» a persistente danno della Calabria e dei suoi cittadini. Ritenuto di dover far proprie le istanze del prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci presso il Ministro dell 'Interno, anch'esse rivolte al raggiungi mento degli scopi del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso; delibera di manifestare sostegno agli scopi di cui sopra, legati alla difesa di irrinunciabili principi etici, religiosi, morali e giuridici, ritenendo di condividere l'adesione all'iniziativa in oggetto.



 




 

La Città di Filadelfia (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Filadelfia (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 04/05/2013

l Sindaco Sig. Maurizio De Nisi e la La Giunta della Città di Filadelfia, con deliberazione n.ro 23 del 4 Maggio 2013,hanno Approvato: 1. di condividere gli scopi del Comune di Motta S. Lucia e del Comitato TecnicornScientifico “No Lombroso”, e in particolare le azioni promosse dagli stessi al fine di ottenere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella, cittadino di Motta S. Lucia, dal Museo “Cesare Lombroso” di Torino affinché abbiano degna sepolturarnnel proprio paese natale, nonché per la restituzione delle residue, numerosissime, spoglie ancora esposte presso il citato museo in quanto rivolto alla tutela e al rispetto dei diritti umani, nel rifiuto di qualsiasi atteggiamento di discriminazione, razzismo ed offesa della dignità dell’uomo; 2. di dare atto che la presente deliberazione non comporta alcun onere di spesa perrnl’Ente Comune; 3. di dare al presente atto deliberativo, con separata votazione unanime, immediata esecutività ai sensi dell’articolo 134, comma 4, del TUEL, approvato con D. Lgs 267/2000 e successive modifiche ed integrazioni.



 




 

La Città di Francavilla Angitola (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Francavilla Angitola (VV) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 17/04/2013

Il Sindaco Avv. Antonella Bartucca e la La Giunta della Città di Francavilla Angitola, con deliberazione n.ro 21 dell'11 Aprile 2013,hanno approvato : Di aderire, esprimendo condivisione, all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Scientificorn" No Lombroso " in modo particolare alla restituzione dei resti trattenuti presso ii Museo di Antropologia Criminale " Cesare Lombroso " di Torino o presso qualsiasi altra simile istituzione museale ad eventuali discendenti che ne abbiano fatta richiesta, o che ne faranno richiesta, nonché al paese di origine ai fini di unarndegna e cristiana sepoltura;rnDi incaricare il Sindaco a partecipare il presente Deliberato al succitato Comitato Tecnico Scientifico " No Lombroso " ;rnDi dichiarare, ad unanimità di voti, il presente atto immediatamente esecutivo.



 




 

La Città di Acquaformosa (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Acquaformosa (CS) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 25/03/2013

La Giunta della Città di Acquaformosa, con deliberazione n.ro 6 del 18 Marzo 2013,ha approvato : Condivisione e sostegno alla iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e del Comune di Motta Santa Lucia. IL Sindaco Giovanni Manoccio e la Giunta.



 




 

La Città di Napoli è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Napoli è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/03/2013

Il Consiglio Comunale di Napoli, con deliberazione del 14 Marzo 2013,ha approvato all'Unanimità la mozione di Condivisione e sostegno alla iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso". Proponente il Presidente del Consiglio Domenico Palmieri, mozioni di Davide Lebro e Marco Esposito.



 




 

La Città di Lamezia terme (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Città di Lamezia terme (CZ) è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 28/02/2013

La Giunta della Città di Lamezia Terme, con deliberazione n.ro 78 del 22 Febbraio 2013,ha approvato : Condivisione e sostegno alla iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" e del Comune di Motta Santa Lucia. IL Sindaco Giovanni Speranza e la Giunta.



 




 

Lombroso e le sue teorie “innatiste” …tanto gradite ai ceti aristocratici di quel tempo…

Lombroso e le sue teorie “innatiste” …tanto gradite ai ceti aristocratici di quel tempo…

Pubblicato il 08/02/2013

Roberto Schena, 58 anni nato a MIlano, giornalista, prima collaboratore de il Giornale diretto da Indro Montanelli, poi redattore del quotidiano l'Indipendente, diretto da Vittorio Feltri. E' nel gruppo giornalistico del quotidiano la Padania, organo della Lega Nord, fin dalla fondazione nel 1997, per il quale esegue grandi inchieste, riguardanti anche il Sud. Come caporedattore è stato responsabiile di vari settori. Si dimette dal quodidiano nel marzo del 2012. E' autore di "Pio XII santo?", ed. Croce, inchiesta sulle compromissioni del mondo cattolico con l'Italia di Mussolini e la Germania di Hitler. Roberto Schena, Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: “ Ho visitato di recente, per la prima volta, il “Museo Cesare Lombroso” di Torino, illustrazione di un vero e proprio percorso infelice di un ramo della scienza che, sul finire del XIX secolo, scopre e studia la criminologia, le ragioni del delinquere in modo più o meno grave. L'epoca, assegna volentieri ad anarchici, omosessuali, emarginati, poveracci e vagabondi, il titolo di “delinquente”. Cesare Lombroso vi aggiungerà, di suo, “atavico”, o “nato”, ricevendo i complimenti vivissimi del mondo accademico, delle pubbliche autorità, dei ceti benestanti, i quali evidentemente s'aspettavano una simile legittimazione. Ho notato che le spiegazioni evitano di ragguagliare circa la provenienza delle decine di teschi numerati che “arredano” letteralmente le pareti della sala grande, almeno io non le ho viste. A quanto pare, sono tutti o di “briganti” o di soldati dell'esercito borbonico, non saprei dire se la numerazione corrisponde poi a un nome e a un cognome, se sia possibile ricostruire, grazie a quella, brandelli di vita appartenenti a quei poveri resti.L'esposizione di tanti teschi è una semplice riproduzione dell'ambiente di lavoro di Cesare Lombroso, ritenuto il fondatore per eccellenza (sicuramente in Italia) della criminologia. Di per sé non è di alcuna utilità scientifica, non spiega nulla. E' solo una curiosità. Ed è piuttosto macabra. Sembra infatti l'esposizione di teste appartenenti ai vinti in battaglia. Ricorda antiche, barbare usanze, tra l'altro non infrequenti durante le rappresaglie dell'esercito italiano, nella lotta al brigantaggio meridionale, subito dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia. Non c'è da stupirsi se tale esposizione suoni offensiva per la memoria di coloro che combatterono, a torto o a ragione, certo legittimamente, contro l'invasione voluta e finanziata dal Regno di Sardegna. C'è da domandarsi come mai tanti resti umani non siano collocati più idoneamente in un mausoleo ad hoc, in un apposito ossario nei pressi di Napoli o di Gaeta, dove fu combattuta l'ultima battaglia contro il Regno dei Borbone, soluzione adottata per esempio a Villafranca di Verona, in ricordo della battaglia di Custoza. Sicuramente, una soluzione di questo tipo aiuterebbe meglio a riflettere sulla storia del Paese.Nel museo Lombroso, solamente un teschio ha un nome, quello del brigante Giuseppe Villella. Staziona sulla scrivania appartenuta allo scienziato positivista, quasi fosse, al pari degli altri, un trofeo, anzi, il maggiore. Da quel povero resto mortale, Lombroso ha tratto la sua serie di conclusioni sbagliatissime sul "delinquente nato", tanto che l'esposizione torinese potrebbe essere definita, per ammissione degli stessi allestitori, "il museo degli errori", più ancora che degli orrori. E' pur vero che la scienza procede correggendosi in continuazione e che dai tempi del Lombroso d'acqua n'è passata sotto i ponti, per cui sembra proprio questa la ragione didattica autentica a tenere in piedi il museo: mostrare un percorso storico di sbagli. L'allestimento potrebbe essere considerato, nella migliore delle ipotesi, un'illustrazione, alla Karl Popper, di come la scienza indaghi la realtà compiendo goffi tentativi, salvo accorgersi degli errori.Sono in mostra oggetti di un certo interesse storico-criminologico, come i lavori realizzati da detenuti e malati mentali, le loro disperate iscrizioni, i graffiti testimoni di un universo penitenziario superato da tempo. Il segmento dedicato all'arte povera è particolarmente apprezzabile. Ma nel complesso se ne ricava la sensazione di un museo carente di pedagogia, forse è solo l'inizio, l'embrione di un museo criminologico come deve essere effettivamente pensato, considerando oltretutto che Lombroso è sì conosciuto agli accademici di tutto il mondo, ma non era certo l'unica indiscussa autorità in materia.Credo che se lo stato italiano avesse qualche euro da dedicare alla cultura, potrebbe concepire qualcosa di meglio. Purtroppo, le istituzioni vanno avanti con i mezzi che hanno a disposizione e quelli che vediamo sono i risultati. Come far capire che il Villella fu a suo modo un eroe ed è alquanto riduttivo trattarlo al pari di una cavia? Che quei soldati combatterono per un civilissimo stato, una civilissima casa regnante? Che molte delle teorie e degli atteggiamenti lombrosiani sono dovuti alla ricerca del consenso, degli onori, dei premi, del credito internazionale e nulla c'entrano con la ricerca seria? Gli stessi studiosi del Lombroso ammettono come lo scienziato occultasse le risultanze degli studi e degli esperimenti in contraddizione o non coerenti con le sue stupefacenti teorie.Villella morì in carcere a 70 anni molto acciaccato, malato di tisi, scorbuto e tifo. Immaginiamo le condizioni di detenzione dell'epoca. Lombroso, invece di perorare la grazia per un disgraziato simile, come avrebbe potuto e dovuto uno scienziato del suo pari, ritenuto a suo tempo un “luminare”, lo descrive «ipocrita, astuto, taciturno, cute scura, scarsa e grigia barba, folti i sopraccigli e i capelli ». Alla sua morte, gli fa l'autopsia ricavandone teoremi strampalati sulle origini fisiologiche della tendenza a delinquere. Anche le famose maschere di cera riproducenti il volto di detenuti, esposte nella sala dei teschi, Lombroso le aveva fatte passare per maschere di "grandi criminali", in realtà sono ritratti di poveracci morti in carcere quasi tutti giovanissimi, fra i 20 e i 30 anni, non si sa per quale motivo. Certo l'assistenza al carcerato non doveva essere delle migliori a quei tempi. Invece di denunciare e ottenere migliori condizioni di vita per il detenuto, i luminari del tempo si limitavano a ricavarne l'impronta del viso per scoprire eventuali conferme alle teorie “innatiste” tanto gradite ai ceti aristocratici di quel tempo, i quali vi scorgevano la conferma della loro attitudine alla supremazia sociale.



 




 

La Provincia di Catanzaro è Testimonial del Comitato No Lombroso

La Provincia di Catanzaro è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 03/02/2013

La Giunta dell'Amministrazione Provinciale di Catanzaro,con deliberazione n.ro 20 dell'11 Gen.2013,rnha approvato: Condivisione e sostegno alla iniziativa e agli scopi del Comitato Tecnico Scientificorn"No Lombroso" e del Comune di Motta Santa Lucia. IL presidente Wanda Ferro,il Vicepresidente Maurizio Vento e gli Assessori, Michelangelo Ciurleo,rnRoberto Costanzo, Salvatore Garito, Alessandro Isabella, Giacomo Matacera, Nicolantonio Montepaone,rnSergio Polisicchio.



 




 

Cesare Lombroso?... Il luminare del nulla!

Cesare Lombroso?... Il luminare del nulla!

Pubblicato il 30/01/2013

Domenico (Mimmo) Gangemi, nato a S. Cristina d'Aspromonte (RC) il 19.10.1950 , ingegnere, è autore di numerosi romanzi di grande successo tra cui: Il passo del cordaio (Il sole 24 ore, 2002), Il giudice meschino (Einaudi, 2009), La signora di Ellis Island (Einaudi 2011), Il patto del giudice (Garzanti 2013). Gangemi collabora con La Stampa in - commenti alla cronaca e pagina della cultura e con testate locali, ha una rubrica in Calabria on web, sito ufficiale del Consiglio regionale, Membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci dice: Meritano sepoltura Villella e i macabri reperti esposti nel museo degli orrori di Lombroso. Merita sepoltura lo stesso museo, per l’inconsistenza dottrinale. E merita oblio il medico folle che ha impresso sui meridionali il marchio a fuoco di un discredito e di un razzismo basati su niente. Bisogna cancellarne la memoria, anche eliminando le strade a lui intitolate, persino nel Sud Italia. Lo immagino anima irrequieta e incacchiato di brutto, il povero Villella, con il cranio sezionato e scoperchiato nella calotta, smontato e rimontato, portato in giro per conferenze, se è vero che in certe notti di calma i suoi sbuffi infastiditi diventano raffiche di un vento improvviso e violento, simile a quello innaturale che si solleva dopo un terremoto dalle viscere della terra, e il suo spirito si aggira soffio caldo e tempestoso per le vie del paese e riesce a scuotere la campana grande della chiesa di S. Lucia finché il batacchio scandisce lento e lugubre il suono del mortorio mancato al suo trapasso. Terribile la sua rabbia specialmente la notte del 16 agosto e fu all’alba del giorno seguente, nel 1864, che Lombroso, nel laboratorio di Pavia, ne decapitò il corpo. Un vecchio decrepito, raggrinzito più dei pomodori seccati al sole e con lo sguardo non più del mondo, mi sussurra dentro un fiato, con un alito di voce, che a memoria sua, del padre e del nonno, mai Villella ha mancato quell’appuntamento: nel borgo si avverte un battito d’ali, insistito, potente, e niente che lo generi; è il tentativo del brigante, imprigionato alla terra ma proteso al Cielo, di librarsi in volo, anima finalmente libera; non ci riuscirà finché, come la crozza, il teschio, della canzone siciliana, dovrà lamentare “muria senz’un toccu di campani”, finché non lo accoglierà una terra consacrata. Poi, brigante… Sembra che non lo sia stato. Né nella accezione di tagliagole dedito al delitto. Né come resistente agli invasori – che furono i più, sebbene la storia, sempre coniata dai vincitori, continui scientemente a ignorarlo – in una guerriglia per fedeltà alla patria perduta, spesso sotto gli ordini di ufficiali del disciolto esercito borbonico. A me piace però immaginarlo un brigante sanguigno che ha piantato con soddisfazione rabbiosa il coltellaccio nella gola a carnefici in divisa comandati dal generale Cialdini – scampati alla giustizia terrena ma che avranno già passato primo, secondo grado e Cassazione di quella divina e saranno con la pala a rivoltare e attizzare la brace per l’eternità in un infimo girone dell’inferno, per aver sterminato migliaia di innocenti e distrutto interi paesi solo indiziati di dare asilo e protezione alle bande combattenti. Ci ha pensato la scienza oltraggiata, che sa anche essere burlona, a perpetrare la vendetta di Villella su Lombroso, quando, morto il luminare del nulla, gli allievi riservarono a lui lo stesso trattamento subito da tanti Villella e allibirono appena dalla conformazione cranica si dice sia emerso che possedeva la fossetta occipitale mediana del delinquente per nascita e che era affetto da cretinismo perpetuo. Leggenda vuole che, in quel mattino d’ottobre del 1909, risuonò una sghignazzata, alta, beffarda e con un’eco interminabile. Sovrastò ogni rumore terreno, frantumando l’aria quieta e sonnecchiante del laboratorio. Di chi poté essere, se non di Villella?



 




 

No, decisamente no al Museo degli orrori e degli errori

No, decisamente no al Museo degli orrori e degli errori

Pubblicato il 25/01/2013

MDL (Memory, Diffusion, Language) è un’associazione di liberi professionisti napoletani, nata a Napoli circa tre anni fa, la cui missione è quella di promuovere la conoscenza e la valorizzazione di aspetti anche poco noti della cultura napoletana. Senza scopo di lucro, essa persegue esclusivamente finalità di conoscenza, diffusione, valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio e del paesaggio di Napoli, inteso anche in relazione a quello nazionale, europeo ed extraeuropeo. L'Associazione è oggi impegnata in un progetto di rilievo e catalogazione delle edicole religiose che a Napoli sono numerosissime e diversissime tra loro, per materiali, fogge e colori, rappresentando, nella loro poliedricità, un patrimonio artistico di valore internazionale, a torto ritenuto "minore", di cui si vuol diffondere la conoscenza in sinergia con altre associazioni sensibili al tema. MDL è contraria all’apertura del Museo dedicato a Cesare Lombroso, a Torino, coerentemente con la propria missione di ricerca culturale di alto valore etico. Pertanto ha deciso di aderire al Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso e diventarne testimonial. Il suo presidente, Prof. Arch. Lorenza Lanzetta, ne espone le motivazioni come segue: 1)- il Museo è concepito in modo da esaltare la figura di Cesare Lombroso e non sottolinea i risvolti razzisti che le sue teorie hanno avuto nel tempo. 2)- non fornisce un quadro completo dell’opera di Lombroso che studiò pure il ‘cretinismo’ a quei tempi largamente diffuso in Lombardia. Si trattava di una grave patologia dovuta all’alimentazione carente di iodio, caratterizzata da ritardo mentale e scarso sviluppo psichico. Ovviamente, di questo nel percorso espositivo del Museo non c’è traccia. Del ‘delinquente meridionale’ sì. 3)- la sua riapertura ha richiesto l’impiego di risorse pubbliche ingenti, diversamente e più utilmente utilizzabili per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale che troppo spesso cade in rovina per cronica mancanza di fondi. 4)- le teorie lombrosiane hanno favorito lo sviluppo del senso di minorità nelle popolazioni meridionali, ad oggi ancora non consapevoli del valore del patrimonio artistico-storico-culturale e delle risorse in senso lato presenti sui loro territori.No, decisamente di quel Museo degli orrori e degli errori non sentivamo l’esigenza! MDL preferisce e promuove tradizione e tutto ciò che è di sostegno alla vita.



 




 

Il Comune di Bianchi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Bianchi è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 20/01/2013

Il Sindaco di Bianchi Francesco Prof. Villella e l'Assessore alla Cultura Pasquale Prof. Taverna ci comunicano la delibera di Giunta della Città di Bianchi di adesione agli scopi del comitato NoLombroso,-Condivisione e sostegno del Comune di Bianchi (Cs) alle iniziative ed agli scopi del Comitato Scientifico "No Lombroso"-(vedi testo delibera nella sezione press)rnrnrn



 




 

Torino non merita gli orrori del Museo Lombroso

Torino non merita gli orrori del Museo Lombroso

Pubblicato il 16/01/2013

Domenico Mangone (Cariati 08/09/1963), avvocato, già Assessore Personale,Organizzazionee Polizia municipale Comune Torino (TO) e attualmente consigliere di maggioranza è Membro Testimonial del Comitato No Lombroso. Domenico Mangone ha protocollato e sostenuto la seguente mozione del Comitato No Lombroso che il giorno 14(01/2013 è stata approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale Torinese. Il dispositivo finale prevede l’impegno da parte dell’Amminstrazione Comunale di Torino a promuovere ogni utile azione per la restituzione dei resti di Giuseppe Villella esposti presso il museo Cesare Lombroso di Torino. MOZIONE SULLA NECESSITA' DELLA LEGITTIMA, ETICA E CRISTIANA SEPOLTURA DELLE SPOGLIE TRATTENUTE NEL MUSEO "LOMBROSO" DI TORINO - IL CONSIGLIO COMUNALE DI TORINOrnpremesso che: - in data 27 novembre 2009, in via Pietro Giuria, n.15, presso il polo museale facente capo alla Università degli Studi di Torino, è avvenuta la riapertura del Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso"; - il Museo trae origine dalla collezione privata che Cesare Lombroso allestì procedendo, per anni, a scorticare cadaveri, mozzare e sezionare teste, effettuare i più orripilanti interventi su individui ritenuti criminali, malati di mente, omosessuali e prostitute unicamente per le misure di parti del cranio e del corpo;rnil Museo contiene una raccolta di ben 904 crani, oltre a scheletri, cervelli e macabri oggetti tra cui maschere in cera, calchi in gesso, foto di volti di individui, anche di fanciulli, con precise etichette di condotte sociali devianti, riportanti scrupolosamente anche il luogo di nascita del soggetto esposto;- tenuto conto chernl'attività e la produzione bibliografica di Cesare Lombroso (all'anagrafe Marco Ezechia Lombroso – Verona 6 novembre 1835-Torino 19 ottobre 1909) è interamente permeata dall'idea di razzismo scientifico, di cui il medico veronese è stato capostipite, con teorie che accostano le caratteristiche fisiche degli individui ai difetti mentali e ai comportamenti criminali e che hanno costituito la piattaforma ideologica del razzismo di matrice nazista;- le teorie aberranti del Lombroso e dei suoi seguaci, nel periodo post-unitario, contribuirono a pregiudicare la matrice unitaria e la coesione nazionale, ossia un equilibrato sviluppo del Paese, applicando malevolmente all'interno della nazione i teoremi sulle presunte inferiorità razziali; constatato chernesistono da secoli irrinunciabili valori umani, morali e religiosi, patrimonio acquisito della nostra civiltà, a difesa della dignità dei defunti, nonché disposizioni e principi di diritto, accolti dall'intera comunità internazionale, che tutelano la dignità dell'uomo e il rispetto dovuto ai suoi resti mortali;- la finalità dichiarata della riapertura del Museo, con l'esposizione conseguenziale di resti umani, potrebbe risultare non conforme tanto agli uni valori quanto agli altri principi;- preso atto che un crescente movimento d'opinione testimoniato da intere cittadinanze e svariati rappresentanti del mondo della cultura, condensato nel Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”, ritiene doveroso eticamente, cristianamente e da consolidata civiltà giuridica procedere alla sepoltura dei resti tuttora trattenuti, senza alcuno scopo scientifico, nel Museo “Cesare Lombroso”, oltre a provvedere a studiare tutte le più utili modificazioni nominali e sostanziali che possano consentire alla stessa istituzione una accettabile attività;rnconsiderato che quanto fin qui esposto implica, per tutte le forze sociali e politiche, la ineludibile necessità di agire con la massima consapevolezza e responsabilità, al fine di restituire la giusta tutela alla pietas verso i defunti, nonché dignità a resti mortali che per il nostro patrimonio etico, culturale e giuridico sono sacri e inviolabili in quanto ovunque si nasca e si cresca si rimane sempre parte della famiglia umana;- IL CONSIGLIO COMUNALE impegna il Sindaco e l'Amministrazione Comunale a promuovere ogni iniziativa che rientri nelle proprie competenze, affinché si giunga alla restituzione delle spoglie trattenute nel Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino ai discendenti o Amministrazioni Comunali di origine che ne avessero fatto richiesta, ovvero, per i resti incogniti, che nessuno può reclamare, accogliere la disponibilità manifestata da don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità di Napoli, affinché tali resti vengano inumati nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, altresì luogo di asilo dei perduti per eccellenza.rn



 




 

L'ignoranza non può avere un museo! Eugenio Bennato

L'ignoranza non può avere un museo! Eugenio Bennato

Pubblicato il 18/11/2012

Eugenio Bennato non è solo un cantautore tra i più conosciuti ed amati dal pubblico, egli è soprattutto un emblema della sintesi musicale mediterranea che, partendo dall’epicentro partenopeo, egli fa pulsare ed allargare fino a coprire tutta l’Europa ed oltre. La sua musica è sicuramente influenzata dalla passione per la fisica, disciplina in cui si laurea giovanissimo presso la Federico II di Napoli. Lo si comprende proprio seguendo il suo progredire musicale fatto di costante ricerca di assonanze e ritmi, patrimonio di tutti i popoli mediterranei, e che egli via via perfeziona ed amalgama, con precisione matematica. La sua storia artistica è un crescendo continuo di successi, a partire dal suo brillante esordio con La Nuova Compagnia di Canto Popolare (1969), di Musicanova (1976),dalla composizione della Colonna Sonora l’Eredità della Priora di Carlo Alianello e La Stanza dello Scirocco, fino a i successi commerciali di Sole Sole e le Città del Mare ( con il fratello Edoardo). Nel 1998, fonda il movimento Taranta Power, spingendo così la sua sperimentazione musicale verso orizzonti prima impensabili e coinvolgendo con grande successo tutta l’Europa dell’est fino a Tallin, ad Ovest USA, Canada ed Argentina e a Sud il Nord Africa. Sempre ed ovunque il “leit motiv” del suo progetto restava e resta quello di far conoscere i balli Popolari del Sud Italia, la sua storia, i suoi dolori, le sue gioie e le sue speranze. Con Eugenio Bennato i Briganti del Sud tornano a nuova vita, non eroi ma semplici uomini e donne che con la loro testimonianza hanno permesso, nella buona e cattiva sorte, di mantenere alta la Dignità delle genti del Sud Italia…un amore, quello di Eugenio per la sua terra, che lo travolge quotidianamente e che egli offre a tutti noi con la semplicità di un fanciullo. Eugenio Bennato, membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: “Alla chiusura dell'orrido museo Lombroso dovrebbero essere più interessati i miei amici intellettuali e artisti del Nord, i musicisti della musica occitana, i discepoli della poesia di Fabrizio De André, i giovani che scendono al sud nelle feste popolari e vivono la musica come abbattimento dei pregiudizi e delle frontiere. L'ignoranza non può avere un museo, loro lo sanno, e saranno loro a intervenire. Quando questo avverrà, sarà una grande festa per la civiltà e per l'unità di tutti gli italiani.” Eugenio Bennato



 




 

Rendere “sacro” il lavoro del Lombroso attraverso qualsiasi progetto stabile di memoria è a mio parere l’atto più criminale che possa essere inflitto all’umanità...

Rendere “sacro” il lavoro del Lombroso attraverso qualsiasi progetto stabile di memoria è a mio parere l’atto più criminale che possa essere inflitto all’umanità...

Pubblicato il 05/11/2012

Emilia Urso Anfuso, giornalista indipendente, si occupa di Politica e inchieste. Ha fondato – nel 2006 – la testata indipendente di Politica, Inchieste, Cronaca e Cultura www.gliscomunicati.it di cui è Direttore. Collabora con altre testate. Ideatrice e Presidente – dal 2009 – del Movimento Nazionale apartitico “NoiNazione” www.noinazione.it a sostegno dei diritti civili. Attivista politica indipendente: sue molte campagne nazionali contro la pedofilia, la violenza contro le donne, i diritti civili. Ha pubblicato nel 2009 la trilogia “Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità” Una ampia raccolta di articoli pubblicati su varie testate che affrontano diversi temi socio politici. Emilia Urso Anfuso, Testimonial del Comitato No LOmbroso ci dice: “E’ difficile collocare “Cesare” Lombroso – il cui vero nome era Marco Ezechia, nome che decise di cambiare in età adulta ‐ totalmente nel settore dei “non giusti” e questo “grazie” al fatto che ancora oggi sono molte le persone che, accademica mente, prendono a modello le metodiche pseudoscientifiche anche se a livello puramente teorico. Il Lombroso divide, in ogni caso. Divide gli animi e le convinzioni. Se è pur vero che a lui dobbiamo l’approccio inziale della moderna criminologia, non è possibile dimenticare come le sue “convinzioni scientifiche” abbiano mietuto vittime persino a volte del tutto innocenti. Il cosiddetto “criminale per nascita” del Lombroso è un tema ancor oggi dibattuto in alcuni ambienti accademici e ci si augura che non sia mai più applicato come metodica discriminatoria, pena l’attuazione del più alto livello di vessazione e negazione dei diritti umani. Rendere “sacro” il lavoro del Lombroso attraverso qualsiasi progetto stabile di memoria – vedi il Museo “Lombroso” dell’Università di Torino – è a mio parere l’atto più criminale che possa essere inflitto all’umanità, in considerazione anche del fatto che appare come una possibile minaccia di future riprese in considerazione delle metodiche di “selezione della specie” attraverso lo studio morfologico. Aberrante a dir poco. Peccato poi, che poco si evidenzi come, alla mor e del Lombroso l’esame autoptico compiuto sui suoi resti, evidenziò – attraverso l’analisi del suo stesso cranio – come egli fosse affetto da…Cretinismo. A conferma del fatto che, l’aguzzino era egli stesso non del tutto capace di intendere e di volere se non addirittura affetto da una forma di ritardo mentale…



 




 

Il Comune di Bari  è Testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Bari è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/10/2012

Il Sindaco di Bari Emiliano dott. Michele ci comunica la delibera di Giunta della Città di Bari di adesione agli scopi del comitato No Lombroso il giorno 26/10/2012.rnrnC O M UN E D I BARI, DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE, SEDUTA DEL 26 OTTOBRE 2012, DELIBERA N.603, O G G E T T O, ADESIONE ALLE INIZIATIVE DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO NO LOMBROSO"rn(vedi testo delibera nella sezione press)



 




 

Mario Occhiuto, Sindaco della Città di Cosenza, è Testimonial del Comitato No Lombroso

Mario Occhiuto, Sindaco della Città di Cosenza, è Testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 03/08/2012

Mario Occhiuto, attuale Sindaco di Cosenza, Nasce nel 1964 e si laurea in architettura a Firenze.Brillante la sua carriera professionale che lo porta in breve alle massime espressioni dal progetto architettonico ed urbano al progetto ambientale e paesaggistico, fino all’arredamento ed al design puro. Partecipa al dibattito contemporaneo attraverso convegni, mostre e pubblicazioni di rilievo nazionale e internazionale sui diversi temi della architettura, con particolare interesse verso la sostenibilità, lo sviluppo urbano, la valorizzazione del paesaggio e la tutela dei beni culturali.E‘ stato curatore delle mostre: “Visioni Italiane. Architettura e design verso un ambiente sostenibile", Pechino 2006, "Sustainable Cities in Italian Style"e "Il Giardino all'italiana. Architettura di emozioni", entrambe presso l’Expo Universale di Shanghai 2010,"La Protezione dell'Ambiente in Cina", Roma 2010.Ha inoltre al suo attivo diverse pubblicazioni quali: Verso la città sostenibile. L'Esperienza cinese di Huai Rou, Electa 2007 (con F. Butera); La città accessibile, Alinea Ed., Firenze 1991 (con B. Lentini).È stato componente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Ambientali presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e membro del Comitato Tecnico Scientifico per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero dei Beni e le Attività Culturali.rnMembro dell'Unità Tecnica Operativa per i Balcani, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la ricostruzione dei paesi dell'area balcanica. E‘ Professore incaricato nella Facoltà di Ingegneria presso l'Università della Calabria e p residente dell'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Cosenza.E' menzionato nel Winning Italy 2010. Ha ricevuto il Premio Nazionale Laurentius 2010, il Premio “Calabresi nel mondo del lavoro 2010”, il China Trader Award 2008. Mario Occhiuto é membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso in qualità di cittadino del mondo, calabrese, e Sindaco di Cosenza, per sostenere una battaglia a difesa della dignità dei popoli del Mezzogiorno, in particolare della gente calabrese e del Sud Italia, vittime delle teorie razziste e degli accanimenti etnici di cui si rese artefice Cesare Lombroso.



 




 

Il Comune di Aprigliano (CS) è testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Aprigliano (CS) è testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 12/06/2012

L'Amministrazione Comunale di Aprigliano (CS) comunica di aver deliberato in Consiglio Comunale all'unanimità l'adesione agli scopi del comitato No Lombroso il giorno 12/06/2012.



 




 

Il Comune di Sonnino (LT) testimonial del Comitato No Lombroso

Il Comune di Sonnino (LT) testimonial del Comitato No Lombroso

Pubblicato il 30/06/2012

Il prof. Gino Cesare Gasbarrone ci comunica che il Comune di Sonnino (LT) è Testimonial del nostro Comitato per effetto della delibera del 20 dicembre 2010, quando egli era Sindaco della Città: Vista la nota del Comitato „No Lombroso“ a noi pervenuta il 1/12/2010 prot. 11516 nella quale si sensibilizzavano le Amministrazioni interessate ad intervenire al fine di rispettare la dignità dell’essere umano;rnRitenuto che è condivisibile il principio per il rispetto in particolare verso chi non ha avuto una degna sepoltura dopo la sua morte;rnConsiderato che è doveroso riportare le spoglie o ciò che resta del nostro concittadino, vissuto nell‘800 e conosciut come brigante Gasparone, che sono state nei tempi passati oggetto di studi scientifici e attualmente risultano far parte di un museo di Torino;rnEvidenziata la volontà dell‘Amministrazione di recuperare le residue spoglie trattenute a Torino del Sonninese Gasbarrone Antonio meglio noto all’epoca come Capobanda nello Stato Pontificio;rnVisto l’esito della votazione palese espressa per alzata di mano con il seguente risultato:rnrnPresenti n.13rnVotanti n.13rnAstenuti nessunornVoti favorevoli n.13rnVoti contrari nessunornrnDeliberarnrn1) Di dare mandato al Sindaco perchè metta in atto tutte le iniziative necessarie per riportare a Sonnino i resti di „Gasparone“ e qualunque altro oggetto che gli appartenga.



 




 

Il Comune di Botricello aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Botricello aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 21/06/2012

L'Amministrazione Comunale di Botricello, attraverso il Gruppo Consiliare di maggioranza "Botricello nel cuore", comunica di aver deliberato in Giunta Comunale l'adesione agli scopi del comitato No Lombroso il giorno 19/06/2012, punto 6 del documento.



 




 

Il Comune di Sellia Marina aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Sellia Marina aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/06/2012

Il Sindaco Giuseppe Amelio comunica che in data 8 giugno 2012 è stata deliberata l'adesione del Comune di Sellia Marina (CZ) agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso.rn



 




 

Il Comune di Rogeno aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Rogeno aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/06/2012

Il Sindaco Antonio Martone comunica con delibera n.46 del 23/05/2012 l'adesione del Comune di Rogeno (LC) agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso".



 




 

Il Comune di Torre Ruggiero (CZ) aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Torre Ruggiero (CZ) aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 13/06/2012

Il Sindaco Giuseppe Pitaro ci comunica che il Comune di Torre Ruggiero ha aderito al Comitato No Lombroso (8 giugno 2012).



 




 

Il Comune di Abbadia Lariana aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Abbadia Lariana aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 12/06/2012

Il Sindaco Sig.ra Cristina Bartesaghi comunica con atto prot. n.4541 del 12/06/2012 l'adesione del Comune di Abbadia Lariana (LC) agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso".



 




 

Il Comune di San Giovanni in Fiore (CS) aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di San Giovanni in Fiore (CS) aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 12/06/2012

Il Comune di San Giovanni in Fiore ha aderito al Comitato No Lombroso con voto unanime il giorno 11 giugno 2012. rn



 




 

No alla barbarie del Museo Lombroso!

No alla barbarie del Museo Lombroso!

Pubblicato il 08/06/2012

L’Altra Napoli è un’Associazione Onlus, fondata nell’ottobre del 2005 da un gruppo di napoletani che vivono altrove ma che si sentono “napoletani dentro”, decisi ad impegnarsi in prima persona nel rilancio della città perché convinti che sia possibile aiutare Napoli a ritrovare la sua dignità. Attualmente l’associazione conta circa 1000 soci, rappresentativi di ogni classe sociale, manager, professionisti, imprenditori, e semplici cittadini, tutti con un unico grande sentimento, la voglia di riscatto per la propria città. L’Associazione ha tre obiettivi: Ideare e sviluppare in prima persona progetti di riqualificazione urbanistica e di aggregazione sociale in una delle aree maggiormente degradate di Napoli – il Rione Sanità - con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti, avviando nuove opportunità di sviluppo e di occupazione;Stimolare l’impegno civile di un numero crescente di cittadini, scuotendo le loro coscienze e alimentando con ricerche e convegni il dibattito sui principali temi per lo sviluppo della città (legalità, riqualificazione urbanistica, la “risorsa mare”, ecc.); Sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale sull’importanza della questione-Napoli, e sollecitare le istituzioni locali e nazionali affinché adottino misure specifiche per il ripristino delle normali condizioni di legalità e per il rilancio economico e sociale della città. L’Altra Napoli Onlus (www.altranapoli.it) è impegnata dal 2006 in un grande progetto di riqualificazione urbanistica, artistica e sociale del Rione Sanità, considerato una vera e propria periferia all’interno del centro storico di Napoli. L’Associazione L’Altra Napoli ONLUS, membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci comunica: Riteniamo che la sepoltura dei resti mortali, inutilmente esposti al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”, sia un atto dovuto che segna il confine tra la civiltà e la barbarie. La morte rende tutti uguali e liberi, come il grande Totò insegna… Chiediamo quindi di restituire finalmente pace a chi, dopo secoli, attende ancora di veder riconosciuto l’estremo diritto alla sepoltura. Il nostro appello mira a che le spoglie martoriate vengano restituite ai propri cari affinché possano provvedere alla loro degna collocazione, mentre per i resti “incogniti”, privi di reclamo, sosteniamo la proposta avanzata dal parroco del Rione Sanità padre Antonio Loffredo: inumarli nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, asilo dei perduti per eccellenza.



 




 

Il Comune di Crucoli aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Crucoli aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 04/06/2012

Il Sindaco Sicilia Antonio ed il Vicesindaco Domenico Vulcano comunicano che Il Comune di Crucoli(KR) ha aderito al Comitato No Lombroso con delibera n. 30 del 22 maggio 2012.



 




 

Il museo Lombroso offende la memoria...

Il museo Lombroso offende la memoria...

Pubblicato il 15/05/2012

Il Comitato di Promozione Culturale Calabrese, Calabresi di Parma, aderisce alla richiesta del Comitato “No lombroso”, ne condivide, la motivazione e le finalità e chiede che venga posto fine a questo scempio iniziatore delle teorie razziste e fasciste che tanto danno hanno arrecato al nostro paese. Il museo va chiuso, le spoglie restituite ai comuni di appartenenza i quali provvederanno a degna sepoltura. Offende altresì la memoria storica dei tanti calabresi che hanno combattuto nel risorgimento, nelle guerre mondiali e nella guerra di resistenza.Proprio in Piemonte operò uno dei primi raggruppamenti partigiani di origine calabrese, denominato in seguito “Italo Rossi” e che fu la prima brigata che entrò nella Torino liberata in onore della famiglia Francesco, Italo, Bruno e il padre Oreste Rossi. Oreste Rossi cadde fucilato da un plotone d’esecuzione a Castagneto Po a Torino (medaglia d’argento al valore militare). Italo fu insignito della medaglia d’oro al valore militare alla memoria. In suo onore fu soprannominata una divisione della I brigata Matteotti, la “Italo Rossi”.rnrnIl Coordinatore dell'Associazione ; Dott. Raffaele D'Angelo



 




 

La regione Calabria aderisce al Comitato No Lombroso

La regione Calabria aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 10/05/2012

rp- A42- N. 278 –nonl Reggio Calabria, 10.05.2012 +++ -uscr Su mozione dell'on. Giuseppe Giordano:rnIl Consiglio regionale della Calabria, a conclusione della seduta odierna, ha approvato, tra l’altro, una mozione con cui “impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere ogni iniziativa che rientri nelle loro competenze, anche accogliendo e sostenendo moralmente il Comitato No Lombroso, affinché si giunga alla restituzione delle spoglie trattenute nel Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino ai discendenti o Amministrazioni comunali di origine che ne avessero fatto richiesta, ovvero, per i resti incogniti, che nessuno può reclamare, accogliere la disponibilità manifestata da don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità di Napoli, affinché tali resti vengano inumati nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, altresì luogo di asilo dei perduti per eccellenza”. La mozione, in particolare, sottolinea che “la Giunta Comunale di Motta Santa Lucia (Cz) ha adottato da tempo un deliberato con cui si dà mandato al sindaco, avv. Amedeo Colacino, di fare quanto nelle sue prerogative istituzionali per ottenere la restituzione delle spoglie del brigante Giuseppe Villella (nel cranio del quale Cesare Lombroso asseriva di avere individuato la famigerata fossetta occipitale mediana), tuttora “ignobilmente esposte nel Museo Cesare Lombroso di Torino”. Inoltre, si segnala che “per la restituzione delle spoglie dello stesso Giuseppe Villella si è attivato Sua Eccellenza Antonio Reppucci, Prefetto di Catanzaro, che ha posto la questione all'attenzione del Ministero dell'Interno”. La mozione, pienamente condivisa dal presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico (che l’ha siglata) e dall’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha definito l’iniziativa “non nostalgica, né conservatrice” ed il caso Villella “l’archetipo della presunta minorità del Mezzogiorno” è stata siglata dai consiglieri regionali Giuseppe Giordano (Gruppo IDV); Alfonso Dattolo (capogruppo UDC); Emilio De Masi (capogruppo IDV); Gianpaolo Chiappetta (capogruppo PDL) Francesco Talarico (Presidente Consiglio regionale); Domenico Talarico (Gruppo IDV); Sandro Principe (capogruppo PD); Giulio Serra ( capogruppo Insieme per la Calabria – Scopelliti presidente); Giuseppe Bova (capogruppo Misto); Giovanni Bilardi (capogruppo Scopelliti presidente)



 




 

Il Comune di Carlopoli aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Carlopoli aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/04/2012

Il Sindaco Mario Talarico comunica che Il Comune di Carlopoli ha aderito al Comitato No Lombroso con delibera n. 23 del 24 aprile 2012.



 




 

Il Comune di Castiglione Di Sicilia aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Castiglione Di Sicilia aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 23/04/2012

Il Sindaco Claudio Scavera ed il Consigliere Angelo Scuderi ci pregiano della seguente comunicazione: Il Consiglio Comunale, Vista la nota del Consigliere Scuderi prot. n. 2020 del 9/2/2012, Uditi gli interventi effettuati dai Consiglieri, Visto l'O.A.EE.LL- vigente nella regione Siciliana, come modificato ed integrato dalla LL.RR. nn.48/1991 e 30/2000; ad unanimità di voti, espressi per alzata di mano -DELIBERA- 1) Di fare voti all'istituto Comprensivo "Giovanni Paolo II" affinchè venga rimossa l'intitolazione ad Alfredo Niceforo del plesso scolastico adibito a scuola media inferiore giacchè tale denominazione, proprio per le ideologie propugnate dal criminologo ed antropologo di scuola lombrosiana, appare in contrasto con la funzione educativa demandata all'istituzione scolastica.") di aderire alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso"...



 




 

No all'esposizione dei crani!

No all'esposizione dei crani!

Pubblicato il 20/04/2012

L'Associazione Culturale "Libera i Libri", particolarmente attiva sul territorio pugliese nell'opera di recupero della "storia negata" e fondamentalmente protesa al rilancio della cultura del Sud è Testiomonial del Comitato Tecnico Scientifico No LOmbroso e tramite il suo presidente Sig. Filomeno Cafagna ci comunica la seguente riflessione: Ci si appresta a festeggiare il 67° anniversario della liberazione del popolo italiano dall’«oppressione» nazifascista, un risultato ottenuto con il sacrificio di uomini e donne di ogni età, provenienti da diversi ceti sociali e con diverse idee politiche e religiose. In comune costoro possedevano la volontà di lottare, ognuno con i propri mezzi, per ottenere la libertà in senso lato, il rispetto della dignità individuale e l'uguaglianza tra i popoli. Nonostante sia imminente la celebrazione di così alti ideali, a Torino, in quella che fu la prima capitale dello stato unitario, ancora oggi, quotidianamente, si continuano ad aprire le porte del museo dedicato a Cesare Lombroso. Non ci sarebbe nulla da eccepire, se, come principale ed unica attrazione del museo, non ci fossero circa novecento crani, molti di gente della nostra terra, che da più di un secolo attendono degna sepoltura. Nel museo, quasi ogni giorno, vengono accompagnate in visita scolaresche di ogni età. Trattandosi di persone che non possiedono gli strumenti culturali per contestare le teorie di Cesare Lombroso, l'esposizione di alcuni reperti ben etichettati finisce per confermare l’idea della ‘minorità’ degli italiani del sud e, peggio ancora, la convinzione che siano ‘delinquenti per natura’. Esprimiamo quindi la nostra contrarietà alla riapertura del museo Lombroso, sia perché rappresenta uno strumento di diffusione di teorie razziste (in particolare nei confronti dei meridionali), sia perché non rispetta il sentimento di pietas verso le persone defunte, che restano esposte al pubblico invece che trovare degna sepoltura. L’associazione Culturale “Libera i Libri” di Trani, nonostante la sua giovane età ed in virtù dei suoi principi ispiratori, si propone come testimonial del Comitato Tecnico Scientifico NoLombroso, abbracciandone e perorandone la causa.Inoltre s’impegna, per quanto sia nelle sue possibilità di operare, affinchè la struttura torinese venga chiusa al pubblico e le mortali spoglie esposte possano ricevere degna e cristiana sepoltura.Trani li, 19/04/2012rn



 




 

Il Comune di San Pietro Apostolo aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di San Pietro Apostolo aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 13/04/2012

Il Sindaco Sig. Francesco Fragale comunica con lettera Prot. 1221 del 13/04/22012 che con delibera N.ro 18 del 4/04/2012 della Giunta Comunale il Comune di San Pietro Apostolo (CZ) ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" con pieno sostegno. Il Comune di San Pietro Apostolo è stato recentemente insignito di onorificenza dal Presidente della Repubblica in occasione del 150mo Anniversario dell'Unità d'Italia e ciò rende questa adesione carica di significati per il tanto atteso riequilibrio Nord-Sud e che il ritorno in patria dei resti di Giuseppe Villella suggellerà. rn



 




 

Il Comune di Garlate aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Garlate aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 14/04/2012

Il Sindaco Arch.Giuseppe Conti comunica con atto prot. n.3177 del 11/04/2012 l'adesione del Comune di Garlate (LC) agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso".



 




 

Il Comune di Cassago Brianza aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Cassago Brianza aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 06/04/2012

Il Sindaco Dott.Gian Mario Fragomeli comunica che con delibera della Giunta Comunale n.3940 del 06/04/2012 il Comune di Cassago Brianza (LC) ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" con pieno sostegno personale e dell'Amministrazione Comunale agli scopi statutari ed in particolare condividendo il duplice intento di perseguire ogni forma di ignoranza, intolleranza, violenza, censura, ingiustizia, discriminazione e razzismo derivante dalle ormai sconfessate teorie lombrosiane e di riconoscere il diritto di ogni essere umano al rispetto delle proprie spoglie mortali e ad una degna sepoltura.rnrnrnrn



 




 

Il Comune di Mandello del Lario aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Mandello del Lario aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 16/03/2012

Il Sindaco Dott.Riccardo Mariani comunica che con delibera della giunta comunale n.4620 del 14/03/2012 il Comune di Mandello del Lario (LC) ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" con piena adesione personale e dell'Amministrazione Comunale agli scopi statutari ed in particolare alle modificazioni museali ed alla restituzione dei resti ai discendenti o ai paesi di origine.rn



 




 

Il Comune di Bosisio Parini aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Bosisio Parini aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 29/02/2012

Il Sindaco Avv.Giuseppe Borgonovo comunica che con delibera della giunta comunale n.16 del 29/02/2012 il Comune di Bosisio Parini (LC) ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" deliberando: 1) di esprimere condivisione all'attività e agli obiettivi che animano l'origine del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" in modo particolare con riferimento alle conseguenze dell'operato del clinico veronese Cesare Lombroso e delle sue teorie; 2) di esprimere altresì condivisione circa la modificazione che si vorrebbe apportare al Museo di Torino con particolare attenzione alla restituzione dei resti ivi trattenuti, ai fini di una degna sepoltura.



 




 

Il Comune di Civate aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Civate aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 5/03/2012

Il Sindaco Sig. Baldassarre Mauri comunica che con delibera della giunta comunale n.1653 del 5/03/2012 il Comune di Civate (LC) ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" con piena adesione personale e dell'Amministrazione Comunale.rnrn



 




 

Il Comune di Lecco, capoluogo di Provincia, aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Lecco, capoluogo di Provincia, aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il Pubblicato il 16/02/2012

Il Sindaco Dott. Virginio Brivio comunica che con delibera della giunta comunale n. 7099 VB/sr del 15/02/2012 il Comune di Lecco ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso" dichiarandone la più ampia condivisione.



 




 

Lombroso, pioniere delle “Dottrine” Nazi-Fasciste del IXX & XX Secolo

Lombroso, pioniere delle “Dottrine” Nazi-Fasciste del IXX & XX Secolo

Pubblicato il 09/02/2012

Antonio Larocca, già Sindaco di Alessandria del Carretto (CS), si dedica da oltre vent’anni alla rinascita socioculturale della sua terra calabrese non senza aver vissuto personalmente la triste esperienza dell’emigrazione. Docente di “Patrimonio Naturalistico”, fondatore della cooperativa Megale Hellas, già presidente del Gruppo Speleologico “Sparviere”, istruttore nazionale di Speleologia presso la società Speleologica italiana, collaboratore presso i più prestigiosi catasti speleolologici d’Italia e di Grecia è tra le più note firme delle riviste di settore. Ha pubblicato diversi articoli e saggi di interesse internazionale tra i quali ricordiamo: Le gole del Raganello, Francavilla Marittima, Le Grotte della valle del Mercure, Il Pollino Orientale. Particolare è stata la sua attenzione al periodo storico post-unitario con la pubblicazione del libro “La banda di Antonio Franco” in cui narra del brigantaggio di resistenza all’’Unità Italia nel Pollino calabro-lucano. Antonio Larocca è stato il primo Sindaco d’Italia a proporre il cambiamento di nome ad alcune vie della sua città, ordinariamente intitolate ai personaggi rituali dell’agiografia risorgimentale, ponendo la questione “”Brigantaggio, Toponomastica e Storia Patria. Antonio Larocca, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” ci dice: Quando si pensa ad un carnefice, viene subito alla mente Josef Mengele che durante la seconda guerra mondiale operò ogni sorta di nefandezza su quei prigionieri barbaramente rinchiusi nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz. Un nome e un luogo che ancora oggi incutono terrore e tutti ci facciamo la stessa domanda: “come mai in quell’epoca vi fu una tale disumanità?”. Quello fu solo l’epilogo di un lungo e terrificante periodo razzista che cominciò a rafforzarsi a metà ottocento in tutta Europa ed in modo particolare nel Regno del Piemonte dove le mire espansionistiche dei Savoia, per puri motivi di potere e supremazia razziale, degenerarono. Simbolo di questa degenerazione è senza alcun dubbio Cesare Lombroso. Medico militare al soldo di quell’esercito piemontese, ebbe modo di elaborare una diabolica teoria secondo la quale “criminale si nasce”. Occorreva però, che tale idea venisse confermata da “esperimenti scientifici” e quale occasione migliore se non l’invasione del Sud da parte dell’esercito dei Savoia e quindi di una disponibilità enorme di gente geneticamente …criminale?! Secondo Lombroso …i criminali non delinquono per atto cosciente e libero di volontà malvagia, ma perché hanno tendenze malvagie che ripetono la loro origine da un’organizzazione fisica e psichica diversa dall’uomo normale.... L’idea “lombrosiana” …trova il suo compimento nella dottrina dell’“atavismo”: il delinquente è un “pazzo atavico” che riproduce gli istinti dei suoi progenitori, le cui caratteristiche possono essere ricondotte ai primitivi uomini carnivori dominati dagli istinti “selvaggi”… . Ma se attuassimo queste teorie, come potremmo definire i patrocinatori e i capi del Lombroso, responsabili certi di innumerevoli atrocità legislative e di efferate azioni sul campo operate nel Sud Italia durante il cosiddetto periodo unitario? Delinquenti o cosa? Immaginate se avessimo a disposizione i cadaveri di tutti questi “illustri e grandi personaggi” che fecero (per modo di dire) l’Italia, in modo da studiare, ispirati da Lombroso, le loro caratteristiche fisiche al fine di dedurre le loro tendenze psichiche e patologiche! Chissà su quanti di loro troveremmo …alla base del cranio la fusione congenita della parte corrispondente dell'occipite con l'atlante, ed altre caratteristiche anomale, quali ad esempio la mancanza della cresta occipitale interna, la deformazione della cresta mediana ed altre deformazioni delle ossa craniche, che spinsero il Lombroso a considerare che quelle peculiari caratteristiche ossee avessero avuto una certa qual influenza sull'attività del cervelletto… . Sarebbe davvero interessante verificarlo e chissà quante sorprese uscirebbero fuori, quindi come potrebbero essere definiti coloro che fecero editti o leggi razziali e sanguinarie, ordinando, attuando, appoggiando distruzioni di interi paesi e fucilazioni di massa. Come potrebbero essere definiti coloro che promisero terra ai contadini, nuova vita e leggi migliori ma che alla fine gli dettero in cambio piombo. Come potrebbero essere definiti coloro che attuarono nei confronti degli ex soldati borbonici vili azioni per il solo scopo di sterminarli. Come potrebbero essere definiti coloro che indissero e soprattutto falsificarono il “famoso” plebiscito di annessione al Regno del Piemonte per il solo scopo di dominare e prevalere sugli altri. Gli autori di tutto questo e delle barbarie compiute nei successivi 85 anni possono solo essere semplicemente detti “delinquenti di nascita”! Non sono capace di sconfessare scientificamente i lugubri studi “lombrosiani”, ma certo è che l’inventore, ma anche chi li ha appoggiati (direttamente o indirettamente) e ancora li appoggia, non può certamente essere definita una persona normale. In ogni modo per convincermi della nefandezza delle tesi “lombrosiane” e della malvagità innata di chi le ha attuate a metà ‘800, in particolar modo a discapito di una grossa fetta di meridionali, a me basta osservare quelle centinaia di foto dell’epoca che riprendono briganti o presunti tali (vivi o finti vivi) sfregiati nel loro corpo e derisi dai loro carnefici come se fossero una misera preda di caccia. Mi basta inoltre guardare quelle centinaia di crani, di cervella, di facce umane mummificate, ecc. depositate e messe in bella vista ancora oggi (sic.) presso il Museo Lombroso di Torino. Per tutto questo accolgo pienamente la proposta del Comitato “No Lombroso” di …rimozione delle teorie criminologiche di Cesare Lombroso dai libri di testo nonché alla soppressione di ogni commemorazione odonomastica e museale a nome "Cesare Lombroso", insieme alla promozione di un Disegno di Legge per la messa al bando della memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo… Antonio Larocca



 




 

Il Comune di Malgrate aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Malgrate aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 26/01/2012

Il Sindaco Dott. Giovanni Codega comunica che con delibera della giunta comunale n. 517 del 24/01/2012 il Comune di Malgrate (LC), con voto unanime su proposta degli 'assessori Floro Rauti e Carmine De Lillo, ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso con particolare riguardo alla sepoltura dei resti di tutte le persone tutt'ora orribilmente esposti nel Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino ed in qualunque altra sede museale d’Italia.



 




 

Il Comune di Bucciano aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Bucciano aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 24/01/2012

Il Sindaco Avv. Domenico Matera comunica che con delibera della giunta comunale n. 208 del 20/01/2012 il Comune di Bucciano (BN), con voto unanime su proposta dell'assessore Carlo Iuliucci, ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso manifestando il sostegno del Comune di Bucciano e la più ampia disponibilità a contribuire alla realizzazione degli obiettivi.



 




 

Il Comune di Valmadrera aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Valmadrera aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 28/12/2011

Il Sindaco Dott. Ing. Marco Rusconi comunica che con delibera della giunta comunale n. 25049 del 28/12/2011 il Comune di Valmadrera (LC), con voto unanime su proposta dell'assessore Emilio Zangari, ha aderito alle iniziative ed agli scopi del Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso con particolare riguardo alla sepoltura dei resti di Giuseppe Villella e di quanti sono tutt'ora orribilmente esposti nel Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino.rnrnrnrn



 




 

Ma a fare più danni sono i cloni di Lombroso

Ma a fare più danni sono i cloni di Lombroso

Pubblicato il 07/11/2011

Gigi Di Fiore, laureato in giurisprudenza e giornalista professionista dal 1985, redattore al Giornale con Indro Montanelli ed attualmente inviato speciale de Il Mattino si dedica da oltre un ventennio agli studi sul periodo risorgimentale che egli ritiene a buona ragione il fondamento per comprendere le divisioni ed i problemi dell'Italia. La sua brillante carriera di scrittore gli è valsa numerosi ed ambiti premi letterari (Premio Saint Vincent nel 2001, Premio Torre, premio "Tommaso Pedio", Premio letterario città di Melfi, premio "Landolfo d'Oro", premio "Guido Dorso") ma soprattutto il ruolo indiscusso di "revisionista" storico di riferimento del periodo risorgimentale per la meticolosa cura delle documentazioni ufficiali che corredano i suoi scritti. Tra le numerose sue opere ricordiamo: "Potere camorrista", "Io Pasquale Galasso", "1861-Pontelandolfo e Casalduni un massacro dimenticato", "I vinti del Risorgimento", e "La camorra e le sue storie", "Controstoria dell'unità d'Italia - fatti e misfatti del Risorgimento", "Gli ultimi giorni di Gaeta". Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive (Samarcanda, Costanzo show, il Processo del Lunedì, l'Appello del martedì, Chi l'ha visto, Italia che vai, Uno mattina, Sabato e domenica, Blu notte, La storia siamo noi). Gigi Di Fiore, membro Testimonial del Comitato Tecnico “No Lombroso” ci dice: …Ricordo che, nei programmi dell'esame facoltativo di Antropologia criminale a Giurisprudenza, si faceva riferimento alle teorie lombrosiane. Preferii inserire nel mio corso di studi un altro esame, legato alla storia (guarda un po'!). Presi dall'eterno dilemma di comprendere l'origine del comportamento criminale, i teorici della psiche umana si sono sempre divisi tra teorie comportamentali legate al Dna individuale e all'influenza familiare contrapposte a teorie sociali legate invece all'influenza del contesto storico e geografico in cui si agisce. Certo, uno come Lombroso dava una mano risolutiva al dilemma e consentiva, nel Ventennio fascista, di inserire nel codice Rocco la figura del "delinquente abituale", con tutto il suo corollario di conseguenze nel calcolo della pena. Il vero influsso negativo di Lombroso fu però nei suoi epigoni, ahimé spesso meridionali, come il napoletano Pasquale Penta, che visse tra il 1859 e il 1904, docente all'Università partenopea, che si divertì a studiare Crocco quando era detenuto. Nel mio "Controstoria dell'unità d'Italia", pubblicato per Rizzoli in prima edizione nel 2007, a proposito del brigantaggio e di Lombroso mi dilungo molto su questi cloni di Lombroso. Il più nefasto fu certamente Alfredo Niceforo, siciliano di Castiglione, che visse tra il 1876 e il 1960 (molto longevo). Fu lombrosiano dichiarato e scrisse un inquietante testo intitolato "Italiani del nord e italiani del sud", pubblicato nel 1901 per i Fratelli Bocca di Torino (sarà un caso?). Vi sosteneva, oltre alla superiorità della razza bianca, anche quella degli italiani che vivevano nelle regioni settentrionali rispetto agli altri. Sui meridionali come lui, aveva idee chiare. Era una "razza maledetta" da trattare con ferro e fuoco. Altro che Lombroso che, al suo confronto, appare un dilettante. Ma al sud si è abituati a sputare in alto, sicuri che la saliva, alla fine, ricadrà su noi stessi. Basta vedere quanti leghisti al nord sono figli di meridionali. Una marea. E allora, va bene contestare Lombroso e le sue teorie. Ma dovremmo anche approfondire quanto male fecero i suoi discepoli, che furono numerosi al sud. I meridionali, si sa, credono di essere accettati di più parlando sempre male di se stessi da 150 anni. E diventano i principali nemici del Mezzogiorno, esaltando tutto ciò che viene da fuori e trattando acriticamente tutto ciò che si fa al Sud. Chiudiamo il museo Lombroso e sostituiamolo con un altro museo, dove, in maniera ironica, si sputtanano gli epigoni di Lombroso. Ci sarà da divertirsi. Ma anche da vergognarsi di quanto male facciano i cattivi maestri. Specie su chi non conosce la storia e non vuole aprire libri diversi da quelli scritti da chi si è scelto come proprio educatore. Anche oggi, di esempi ce ne sono tanti. Gigi Di Fiore



 




 

Museo Lombroso

Museo Lombroso

Pubblicato il 25/05/2011

Luigi Angiuli, drammaturgo, regista, – attore, fondatore e direttore artistico della Compagnia il «Vello d’oro», consegue il Diploma in Arte della recitazione e successivamente la Laurea in Scienze dello Spettacolo ed ancora l’Idoneità all’Insegnamento di «Regia Cinematografica e Teatrale »; pluripremiato nel corso della sua ultracinquantennale carriera artistica ed attuale direttore della Compagnia Teatrale “Il Vello D’Oro”. Notevole è la sua creazione di testi teatrali e di sceneggiati trasmessi dalla Rai: da «La testimonianza» (Processo a Gesù), a «Cesare Pavese», da «Federico Garcia Lorca», a «Perché non canto i lillà» dal «Canto Generale» di Pablo Neruda, da «Come ramo di Cristallo Spezzato», su Pier Paolo Pasolini, a «Da Matteotti a Piazzale Loreto», a «La Giostra dell’Oca», a «Stupor Mundi», «Ameni Inganni» su Giacomo Leopardi, «Il Perdono», «Criste de le marinare», «Il reduce», «Micheline la felanare », «Colino il disertore», «Il dramma di un giudice». Accanto alla attività teatrale e radiofonica, l'attività d’attore: ha recitato in una serie lunghissima di lavori, in compagnie di prosa anche d’alto respiro, sempre con sofferta e significativa partecipazione. Né il maestro Angiuli ha trascurato la regia di lavori pirandelliani, d’opere shakesperiane, di Giovanni Verga, di testi tratti da Salomone, Weiss, Broskyievicz, Cechov, Jacopone da Todi ed altri. Luigi Angiuli, particolarmente attivo nel processo sociale volto alla rinascita del Sud, Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dedica questa bella poesia:


Museo Lombroso

Chiudo l’uscio
scappo via.
Sto cercando
libertà.
Fra le messi
alla campagna
schioppi
fuga
morti uccisi.
Acqua neve
vento e gelo
dell’inverno
crudeltà.

Sprona
corri
spara e sprona
o nessuno
ti salverà.

La calura
saettante.
Sulla strada
nella polvere
soffocante
la paura
t’assalirà.
Prima un colpo
poi un altro
la tua vita
galoppante
in un fosso
finirà.

Sprona
corri
spara e sprona
per te grazia
non sarà.

Sulla picca
sta la testa
d’un brigante
infilzata.
Testa matta.
Testa ladra.
Dura testa
criminale
che esequie
non avrà.
Di Lombroso
nel museo
rozza scienza
t’esporrà.

Luigi Angiuli



 




 

Il presidente Napolitano, per Lombroso, è delinquente naturale anche lui visto che è napoletano!

Il presidente Napolitano, per Lombroso, è delinquente naturale anche lui visto che è napoletano!

Pubblicato il 20/05/2011

Roberto D’Alessandro formatosi alla scuola di Gigi Proietti è attore, regista, autore e scenografo di rara preparazione artistica. Ha al suo attivo, nonostante l’ancora giovane età (45), una quantità impressionante di lavori teatrali, televisivi e cinematografici di grande successo e proprio recentemente ha scritto la commedia musicale “Terroni” ispirata all’omonimo bestseller di Pino Aprile. La freschezza, la spontaneità e l’eclettismo del suo teatro sono sicuramente da ricercare anche nella sua anticonformistica “meridionalità” di cui è geloso custode e sapiente somministratore di emozioni e desideri di appartenenza a stirpi di antica memoria. Roberto D’Alessandro, Membro Testimonial del Comitato No Lombroso nella sua ultima opera “Terroni” dedica un toccante monologo allo pseudo scienziato veronese che evidenzia in modo sagace e universale l’imbecillità delle sue teorie e la stupidità culturale di chi ne ripropone i concetti con la riapertura dell’orribile museo in Torino. Museo che in modo ipocrita denuncia a bassa voce le sbagliate teorie lombrosiane per poter subliminalmente propagandare in modo roboante ancora le millantate minorità dei meridionali italiani. rnRoberto D’Alessandro ci dice: La mia fronte è alta, le mie mascelle pronunciate, la mia faccia non è perfettamente simmetrica, dovrò aspettare che ne faranno un controllo post-mortem ma sono certo che anche la mia cresta occipitale sia assente. Sono in tutto e per tutto un tipo lombrosiano, del resto sono nato in Calabria da una famiglia calabrese da oltre 30 generazioni. Le scoperte scientifiche di Ezechia Marco Lombroso hanno avuto sui meridionali gli stessi effetti che la teoria della razza (di cui il pensiero positivista ne fu l’origine) sugli ebrei, lager inclusi. Come possa oggi nel 2011 lo stato italiano accettare l’esistenza di un museo che testimonia le aberranti conclusioni dei vaticini lombrosiani è un mistero. Del resto l’Italia ama i misteri, e fa di tutto per conservarli. Solo in quella Torino dedita al demonio poteva trovare posto un ossario che testimonia che i meridionali sono dei delinquenti naturali, atavici. Una vergogna che non sposta di un millimetro il nostro capo dello stato (delinquente naturale anche lui visto che è napoletano) impegnato in celebrazioni e festeggiamenti di quell’unità che il 17 marzo 1861 dava il nome di Regno d’Italia al regno di Sardegna. E solo nell’ottica della propaganda anti meridionale che si può leggere e comprendere la persistenza di un orrore come il museo Lombroso di Torino, propaganda cominciata all’indomani dell’occupazione del Regno delle due Sicilie e mai terminata, e lo testimonio sulla mia pelle, sulle discriminanti che ancora oggi sono costretto a subire soprattutto quando mi dicono: “però non si direbbe che è meridionale”. Accolgo con entusiasmo l’invito del presidente del comitato No Lombroso Domenico Iannantuoni di testimoniare contro il museo e contro Lombroso, è il minimo che può e deve fare ogni meridionale, ogni uomo onesto, ogni uomo libero, essere sentinella contro l’imbecillità e l’ottusità, contro l’avidità e le prevaricazioni. Non opporsi significherebbe esserne complici. Grazie al comitato No Lombroso, grazie a Domenico Iannantuoni.



 




 

Lombroso chi?

Lombroso chi?

Pubblicato il 14/05/2011

Franz Foti, docente presso l'università statale dell'Insubria di Varese esperto di "Comunicazione pubblica e istituzionale e di "Giornalismo e comunicazione politica", in qualità di giornalista riveste la carica di Presidente della Commissione Cultura dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti ed ha collaborato per molti anni con il Corriere della Sera. Franz Foti, Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: No Lombroso: Nella seconda metà dell'800 i movimenti politici, filosofici e scientifici raggiunsero un livello di analisi e concettualizzazione molto importanti per tutto il secolo successivo e, tuttora, rappresentano la base sociologica su cui si fondano talune teorie economiche, antropologiche, sociali, scientifiche e politiche. Se si va a leggere "La libertà" di Stuart Mill, solo per citarne uno, si intravvedono i tratti della sia pur sofferente società liberale del XXI secolo. C'è però un nome che fa certamente difetto ed è quello di Cesare Lombroso, docente di antropologia criminale, di chiara indole razzista e da cui prese ispirazione, per le sue classificazioni meccanicistiche dei delinquenti, soprattutto meridionali, ispirando, a sua volta, e non a caso, il diritto penale nazista. Lombroso chi?



 




 

Cesare Lombroso...ma ne avessi mai azzeccata una!

Cesare Lombroso...ma ne avessi mai azzeccata una!

Pubblicato il 06/05/2011

il cantautore Mimmo Cavallo (pop rock) (http://it.wikipedia.org/wiki/Mimmo_Cavallo), Membro Testimonial del Comitato No Lombroso,nel suo ultimo eccezionale album "Quando saremo Fratelli", denso di forti messaggi di verità storiche per troppo tempo taciute, dedica allo pseudoscienziato Cesare Lombroso un esilarante pezzo "Ezechia da Verona":http://www.youtube.com/watch?v=kyodJv897zY&feature=relatedrnMimmo, Nato a Lizzano, in provincia di Taranto, forgia la sua vena artistica trasferendosi dapprima a Torino, successivamente a Roma.Discograficamente Mimmo Cavallo nasce nel 1980 quando pubblica per la CGD il suo primo album “Siamo meridionali” riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. La particolarità della musica e dei testi, una miscela esplosiva di rock ironico e graffiante unito a ballate dolcissime, ne fa subito uno dei personaggi più rappresentativi di quella che merita di essere definita la scuola “colta” dei cantautori italiani, ottenendo un importante riconoscimento al Premio Tenco. Geniale e sferzante il suo “Siamo meridionali” diventa un inno di battaglia destinato a “storicizzarsi”. Di seguito pubblica “Uh, mammà” e “Stancami stancami musica”, memorabile album con la Fonit Cetra. Mimmo Cavallo detiene anche un singolare primato: è l'unico artista ad aver firmato insieme con il grande giornalista Enzo Biagi il brano “Ma che storia è questa” (sigla del programma televisivo "La storia d'Italia a fumetti"). Mimmo Cavallo compone colonne sonore di film ("Domani mi sposo", film con Luciano De Crescenzo e Renzo Arbore) ed è autore di canzoni per Mia Martini, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia (“Caffè nero bollente”) e Ornella Vanoni. Dopo alcuni anni c’è il sodalizio con la DDD, con la quale incide “Non voglio essere uno spirito” e l’autobiografico e mediterraneo “L’incantautore”, in cui il sapore etnico della musica tradisce l’appartenenza maniacale e nostalgica di Mimmo al sud.rn



 




 

E’ sconvolgente  la sequela dei crani dell’orrido di  Torino...a magnificare Lombroso e le sue folli  teorie...

E’ sconvolgente la sequela dei crani dell’orrido di Torino...a magnificare Lombroso e le sue folli teorie...

Pubblicato il 01/04/2011

Romano Pitaro, giornalista professionista. Direttore di CalabriaInforma, Agenzia settimanale del Consiglio regionale della Calabria. Editorialista del Quotidiano. Ha firmato inchieste sull’emigrazione calabrese nel mondo ed intervistato il più grande scrittore latinoamericano vivente di origine calabrese Ernesto Sabato. In qualità di Membro Testimonial del Comitato No Lombroso ci dice: E’ sconvolgente la sequela dei crani dell’orrido di Torino, dove sono esposti gli scheletri di un folto numero di briganti meridionali uccisi dalle truppe sabaude. Purtroppo, anche dopo il terzo giubileo dell’Unità, quel museo rimane aperto. A magnificare Lombroso e le sue folli teorie. Nonostante l’esposto alla procura della Repubblica di Torino e l’appello al Capo dello Stato firmati dal Comitato ‘No Lombroso’, il campione della cultura antropologica positivista dell’800, che s’è incaricato - l’ ha ricordato di recente lo storico Vittorio Cappelli - di cristallizzare in formule psuedoscienitifiche l’identità ‘altra’ del Sud, pretendendo di spiegare il ribellismo, il primitivismo e la stessa povertà economica con la presunta inferiorità biologica dei meridionali”, è celebrato in Piemonte a spese della collettività.rnrnSarebbe stato un lungimirante gesto di pacificazione, se a 150 anni dell’Unità, per dimostrare che la ricorrenza include anche la parola futuro, lo Stato italiano avesse deciso di accantonare il museo. E dirne quattro a quel medico che scoperchiava crani e teorizzava l’uomo delinquente per nascita. E che, per dimostrare scempiaggini che non hanno mai avuto fondamento scientifico, è stato per tre mesi anche in Calabria al seguito delle truppe piemontesi. Si fucilavano i briganti e Lombroso raccattava le teste. Poi se le portava in laboratorio per dimostrare che un brigante nasce brigante. Un’idea che applicata anche sui pazzi, gli anarchici e le prostitute ha amplificato il pregiudizio verso i meridionali riottosi all’Unità perché stolti, ed oggi in ritardo di sviluppo perché inclini alla crapula. Roba vomitevole. Perciò, una visita al museo degli orrori può, specie se si pensa che stato aperto quasi in coincidenza con il 150mo compleanno dell’Italia, porci delle domande sulla reale intenzione dell’Italia di riconoscere i torti inflitti al Mezzogiorno e andare avanti, ma dopo averne riparato qualcuno. rnrnIl Sud anche durante le celebrazioni del 17 marzo ha dimostrato maturità. Ritenendosi parte integrante di questo Stato costituzionale che ha contribuito a far nascere e da cui non intende scollarsi, ma vivaddio, qualche Istituzione nazionale osi confrontarsi con il comitato “No Lombroso”. La cosa peggiore è l’indifferenza, che amplifica il risentimento. Che potrebbe voler dire: fate pure, ma per noi Lombroso è tuttora un esempio da indicare alle nuove generazioni.rnrn rnrn



 




 

Che Lombroso sia dimenticato, e in fretta!

Che Lombroso sia dimenticato, e in fretta!

Pubblicato il 14/01/2010

Luca Pazzi Professore di Informatica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, docente presso il Corso di Laurea in Ingegneria Civile presso l'Università degli Studi della Repubblica di San Marino, Ricercatore di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni, esperto di analisi ontologica e di modellazione del comportamento di sistemi complessi, con particolare enfasi sulla studio della relazione parte-intero, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci comunica : Tempo addietro leggendo Luigi Luca Cavalli-Sforza, sono rimasto entusiasmato dal gambetto geniale (e mortale) che egli gioca contro ogni forma di razzismo. Il suo argomento si svolge pressapoco in questa maniera: ogni considerazione razzista si basa sull'osservazione e sulla comparazione di caratteri somatici esterni; ma che cosa ne sappiamo in verità della forma degli organi interni? Se avessimo il ventre trasparente, come quello di alcuni pesci tropicali, potremmo forse trovare imbarazzanti similitudini e differenze con popoli che crediamo affini o distinti dalla nostra supposta appartenenza razziale. Cosa ne sappiamo della forma di un cuore, di un fegato, di una milza, di un polmone di un qualsiasi altro abitante della terra? Penso che lo stesso argomento possa invalidare in pieno e rendere ancora più distante da noi gli studi di Cesare Lombroso, per quanto già ce ne possiamo staccare in nome del credo universale della Rivoluzione Francese. Che egli sia dimenticato, e in fretta, prima che la barbarie montante, senza mente ne' cuore, ne faccia un facile vessillo rivolto contro chi in verità sempre fu e viene tuttora discriminato, ma solo per appartenenza sociale, per censo, religione o per ragioni geopolitiche.Prof. Luca Pazzi www.unimore.it pazzi@unimo.it



 




 

Ciò che reclamo è il rispetto per l'Uomo

Ciò che reclamo è il rispetto per l'Uomo

Pubblicato il 03/01/2011

Marco Rocchi, professore di Statistica Medica presso la Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", autore di numerosissime pubblicazioni di interesse internazionale e di numerose altre su riviste nazionali, consulente nell'ambito delle sperimentazioni cliniche di farmaci, membro del Comitato Etico dell'Azienda Ospedaliera San Salvatore di Pesaro e membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ci comunica: Aderisco all’iniziativa di richiesta della chiusura (almeno nella forma attuale) del Museo Lombroso per una vasta serie di motivi. Voglio sottolineare, a scanso di equivoci, che tra le mie motivazioni non c’è un revanscismo sudista, non c’è un revisionismo storico sul Risorgimento, non c’è l’adesione politica a qualsivoglia partito o ideologia. C’è invece il rispetto per degli uomini trattati come oggetti, seppure oggetti di studio, contro la loro volontà. C’è il riconoscimento di una linea di ricerca – quella del Lombroso – non solo fallimentare, ma foriera di un razzismo su base pseudoscientifica che tanto male ha fatto agli uomini e in definitiva alla scienza stessa; è una linea di ricerca che va certamente ricordata, ma come monito e non come commemorazione. C’è l’amara constatazione - per chi come me viene dal mondo dell’Università e della Ricerca che si possono destinare 5.500.000 € ad un progetto del genere (per tacere delle spese che necessariamente costerà in termini di mantenimento) mentre la Ricerca è umiliata da continui tagli; c’è qualcosa che ha a che fare con l’etica anche nella scelta della destinazione delle risorse. C’è la constatazione che una scelta di questo tipo vìola in molti punti la dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani promulgata dall’UNESCO nel 2005, in termini di dignità umana (art.3), consenso (art.6), rispetto per la vulnerabilità umana e l’integrità personale (art.8), privacy e confidenzialità (art.9), eguaglianza, giustizia ed equità (art.10), non-discriminazione e non-stigmatizzazione (art.11). C’è infine il ricordo tragico della vicenda di Giovanni Passannante – autore di un fallito attentato al re Umberto I – che venne barbaramente incarcerato (le cronache riportano di una cella senza latrina, alta 1 metro e 40, legato con una ventina di chili di catene, col divieto assoluto di visite), decapitato dopo la morte avvenuta in manicomio; quella battaglia fu vinta, e nel 2007 il cervello e il cranio fino ad allora conservati presso il Museo Criminologico del Ministero di Grazia e Giustizia ottennero una dignitosa sepoltura. Oggi occorre battersi per una battaglia del tutto analoga, nella quale si reclama la dignità di centinaia di crani e reperti umani di cui sono note le vicende, dei quali in molti casi sono noti i discendenti. Ciò che reclamo è il rispetto per l’Uomo. http://www.uniurb.it marco.rocchi@uniurb.itrnrn



 




 

Il museo Lombroso è...un ossario in fondo, con molti teschi di meridionali!

Il museo Lombroso è...un ossario in fondo, con molti teschi di meridionali!

Pubblicato il 30/12/2010

Giuseppe Romeo, avvocato e giornalista, esperto analista politico, di economia e di relazioni internazionali, per la Rivista Militare, Rivista Marittima, Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, Informazioni dell aDifesa, Difesa Oggi, Rivista di Polizia, La Comunità Internazionale, Affari Sociali Internazionali, Millenovecento, Obiettivo Calabria, Minerva, Affari Esteri;autore di numerosi testi di valenza internazionale quali: RICOMINCIARE DA SUD (1997), MEZZOGIORNO DUEMILA (2000), LA POLITICA ESTERA ITALIANA NELL'ERA ANDREOTTI (2000); EUROSICUREZZA La sfida continentale.Dal disordine mondiale ad un ordine europeo; LA FINE DI UN MONDO. Dai resti delle Torri Gemelle una nuova teoria delle Relazioni internazionali (2002), PROFILI DI DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA; LA GUERRA COME DESTINO? Palestinesi ed israeliani a confronto. Da Oslo alla road map. La Paura della Pace. (2002); L’ACQUA. Scenari per una crisi (2005); ALL'OMBRA DELLA MEZZALUNA. Dopo Saddam, dopo Arafat, dopo la guerra (2005); LEGALITÀ, DEMOCRAZIA, CONSENSO. Valori universali per un destino comune (2005); IL FRONTE SUD DELL’EUROPA. Prospettive economiche e strategie politiche nel Mediterraneo e, quale curatore, ALLEANZE E CONFITTI NEL CONO SUD DELL’EUROPA (2007), L’ULTIMO SOLDATO. Pace e guerra nel nuovo mondo (2009) e, con Alessandro Vitale, LA RUSSIA POSTIMPERIALE. La tentazione di potenza (2009). Giuseppe Romeo, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso" dice:Firmo la petizione no-lombroso perchè ne condivido i termini,i contenuti, lo spirito non solo da cittadino del Sud ma da italiano dal momento che, antropologicamente, credo di non essere nato con propensioni alla devianza per conformità craniche e/o antropomorfiche dovute alla mia origine calabrese. Perché credo che non vi sia nulla di scientifico nell'approccio lombrosiano. Perché credere che esistano condizioni e qualità antropomorfiche che contrassegnino la potenzialità criminale di un individuo è contrario al messaggio cristiano - ammesso che ciò significhi qualcosa ancora oggi. Perché credo che nulla ha a che fare l’assurda teoria lombrosiana - non assunta su basi scientifiche – con la teoria illuministica precedente il Lombroso ( il mito del buon selvaggio di Rousseau) o quella evoluzionistica e ai migliori percorsi dell'antropologia di Levi-Strauss che ripropone le tesi roussoiane in chiave scientifica... Credo che ciò sia più che sufficiente per far rivedere l'opportunità di continuare a tenere aperto e far visitare un simile museo per quello che è … un ossario in fondo, con molti teschi di meridionali. http://www.giusepperomeo.eu/



 




 

Cesare Lombroso: l’ebreo che gettò le basi del razzismo scientifico anti-semita ed il museo a lui dedicato che divide l’Italia

Cesare Lombroso: l’ebreo che gettò le basi del razzismo scientifico anti-semita ed il museo a lui dedicato che divide l’Italia

Pubblicato il 27/12/2010

Gandolfo Dominici Professore di Marketing presso l’Università di Palermo, Ricercatore di Economia e Gestione delle Imprese, già Titolare di Cattedra in Tecnica della Comunicazione, autore di numerose pubblicazioni scientifiche nel settore produttivo e commerciale, membro dell’Editorial Board dell’international Journal of Economics and Business Modeling, dell’International Journal of Marketing Studies, dell’International Business Research, del Business Management and Strategy e membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” si domanda: “In una società “mediatica” quale è la nostra, qual è il messaggio che l’apertura di un Museo “Cesare Lombroso” con esposti i crani di ribelli meridionali uccisi durante le lotte post-risorgimentali, se pur frammischiati a quelli di malati di mente o di carcerati ordinari, manda al “sistema vitale” Nazione, alla vigilia dei festeggiamenti dei 150 anni dell’unificazione? A tale domanda la mia risposta è che sicuramente manda un messaggio dirompente che divide e non unisce. Manda il messaggio che i resti di quei meridionali che “a torto o a ragione” si ribellarono all’esercito piemontese, non hanno dignità umana e possono, senza alcun problema, essere trattati come merce da esposizione. Manda il messaggio che la glorificazione di un discusso e discutibile “scienziato” piemontese valga di più dell’umana carità per i resti di “esseri umani” morti. Manda subliminalmente ed inconsciamente il messaggio che l’uomo del Sud vale meno di quello del Nord (a prescindere dalla fossetta occipitale). L’Italia unita vuol dire vedere il paese come un sistema vitale, che nella sua complessità è composto da sub-sistemi che dovrebbero agire per il benessere dell’intero sistema, se ciò non avviene il sistema tende a perdere la sua vitalità e muore, si disgrega. Ora anche in quest’ottica il messaggio mandato dal museo in oggetto è senza dubbio nel senso di contrapposizione tra sub-sistemi e quindi un elemento non-vitale che va contro la vitalità del sistema-vitale Italia. Se poi si pensa che, in un momento di forti tagli al sistema di istruzione universitario pubblico, sono stati spesi buona parte dei ben 5.500.000 € (legge 5 novembre 2004, n.274, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 novembre 2004 n.269) per aprire un museo di questo tipo, viene da pensare e da indignarsi! Quanti cervelli in fuga si sarebbero potuti tenere nel nostro paese con quei soldi? Quante ricerche su temi importanti (magari sul Risorgimento o per curare malattie vere) si sarebbero potute finanziare con quel denaro? Denaro speso male anche da un punto di vista dell’efficacia della comunicazione, direi controproducente. Infatti, quei soldi stanziati per tale museo-insulto non possono che indebolire la produttività della spesa per i festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia, mandando un messaggio in senso contrario al paese. Questa purtroppo non è che l’ulteriore prova dell'inettitudine della classe dirigente italiana. Inutile dire che il museo Lombroso non è autosufficiente e non potrebbe sopravvivere senza ulteriore spreco di denaro pubblico, quindi è oltre che un insulto alla dignità umana è anche anti-economico! Tale anti-economicità è comunque una fortuna perché significa che non sono in molti a provare macabro interesse per la visione dei 904 teschi di esseri umani che adornano le pareti del piccolo ma costoso museo di 300 mq. E questo, a dispetto della classe politica che li governa, è un segnale positivo sul valore del popolo italiano, che non merita che il suo denaro venga speso per tali scempiaggini! gandolfodominici@unipa.it www.unipa.it/gandolfodominici/



 




 

Ulderico Pesce: Chiudiamo il museo Lombroso!

Ulderico Pesce: Chiudiamo il museo Lombroso!

Pubblicato il 11/12/2010

Ulderico(Biagio Franco) Pesce,esponente di spicco tra i narratori teatrali italiani, direttore del Centro Mediterraneo delle Arti, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", autore di numerosissime opere teatrali di vasto successo tra cui ricordiamo quella memorabile e nobilissima de "L'innaffiatore del cervello di Passannante", il cui clamore fu così vasto e potente ed il suo messaggio morale tanto sentito da far ottenere senza indugio alcuno le autorizzazioni per il seppellimento del cranio del noto anarchico Giovanni Passannante, ingiustamente ed orribilmente esposto al pubblico ludibrio presso il Museo Criminologico di Roma fino a poco più di due anni fa. Ulderico ci comunica quanto segue: "Lombroso era un esaltato a cui l'arroganza fascista ha dato ascolto. A loro volta i fascisti e i Savoia colonizzatori hanno utilizzato le teorie del Lombroso per massacrare l'opposizione politica meridionale. I resti di Giovanni Passannante, grande uomo politico, anarchico meridionale, sono stati esposti, per volontà del Lombroso dei suoi successori e dei Savoia, nel Museo del Crimine di Roma dal 1936 al 2007. E'stato difficile ma bello strapparlo al Museo del Crimine per seppellirlo. Oggi dobbiamo vincere una battaglia etica enorme: far chiudere il Museo "Lombroso" di Torino dove sono esposti centinaia di teschi di anarchici, briganti e oppositori politici. Per Lombroso chi nasceva con la fossetta occipitale all'interno del cranio era nato deliquente. Questa fossetta dall'Africa a Viterbo l'abbiamo tutti. E' una conformazione dei popoli del Sud. Non porta a delinquere. Questa fossetta fu una discriminante razziale utilizzata dal potere. Dopo la scoperta della fossetta, in Italia nel 1938, furono inaugurate le Leggi Razziali contro gli ebrei, gli omosessuali e i rom. Lombroso ha dato la "giustificazione medica" al crimine. Chiudiamo il Museo Lombroso, diamo la dignità della sepoltura alle centinaia di resti umani là esposti e blocchiamo lo strapotere dei Savoia che ballano in prima serata TV, pagati con i soldi dei cittadini, alla faccia di un'Italia ignorante che, abituata a Isole dei Famosi, Grandi Fratelli, Veline e Mignotte, non sa vedere le colpe che hanno." www.uldericopesce.it



 




 

I principi della LEGALITA' si estendono anche alla tutela della DIGNITA' dei defunti...

I principi della LEGALITA' si estendono anche alla tutela della DIGNITA' dei defunti...

Pubblicato il 30/11/2010

Il Giudice Dott. Romano De Grazia, già Magistrato della Suprema Corte di Cassazione e Membro del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso nonchè Testimonial ci diceche "i principi della LEGALITA' si estendono naturalmente anche alla tutela della dignità dei defunti, poiché questa dignità assume inevitabile riflesso anche sulla vita dei loro discendenti." ed aggiunge: " Ho speso anni della mia vita per vedere finalmente approvato il Disegno di Legge Lazzati, da me ispirato e sostenuto per impedire alle persone sottoposte a misure di prevenzione di svolgere attività di propaganda elettorale, desidero spendermi adesso come testimonial per questa iniziativa che mira alla definizione di un Disegno di Legge per la messa al bando della memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo."Giudice Dott. Romano De Grazia, già Magistrato della Suprema Corte di Cassazione



 




 

Riflessioni sul destino della civiltà

Riflessioni sul destino della civiltà

Pubblicato il 08/11/2010

Il Parroco del Rione Sanità di Napoli, don Antonio Loffredo , membro del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ha pubblicato la seguente riflessione: Essere italiani: che cosa vuol dire? Che cosa implica? Che smuove, ormai, nel nostro cuore? Qual è il messaggio che il mondo politico ed i riferimenti istituzionali sollecitano presso le nuove generazioni? Sembrerebbe quasi che questa unità nazionale si riveli, piuttosto, un cattivo investimento, un pessimo affare, di nessuna convenienza… A proposito del Sud, dilaniato e controverso da sempre e per sempre, che posizione è più saggio assumere? Sebbene l’ultimo film di Luca Miniero, così apprezzato dal pubblico e dalla critica, illustri con acume, attraverso le parole di Alessandro Siani, che “chi viene al sud piange due volte: quando arriva e quando se ne deve andare”, le opposte fazioni tuttora non accennano a riconciliarsi e la tendenza manichea rimane fiera ed inalterata. Ci è capitato di pensare, tuttavia, che proprio al sud, in tutto il mondo, si sviluppa il fuoco dell’autenticità, della spontaneità, della visceralità diretta, senza filtri e senza mediazioni… E’ così presso ogni terra ed in ogni popolo. Si tratta di una prerogativa scomoda e indisponente, è vero, ma evidentemente anche invidiabile, e comunque profondamente vera. Qualunque ragionamento di testa e qualsiasi moto del cuore sono scalzati via da quanto la pancia impone. La pancia, si, proprio quella che, forse non a caso, la natura ha scelto anche come luogo del concepimento e culla della vita prenatale. Quante belle cose accadono a sud dell’uomo! Certo, vi si raccolgono anche gli scarti, gli escrementi, l’immondizia… Noi terroni, poi, non siamo mai stati “sistemati”, l’ordine ci fa fatica, propendiamo regolarmente per il caos ed il caso. Sarà il caldo, la “fannullonaggine” o l’ereditarietà? Il busillis rimane forse insoluto, però il riposo eterno non si nega a nessuno. La morte rende tutti uguali (Totò insegna…) e liberi, sia pure in extremis. Or dunque: se vogliamo interrogarci ed interpretare il senso profondo che può avere questo museo lombrosiano, ebbene coraggio: questo è il momento! Se invece preferiamo lasciar correre, come troppo spesso accade con le idiosincrasie di questo nostro mondo, allora impegniamoci almeno a restituire la pace a chi finalmente, dopo secoli, attende ancora di veder riconosciuto questo suo estremo diritto. Si tratta qui di valori cristiani universali. La sepoltura è un atto dovuto e segna il confine tra la civiltà e la barbarie. Il nostro intento ed il nostro appello mirano a che le spoglie martoriate e residue vengano restituite ai cari che possano provvedere alla loro degna collocazione, mentre per i resti “incogniti”, privi di reclamo, proponiamo l’offerta di inumazione nel Cimitero delle Fontanelle di Napoli, asilo dei perduti per eccellenza. Le sorti del futuro, poi, sono nelle mani di Dio. Oggi più che mai.



 




 

Sostegno spirituale e divulgativo dell'iniziativa

Sostegno spirituale e divulgativo dell'iniziativa "No Lombroso"

Pubblicato il 01/11/2010

l'Avv. Raffaele Preziuso Gr. Uff. Preside della Sezione Puglia dell'Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia comunica con decreto del 115/P/2010 l'adesione della Sezione Puglia del Prestigioso Ordine all'iniziativa No Lombroso: Al lo Spett.le COMITATO NO-LOMBROSO Sede Alla C.A. dell’Ing. Domenico IANNANTUONI Egr. Ingegnere, anche la nostra Sezione Pugliese dell’Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia intende sostenere, con la propria indegna preghiera e con la propria opera di divulgazione, la Vostra meritevole iniziativa, cui già io di persona ho tempestivamente aderito. Anche i miei Confratelli si battono da sempre – con le armi proprie della Carità – per il rispetto della dignità umana, con attenzione non solo ai fratelli viventi, ma anche a quelli che il Signore ha inteso chiamare a sé da questa vita, in qualunque modo. E mai, come in questi giorni, il ricordo dei defunti deve essere attento e rispettoso, corroborato dalla preghiera di suffragio e dalla partecipazione al dolore di quanti soffrono per la perdita dei loro affetti più cari. Pertanto siamo convinti ed auspichiamo che i resti mortali di tutti gli esseri umani riposino nella pace di Cristo, nel luogo più degno e sacro che possa esserci, e non vadano in alcun modo utilizzati per sperimentazioni o mostrati alla pubblica curiosità, se non al pubblico indegno ludibrio. Con cordialità offro i nostri più calorosi auguri di buon lavoro e confraterni saluti. Gr. Uff. Raffaele Preziuso omsbs.puglia@gmail.com http://www.ordinemilitaresantabrigida.com/



 




 

Sostegno spirituale e morale all’iniziativa  “No Lombroso”

Sostegno spirituale e morale all’iniziativa “No Lombroso”

Pubblicato il 28/10/2010

Ettore d'Alessandro duca di Pescolanciano comunica il decreto del 21/10/2010 del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio-Delegazione Toscana, Testimonial dell'iniziativa No Lombroso. Con la presente la nostra Delegazione Toscana dell’Ordine Costantiniano di S.Giorgio, intende sostenere nella preghiera la Vostra recente campagna informativa per il rispetto delle dignità umane nel dolore della dipartita terrena. I resti mortali di qualunque essere umano devono riposare in pace, come da volontà di nostro Signore, e non essere cimelio museale per studiosi o curiosi turisti. Cordiali e confraterni saluti Grosseto, lì 28 ottobre 2010 La segreteria della Delegazione Toscana Ettore d’Alessandro duca di Pescolanciano http://smoctoscana.altervista.org/



 




 

Museo Lombroso: non può essere il cimitero del mio trisavolo!

Museo Lombroso: non può essere il cimitero del mio trisavolo!

Pubblicato il 15/10/2010

Il Sindaco di Motta S. Lucia (Cz), avv. Amedeo Colacino pronipote in linea femminile del Sig. Giuseppe Villella, oggetto della cosiddetta rivelazione del Lombroso, membro del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso ha pubblicato la seguente nota: Ma che Italia è mai questa? mi chiedo con sgomento. Già molto tempo fa abbiamo deliberato come giunta per la restituzione del teschio del nostro concittadino Villella Giuseppe, orrendamente esposto oggi, nel 2010! nel riaperto Museo di Antropolgia Criminale "Cesare Lombroso" di Torino. Abbiamo inviato richiesta ufficiale al ministro dell'Interno, al Ministro Pubblica amministrazione e al Direttore del Museo Lombroso di Torino. Silenzio assoluto ad oggi la loro risposta. Allora ancora mi chiedo, con quale diritto quell'assurdo, anacronistico e indegno museo mantiene rinchiusi i resti del mio trisavolo e quelli di svariate centinaia di uomini, donne e bambini, quando è noto a tutto il mondo che le teorie del Lombroso sono state non solo confutate da oltre un secolo poichè prive di ogni fondamento scientifico, ma giudicate unanimamente come fantasie da pura stregoneria. Come è stato possibile spendere cifre milionarie per riaprire un tale inutile museo quando la ricerca universitaria italiana langue nella miseria più disperata? Perchè il mio Paese Motta S. Lucia, la mia Calabria e il SUD intero devono subire questo gratuito oltraggio proprio in occasione del 150 esimo dell'unità d'Italia? Mi risponda Sig. Presidente Giorgio Napolitano, almeno Lei mi risponda! Amedeo Colacino, Sindaco di Motta S. Lucia



 




 

Il Comune di Motta Santa Lucia aderisce al Comitato No Lombroso

Il Comune di Motta Santa Lucia aderisce al Comitato No Lombroso

Pubblicato il 27/09/2010

Il Sindaco Avv. Amedeo Colacino comunica che con delibera della giunta comunale n. 90 del 27/09/2010 il Comune di Motta Santa Lucia (CZ), città natale del Sig. Giuseppe Villella, ha aderito al Comitato Tecnico-Scientifico No Lombroso. I resti di Giuseppe Villella sono tutt'ora orribilmente esposti nel Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso".



 




 

Lombroso: un insulto alla scienza

Lombroso: un insulto alla scienza

Pubblicato il 13/08/2010

"Dov’è l’Italia?", si chiede Lorenzo Del Boca nell’ultimo capitolo del suo libro "Maledetti Savoia" e la risposta che si dà è: "Chi cerca l’Italia non la trova, forse perché non esiste". E L'Italia non esiste anche per colpa di Cesare Lombroso e delle sue bislacche teorie. Parole profetiche che ritroviamo anche nel suo secondo libro "Indietro Savoia" nel quale prevede, disegnandolo con ben congegnate metafore, anche l'attuale disastro economico italiano. Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine dei Giornalisti, membro del Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", ha pubblicato il seguente commento: "Un museo dedicato a Lombroso (con l'esposizione dei reperti macabri raccolti), prima ancora che alla logica e al buon senso, è un insulto alla scienza. Le stravaganti teorie sul dna del male sono servite ai dirigenti razzisti del nord per calpestare i diritti della gente del sud. Non è possibile riscrivere la storia e cancellare quel tempo che - purtroppo! - non torna più. Ma è possibile restituire dignità a coloro che pagarono per scelte sbagliate, teorie bizzarre, vanagloria di potere e arroganza politica. A tutte le vittime che, inconsapevolmente. hanno pagato un tributo pesante, abbiamo un debito di riconoscenza che - prima o poi... - dovremo anche deciderci di pagare" Lorenzo Del Boca



 




 

Le fregnacce di Lombroso

Le fregnacce di Lombroso

Pubblicato il 24/06/2010

Pino Aprile, giornalista e scrittore già vicedirettore di Oggi e direttore di Gente autore del bestseller "Terroni". Membro del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso, ha pubblicato il seguente commento il 24 Giugno 2010: Finché si continuerà ad esporre, a Torino, una "testa di meridionale", per inutile spiegazione "delinquente naturale", in base alle illuminate osservazioni del Lombroso (ritenuto meritevole persino di un museo), propongo che si istituisca a Napoli un Museo del Vero Risorgimento, nel quale si espongano teste di "bersagliere sabaudo naturalmente stupratore"; disegni in scala 1:1, con sezioni e visioni prospettiche della luminosa capoccia del colonnello Pier Eleonoro Negri, con la dicitura: "Eroe dell'Italia unita e medaglia d'oro al valor militare, sterminatore di interi paesi, per il miglioramento demografico del Mezzogiorno". E via di seguito, con le misure delle fossette occipitali di Cialdini, Fumel e ripulitori etnici vari e decorati; con visite guidate di classi di bambini delle elementari; e convegni sulla naturale inclinazione al massacro da parte di idealisti nati al di sopra di una certa latitudine, per influssi magnetici, densità di insolazione, ampiezza della banda dell'ultravioletto sulla curvatura terrestre ed altre fregnacce scientifiche della stessa dignità di quelle lombrosiane. e aggiungerei: provate a immaginare cosa accadrebbe negli Stati Uniti, se a New York esponessero una testa di "soldato confederato dell'Alabama"!



 




 

La madre dei cretini è sempre incinta

La madre dei cretini è sempre incinta

Pubblicato il 26/06/2010

Lino Patruno, giornalista e scrittore già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno ed editorialista ha recentemente pubblicato il libro "Alla riscossa terroni". Membro del Comitato Tecnico Scientifico No Lombroso, ha pubblicato il seguente commento il 26 Giugno 2010: “Visto che andiamo verso i 150 dall'unità d'Italia, la più brillante idea per festeggiarli viene da Torino, guarda caso. Nel museo dedicato a Cesare Lombroso, sono esposti gli scheletri di un folto numero di briganti meridionali uccisi proditoriamente dalle truppe di occupazione sabaude o deportati nei campi di concentramento. E che il manipolatore dell'antropologia criminale raccolse e misurò col centimetro e la squadra. Perchè questo Lombroso, veronese di agiata famiglia ebrea, è l'autore della teoria che criminali si nasce e non si diventa. La trasse anche dal cranio dei briganti, a suo dire fatti in modo tale che non avrebbero potuto che essere briganti. Se ne deducono un paio di conseguenze. Visto che i cosiddetti briganti sterminati al Sud dai <piemontesi> furono 180 mila, visto che avevano dei figli, e visto che questi figli ne hanno fatti altri, attualmente al Sud devono esserci milioni di briganti causa cranio. Quindi si fa bene a lasciare il Sud al suo destino, destino di colonizzato e sfruttato, peraltro. Deportiamoli tutti e avremo mezz'e risolta la Questione Meridionale. E visto che ci siamo, magari sterilizziamo pure la madre dei cretini, che è sempre incinta.”